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venerdì 9 dicembre 2016

Ogni mattina

Qui, ogni mattina, il sole mi sembra bello come non lo avessi mai visto prima, come lo vedessi per la prima volta.
Non posso fare a meno di notare che non esiste al mondo un'alba uguale a quella del giorno precedente, o a qualsiasi altra.
#vitaSuiMonti

alba 9/12/2016

L'alba è davvero una promessa che si rinnova ogni giorno.
Il problema è che è difficile vederlo, quando vivi in città circondato da mura e palazzi.
Aria, cielo: "spettacoli" e "concerti" mai uguali.

Alba di settembre

Siamo fatti per vivere a contatto con la #natura, anche se non ne siamo affatto consapevoli.



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giovedì 13 ottobre 2016

Crema alla nutella per farcire una torta

Una crema pasticciera a cui aggiungere della golosissima crema spalmabile alle nocciole. Un gusto molto intenso che fa felici i bambini... ma anche i grandi!


La ricetta è sul sito RicetteDalMondo.
ingredienti

Per 600 gr di crema (per due strati da 24cm di diametro):
  • 250 ml di latte intero 
  • 1 tuorlo
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 50gr di amido di frumento
  • 250 gr di crema alle nocciole (io Venchi fondente)
preparazione

Nella planetaria con frusta a fili montate il tuorlo con lo zucchero.
Quando è schiarito unite lentamente il latte caldo ma non bollente, a filo, con le fruste in azione.

Unite quindi la crema spalmabile.

Ponete su fuoco dolce e rimestate finché non ottenete la giusta densità.
Sarà pronta per farcire la vostra torta quando sarà completamente raffreddata (io la tengo una notte in frigo, coperta da pellicola).

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lunedì 5 settembre 2016

La prospettiva della notte

... e quando viene la notte, la notte più nera, e il sole è lontano per indorare la prospettiva sulle cose, ricordatemi dei miei passi lenti su questa terra, una terra che ha una magia antica, che aspettava solo qualcuno disposto a fermarsi e ad ascoltare i suoi segreti.

Luna

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venerdì 2 settembre 2016

Qui il tempo non esiste

Questo posto è stregato.
Il tempo non esiste.

Vorresti fare più cose, ma ad ogni attimo sei costretto a fermarti: per ammirare, guardarti intorno, semplicemente per "stare".


La lucertola e il rosmarino


Non è stupore da cittadini: qui la gente si ferma continuamente.
Si ferma sui marciapiedi, si ferma in bottega, si ferma lungo la strada e abbassa i finestrini dell'auto per sapere come va. Non importa se tu sei dietro con l'auto.
E guai a tirare dritto!
 

Non c'è una volta che qualcuno non interrompe il suo lavoro quando arrivo io, per parlare; e "ora vengo" è tra due, tre, quattro ore; "domani" è anche fra tre giorni; "le sette e mezza" sono anche le nove.

Lascia stare l'orologio, e guarda il sole.
È questo non-tempo che rende speciale la #vitaSuiMonti e i suoi abitanti.




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giovedì 1 settembre 2016

Le cose sono solo cose.

Le cose sono solo cose.
Siamo noi a stabilirne il colore, positivo o negativo, e quale influsso possano avere nella nostra vita.

settembre 2016

Il mio esempio è perfettamente calzante: è la seconda notte che passo agitata dal vento che bussa alle finestre, svegliandomi ogni 10 minuti, e lasciandomi innervosire dal latrato dei cani.
Il vento è solo vento, i cani sono solo cani.

Io invece... che direzione sto prendendo?
Lo sento che "è giunta l'ora"? La voglio dare una smossa a questa stagione??
 

Ecco spiegato tutto.
Se hai una strada davanti, percorrila invece di chiederti quanto sarà lunga.
#vitaSuiMonti


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mercoledì 24 agosto 2016

Triglie in rosso con gamberi

Triglie e gamberi in umido: una preparazione a base di pesce dal sapore intenso e di facile preparazione.


La triglia è, secondo me, uno dei pesci più gustosi. La sua carne è tenera e saporita, ed è buona sia fritta che in tegame, che in zuppa. Oggi l'ho preparata in modo molto semplice, occorrono pochi minuti per allestire la preparazione e una cottura non troppo lunga, un piatto per due o tre persone.

ingredienti
  • tre triglie fresche o decongelate già squamate ed eviscerate
  • mezzo scalogno
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 200gr di gamberi già sgusciati
  • sale e olio q.b.
  • 4 foglie di basilico
  • 4 rametti di prezzemolo
preparazione

Pelare e tritare lo scalogno.
Metterlo in padella o in un tegame largo con un filo d'acqua, porre su fuoco dolce e fare leggermente ammorbidire. Prima che l'acqua evapori aggiungere un filo d'olio d'oliva e fare leggermente rosolare.

Unire le triglie e far cuocere alcuni minuti per lato.
Unire quindi i gamberi, un trito di basilico e prezzemolo e terminare la cottura (15-20 minuti in totale).

Nota: ho cotto senza coperchio con l'aiuto di un para-schizzi per ottenere un sugo denso e non troppo "brodoso".

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martedì 26 luglio 2016

Frittelle di zucchine

La zucchina è il primo ortaggio che appare nell'orto, ed è molto produttiva. È una pianta strisciante o cespugliosa, che necessita di clima caldo o temperato e terreno ben drenato e sarchiato.
Va seminata tra febbraio e marzo, trapiantata tra fine marzo e primi di aprile, e comincia a produrre a circa 50-55 giorni dal trapianto, una delle ortive precoci quindi.
La sua coltivazione non è particolarmente difficile, richiede solo acqua costante, e teme l'umidità sulle foglie (che determina la facile comparsa dell'oidium o mal bianco).

Quest'anno le abbiamo piantate in buche arricchite di letame, ad una distanza di circa un metro l'una dall'altra e consociate con mais e fagiolini rampicanti.


È altamente digeribile, dietetica, e molto versatile dal momento che si presta a numerose ricette. Per quanti penseranno che mangiare zucchine significa privarsi del gusto, proviamo a ricordare che possono essere cucinate fritte, in umido, in vellultata croccante con pancetta, a cotoletta, grigliate, ripiene, e in molte altre preparazioni che non elenchiamo perché non vogliamo svelarvele tutte!

Il suggerimento di oggi sono queste golose palline, perfette sia per l'aperitivo che come piatto di portata, golose per grandi e piccini ed estremamente salutari!

ingredienti
  • 500 gr di zucchine
  • 1 uovo
  • 100gr di ricotta di pecora scolata dal suo siero
  • 4-6 cucchiai di pangrattato + altro per la panatura
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • menta tritata (facoltativa)
  • sale e pepe
  • olio per la cottura
preparazione

Lavate le zucchine e grattugiatele finemente, quindi ponetele a scolare in uno scolapasta.

Mescolate l'uovo sbattuto, la ricotta, il parmigiano, la menta se gradita.

Unite il trito di zucchine, mescolate e aggiungete il pangrattato per ottenere un composto omogeneo e compatto.

Salate, pepate e formate delle palline. Potete lasciarle rotonde o schiacciarle leggermente.

Passate nel pangrattato per la panatura, quindi cuocete in padella caldissima con un filo d'olio, oppure in teglia unta e forno già caldo (a80° per 10-15 minuti) fino a doratura.

Suggerimenti:  potete accompagnarle con una salsa oppure con un contorno di insalata fresca. Potete aggiungere un dadino di formaggio per ottenre un cuore filante.

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lunedì 4 luglio 2016

La cottura anti-aderente: due alternative al teflon

Non so voi, ma io ho sentito parlare molto dei pericoli del Teflon (il rivestimento delle pentole antiaderenti). Certo, sono convenienti, pesano quasi nulla, e non richiedono preparazione o pre-trattamento. Ma queste pentole possono causare gravi danni se non trattate adeguatamente. 



Pare che il surriscaldamente del teflon, anche per pochi minuti, sia in grado di rilasciare sostanze tossiche che influiscono negativamente non solo sulla salute delle persone, ma anche degli animali da compagnia (non solo per ingestione, quindi).

Il teflon è un rivestimento pratico, ma rischioso quando si usura o non si adopera correttamente (danneggiamenti da urto o contatto).

Ma quali le alternative?
Personalmente ne preferisco due, la ghisa e la ceramica.


La ghisa è perfetta per reggere le alte temperature, vi permette di raggiungere una meravigliosa reazione di Maillard, che è quella che determina le strisce sulla vostra bistecca o la gustosa crosticina sui cibi, tanto per intenderci.

Si può utilizzare sia sui fuochi (compreso il barbecue, per noi determinante) che nel forno, quindi è ottima per le cotture miste.

Si lava anche senza detersivo: si usa semplicemente acqua bollente e una spugna abbrasiva (noi lo spazzolone, molto più comodo).

La maggior parte delle padelle in ghisa sono pre-trattate, quindi non avrete bisogno di fare nulla prima di utilizzarle, ma abbiate cura di ungerla con un tovagliolo imbevuto di olio d'oliva prima di ogni utilizzo.

La ceramica ultimamente è andata molto di moda. Nella grande diffusione ho incontrato ottimi prodotti ed altri che lasciano davvero molto a desiderare. Non amo la ceramica nelle padelle, ma la trovo perfetta per i tegami. A mio parere richiede un velo di olio prima dell'utilizzo perché i cibi non si attacchino completamente se asciutti come una bistecao una frittata (non così invece per i cibi umidi).

Non tutte le pentole in ceramica sono utilizzabili in forno o sui fuochi, sia per le parti combustibili (manici) che per la resistenza alle alte temperature. Controllate le istruzioni d'uso.

Ho trovato comodo utilizzare la padella in ceramica per cuocere cibi senza grassi mettendo sul fondo un foglietto di cartaforno.

Le nostre nonne non disponevano degli utensili che abbiamo oggi, eppure le loro vecchie pentole sono fantastiche (beato chi ne trova una, anche nei mercati dell'usato!)
Mia madre ha messo via una batteria di pentole in ghisa e ceramica che oggi costerebbe una fortuna e che ha una resa imbattile nella cottura.

Negli ultimi decenni le pentole si sono trasformate nell'intento di darci prodotti più fruibili e che ci semplifichino la vita, ma come spesso avviene, questo si paga al prezzo della nostra salute e di materiali più rischiosi per noi e per l'ambiente.
Questo articolo è liberamente tradotto da The Hearty Soul.

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sabato 30 aprile 2016

Esercizi mattutini


Esercizi mattutini (fior di calendula)


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sabato 16 aprile 2016

Biancospino: il momento esatto per lasciarsi andare

In questi giorni c'è una storia che mi scava nel cuore. La storia dei miei biancospini che ho osservato settimanalmente senza mai perderli d'occhio.



Qualcuno di voi se li ricorderà, a Natale, quando si sono vestiti di rosso, e poi più in là, quando hanno perso le foglie.
Sono rimasti rossi a lungo, con le loro numerose "ciliegie" attaccate ai rami nudi.

Ieri le ciliegie erano ancora lì, orgogliose perle rosso rubino su dita tese verso il cielo.

Mi hanno colpito: creature sopravvissute, messaggeri da una stagione all'altra, testimoni di ciò che è stato, sentinelle per ciò che deve ancora venire.
Mi chiedevo,  appena pochi giorni fa, come fosse per la pianta madre tenerli tutti ancora stretti a sé quando ho visto il vigore con cui le foglie si stavano riprendendo.

Oggi il sole mi ha chiamato con un riflesso diverso dal solito.
Lo aspettavo con trepidante attesa.
È l'inizio della "nuvola", ho pensato.
{I biancospini in fiore sono una nuvola di bianco}
Mi sono avvicinata e ho visto l'inizio della fioritura: ma le piccole drupe rosse d'improvviso non c'erano più.

Ho immaginato come dovesse essere il sentire della drupa: stare lì, attaccata, resistere al vento, all'inverno, alla caduta delle foglie, al freddo, all'arrivo della primavera con le foglie nuove.
Ho immaginato come una drupa, senza guardare date, giorni, stagioni, sappia qual'è esattamente il momento in cui lasciarsi andare.
E quando arriva il momento, lo fa.

Tutto cambia, finisce, inizia, ricomincia.
Ecco: la fioritura del biancospino si avvicina.
E lei, ora che sa, con un addio si lascia finalmente andare.
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martedì 29 marzo 2016

Innaffiare le piante riciclando i vuoti di plastica: coltivare la terra

Una tecnica davvero originale ed utile per risparmiare acqua ed irrigare le piante anche quando dovete allontanarvi per qualche giorno. Un progetto che vogliamo assolutamente realizzare nel nostro orto!
foto credits: ilbuongiorno.it


Oggi mi sono imbattuta in alcuni articoli davvero interessanti che hanno stuzzicato immediatamente il mio interesse. Quest'anno il meteo ci ha portato ad essere tremendamente in ritardo con la realizzazione dell'orto, ma dopo le piogge di prevede l'arrivo prepotente del caldo.

Come irrigare le piantine messe a dimora è sempre un nostro problema quando d'estate vogliamo allontanarci per andare qualche giorno al mare.
Ecco perché ho deciso di cominciare a raccogliere bottiglie vuote di plastica per realizzare questo piccolo impanto di emergenza.

La tecnica che sfrutta è quella dell'evaporazione dell'acqua per effetto dei raggi solari, ed è molto semplice: è sufficiente una bottiglia di plastica da due litri ed un bottiglione (4 o 5 litri) ogni 4 ortive, circa. Si taglia ognuno dei due recipienti a metà. Si interra ognuna delle due metà della bottiglia da due litri, e si riempie di acqua. Si avrà poi cura di coprire bene ognuna delle mezze bottiglie con mezzo bottiglione. Il terreno tra una pianta e l'altra dev'essere ricoperto di paglia per trattenere meglio l'umidità.

foto credits: ilbuongiorno.it

In questo modo il calore del sole farà evaporare l'acqua che condenserà sulle pareti del bottiglione e ricadrà sulla terrà irrigandola. Pare che questa piccola quantità di acqua sia sufficiente a dissetare delle piccole piante da orto, ma va bene anche per vasi e fioriere sul balcone. Non è assolutamente da provare??! Ho un unico dubbio: quello di riuscire ad avere abbastanza materiale che sia sufficiente alle dimensioni del nostro orto.

Noi cominceremo a raccogliere i vuoti, e spero di farvi vedere presto delle foto mie di questa realizzazione!


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domenica 20 marzo 2016

Ogni inizio è un'opportunità

In un giorno di festa, attimi di rivelazione.



Ciao. Sono quella che cammina senza scarpe sull'erba bagnata.
È stata una meravigliosa passeggiata: ho sentito sulla pelle che la vita può essere facile anche mentre è estremamente complicata.

E so per certo che puoi avere intorno molti ettari di terreno dove gli altri non vedranno altro che lavoro ancora da fare, ma tu potrai sempre fissare lo sguardo su piccole preziose inquadrature che ti daranno la misura di quanto speciale sia il tuo angolo di mondo. 

Perché nella vita è questione di punti di vista. E allora ti siedi e pensi "wow, è stata una splendida passeggiata, oggi". 
E celebri: celebri questo giorno in cui senti che la vita può essere così gentile, e  scopri di essere una persona così ricca!
In mezzo a un viaggio travagliato sai di esserti costruito un'ancora sicura e eterna, per sempre tua, che mai ti tradirà.

E mentre ti chiedi come risolverai quella cosa, il melo ti chiama sussurrandoti: " hey, guardami, tutto sta già cambiando".
Buongiorno, a te che leggi.
Auguri: oggi inizia la PrimaVera.

venerdì 11 marzo 2016

Parmigiana di zucca al forno

Solo pochi minuti per preparare la zucca alla parmigiana: un piatto semplice e buono, fatto di pochissimi ingredienti!

zucca alla parmigiana

Le proprietà della zucca sono tantissime, e non possiamo farcele sfuggire, soprattutto se abbiamo ancora qualche scorta della produzione del nostro orto!

Se vi avessi proposto questa parmigiana ad ottobre sarei stata banale. Ma ve la propongo a marzo, perché l'estate è ancora lontana, e la parmigiana classica, quella di melanzane, è un piatto che ci manca.
Provate anche voi: la preparazione è semplice e anche leggera, e questo piatto piace anche ai bimbi e a chi è attento alla linea e alla cucina sana.

zucca alla parmigiana


ingredienti
  • Zucca 500 gr (al netto degli scarti)
  • Parmigiano reggiano 30 gr
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Cipolla qb
preparazione

Fate dorare la cipolla tritata finemente nell’olio riscaldato a fuoco basso in una padella.
Sbucciate la zucca e tagliatela a fette (o se preferite a fiammiferi).
Mettetele in padella facendo attenzione a non far cuocere troppo disfacendo le fette.

È possibile anche cuocere in forno, come ho preferito io, ungendo una teglia e disponendo la zucca a fette, con la cipolla a velo. 200° fino a che non è un poco asciutta.

Disponete in un piatto a strati, alternando "il verso" delle fete strato dopo strato, in modo da formare una "scacchiera", e ultimate aggiungendo il parmigiano grattugiato.


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venerdì 4 marzo 2016

Cibi che si rigenerano dagli scarti

Oggi vi mostro come si possono riprodurre facilmente delle piantine di ortaggi dai loro scarti. Non buttateli via!



Quella di non buttare via gli scarti di frutta e verdura è una vecchia moda ormai, ma è un'abitudine importante che non si fonda su dicerie.
Non solo possiamo cucinare molti scarti ottenendo gustose ricette, ma possiamo, con un po' di pazienza, ottenere nuove piantine per il nostro orto.
È un'attività divertente e quasi "magica", che piacerà a grandi e bambini! Vi va di provare?
In questo momento io e mia figlia stiamo "rigenerando scarti di cipolle, e lo zenzero è quasi pronto per il nostro primo esperimento :)

L'infografica è tratta dal sito di Jerry James Stone.
Trovate delle spiegazioni ben dettagliate in questo articolo di GrowThePlanet.


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martedì 23 febbraio 2016

Crema 100% aloe vera: vergognosamente facile

Quella che vedete in foto è una pianta di aloe vera. Oggi vi racconto come avere sempre a portata di mano un prodotto 100% naturale e dai mille usi.


Ed eccola qua! Una delle mie tanto adorate aloe. Una pianta sempreverde, Tracheobionta (Piante vascolari), erbacea, succulenta, anche arborescente, appartenente all'ordine delle Liliacee.

La pianta si presenta con fasci di foglie carnose, lanceolate, decorate da spine, in numero da 15 a 30, disposte a ciuffo come i petali di una rosa. Crescono a ciuffi intorno al tronco.

I fiori a trombetta, dal bellissimo colore giallo-arancio, si presentano in grandi grappoli variopinti che pendono da una formazione tubolare che si estende come un ramo dal centro.

I frutti sono a capsula verde, penduli. Si riproduce sia con i semi che per germogli che spuntano alla base del fusto.

Inverni rigidi, ma forse anche l'età.
Mi hanno dato un bel da fare negli ultimi 12 mesi, perché lei mie aloe arborescenti appartengono a tre esemplari piantati da mio padre più di 30 anni fa. Lo strano comportamento del clima invernale sui miei monti siciliani negli ultimi due anni ha messo a dura prova le mie aloe che fino a questo momento avevano prosperato industurbate, raggiungendo diversi metri di altezza e diversi esemplari per ogni "piede".

Il gelo ha bruciato alcuni esemplari, senza tuttavia ucciderli. Il danno più grave è stato vederli cadere al suolo, uno dopo l'altro, distruggendo l'armoniosa figura che ormai accompagnava il paesaggio antistante i gradini di casa.

Abbiamo trapiantato con successo tutti gli esemplari caduti: l'aloe è una pianta resistente e "miracolosa", non solo per i suoi effetti benefici sulla salute dell'uomo, ma anche per il suo tenace attaccamento alla vita.
Tutti i nuovi esemplari, poco prima di cadere, hanno infatti prodotto in anticipo un fitto apparato radicale che ci ha consentito di trapiantarli senza problemi, ma anche laddove abbiamo scelto di accorciarne il tronco perché troppo alto (in alcuni casi il forte vento le ha nuovamente abbattute dopo il trapianto!) non ci sono stati problemi di nuovo radicamento.

Una volta messa a dimora non ha bisogno quasi di nessuna cura, se non delle annaffiature un po' più ricorrenti per gli esemplari più giovani nel periodo più torrido, se si desidera uno sviluppo più evidente. Come succulenta, resiste perfettamente alla siccità.
NOn necessita di terreno umido o di annaffiature frequenti.
Per le gelate, al contrario, abbiamo provveduto a proteggere gli esemplari più giovani e delicati con un telo di tessuto-non-tessuto specifico per la neve. Ha funzionato.

La pianta viene coltivata con estrema facilità anche in vaso, in appartamento, e persino in ambienti come la camera da letto: è straordinariamente capace infatti di filtrare l'aria, trattentendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno!

Potrebbe capitare che le foglie diventino marrone-rossastre: non è segno che indica la moria della pianta, ma semplicemente uno stato transitorio di adattamento soprattutto dopo il trapianto (la pianta reagisce risparmiando energia nelle parti più esterne e sacrificabili). Continuate ad osservarne la parte apicale centrale, il "cuore", e verificate che cresca in colore e volume. Se necessario irrigate leggermente.

Non elencherò tutte le proprietà dell'aloe perché è un elenco praticamente infinito. Vi indicherò semplicemente il semplicissimo modo per ottenere una crema cosmetica e curativa.

Il succo d'aloe è ingeribile, ma esistono opinioni contrastanti riguardo al suo utilizzo in "purezza": alcuni ne sconsigliano l'uso in gravidanza ed in presenza di alcune patologie, e ne indicano gli spiccati effetti lassativi.

Per contro è un ottimo depurativo, soprattutto epatico, viene utilizzato nella lotta contro il cancro (mio padre ne aveva iniziato la ricerca scientifica proprio 30 anni fa!) ma in questi casi viene utilizzato il succo non puro né concentrato.


ingredienti
  • foglie di aloe vera
  • olio di germe di grano (facoltativo)
  • olii essenziali 100% naturali (facoltativi)
preparazione

Preparate dei barattoli sterili di vetro.

Per preparare una crema di aloe 100% vi basteranno delle foglie di esemplari che hanno almeno 3 anni di età. È necessario prelevare le foglie più esterne, quelle più vicine al terreno, per lasciare che la pianta prosperi.

Le foglie vengono recise vicine al tronco.
Vengono poi pulite sotto un getto d'acqua corrente e tagliate in due con un coltello pulito e disinfettato, in senso orizzontale.

Col coltello ben affilato si preleva la polpa contenuta nelle foglie spellandole sottilmente sullo strato esterno e prelevando quanto più polpa possibile.

Questa viene posta in un frullatore. Potrete frullarla così oppure aggiungere altri ingredienti come quelli indicati:
  • un olio al germe di grano per fluidificarla leggermente
  • degli olii essenziali per profumarla un po' (il suo odore è neutro)
  • del succo di limone
  • del latte intero
  • tutto ciò che vi suggerisce la fantasia nell'ambito della cosmesi naturale.
Naturalmente più ingredienti aggiungerete, più denaturerete il succo d'aole, e la sua scadenza sarà relativa agli ingredienti da voi utilizzati (il latte ad esempio si deteriora più facilmente).

Il succo d'aloe puro si conserva per due mesi ed oltre nei barattoli precedentemente sterilizzati. Io lo utilizzo così.

E se siete davvero pigri, potete semplicemente conservare la foglia d'aloe intera, in frigorifero, con un po' di pellicola trasparente  a chiudere la parte tagliata. 
Potrete prelevare piccolissime parti a necessità, spremendo il succo direttamente dal pezzetto tagliato e aperto orizzontalmente.

In questo caso, vi do un'indicazione: il succo di un piccolissimo pezzo di aloe è davvero molto abbondante. Quando lo strofinate sulla pelle non fermatevi allo strato superficiale, perché le cellule contengono moltissimo gel che continuerà a fuoriuscire se le schiaccerete fino a toccare la superficie più dura della foglia (quella esterna)

Il gel è utilizzabile a tutte le età, anche per bambini appena nati, per i quali è anzi consigliata, date le sue straordinarie proprietà totalmente naturali.

Ha un effetto lievemente appiccicoso se utilizzato in purezza (ma del resto, sarà sopportabile visti i suoi enormi benefici, no?), che potrebbe dare un lieve soggettivo fastidio (a me non ne dà). Se lo usate come struccante, potete poi sciacquare gli occhi, sul resto della pelle consiglio invece di sopportare il fastidio per ottenere l'effetto idratante o emolliente o analgesico.

Ma vediamo a cosa serve (lista che non sarà mai esaustiva!):
  • è un potentissimo cicatrizzante (definito miracoloso) ed emostatico
  • lenisce punture di insetti, abrasioni superficiali, scottature, irritazioni cutanee, foruncolosi, malattie funginee, e tutto ciò che ha a che fare con la pelle
  • analgesico (anche su contusioni)
  • antiprurito
  • ha un potente effetto idratante, sia curativo che di bellezza
  • è un ottimo struccante naturale
  • cura fastidi del cavo orale o delle labbra, così come delle mucose genitali (incluse emorroidi)
  • energizzante e disintossicante
  • rimuove le cellule morte
  • uccide virus e batteri
Al momento mi fermo qui.
Noi non riusciamo più a farne a meno, ed è la nostra pianta magica.
Vi basti pensare che in molte antiche civiltà (era coltivata in quasi tutto il mondo) veniva considerata per le sue prorpietà una pianta sacra. E per noi lo è davvero!

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domenica 14 febbraio 2016

San Valentino per ritardatari: 10 dolci veloci da realizzare

Buona mattina di San Valentino e ben svegliati! Non hai ancora pensato al dolce? Che tu sia un lui o una lei, in questo articolo troverai 10 ricette che puoi subito, adesso, e che saranno un dono perfetto per la persona che ami. Pronto in mezzora (poi però dovrete lavare le stoviglie!).

È stato davvero difficile selezionare solo 10 dolci rapidi per San Valentino: nel blog ci sono tantissime ricette che si preparano in velocemente e vi faranno fare bella figura.  Vi suggerisco quindi di non fermarvi a questa selezione, e di saltare di pagina in pagina usando i link presenti già in ciascuna ricetta. È impossibile non trovare quella che incontrerà il vostro gusto!

È morbida, umida, non ha bisogno di essere bagnata, e riesce SEMPRE. L'ho appena fatta e anche tagliata tiepida è una coccola per il palato. Potete sostituire la crema con "nutella" al pistacchio o semplice zucchero a velo in superficie, la torta è già buona così com'è. 
Pistacchiosa: torta al pistacchio con crema al pistacchio
Vale quanto appena detto: la torta con farina di mandorle non ha bisogno di grandi decorazioni, perché al primo morso vi avvolgerà. Solo qualche goccia di cioccolato e sarà amore!

torta morbida alle mandorle

La crema potete prepararla mentre si cuoce la torta, che è davvero rapida da relizzare. L'impasto però è perfetto per stampini monoporzione che possono essere guarniti o meno.

torta cuore al cacao con crema al pistacchio  
Io ne ho fatto una devil, ma questa base non tradisce mai. Potete farne monoporzione o una torta cuore. Sofficissima, non richiede bagna ed ha un sapore meraviglioso.

devil interno

Risultato sofficissimo per delle tortine deliziose, senza lattosio e con pochi grassi!

tortine al limone con soli albumi e senza lattosio

Quando non c'è tempo di far rassodare una crema, la glassatura può esserne valido sostituto. La torta sarà un po' più bassa, e la glassa darà cremosità e gusto.

cuore glassato, con cocco e gocce

Un pan di spagna si prepara in poco tempo, e se non avete avuto tempo di preparare altro, la crema di ricotta non richiede tempo per rassodare. È sufficiente, per la sua riuscita, che la ricotta sia asciutta e ben scolata. Gli. amaretti sbriciolati danno un tocco sofisticato e croccante

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Frolla: è sconvolgente quanto sia rapida da fare, e da cuocere. Con questa ganache farcirla è un attimo. E il cioccolato va d'accordo con l'amore!

crostata "cioccolattosa"
Non volete cuocere? Un'intera sezione dedicata ai dolci senza cottura! Ma per san Valentino vi suggerisco un dolce veloce e ricostituente: l'amore ha bisogno di energie!

Cuore di zabaione

Fanno sempre molto "effetto": tortini che preparerete in anticipo, mettere in freezer, e poi vi dedicherete a "fare altro"! Al momento di servirli riscalderete il forno e in pochi minuti... voilà!


Tortini di cioccolato dal cuore morbido



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sabato 13 febbraio 2016

Marmellata di arance amare (Siviglia)

Come preparare in casa la marmellata di arance amare con un metodo semplice e un gusto fantastico. Aramatevi di un pizzico di pazienza e di ottimi frutti non trattati!

marmellata di arance amare

Questo è il metodo che uso per fare la marmellata di arance. Ho provato sia con le arance amare che con le riberella, che sanguinella. Il sapore finale è influenzato dalla dolcezza del frutto.
Le arance amare danno un'ottima marmellata per dolci, ma noi la usiamo volentieri anche su formaggi stagionati e antipasti di verdure.

PER LE MIE RICETTE CON MARMELLATA DI ARANCE CLICCA QUI.


ingredienti

resa: due vasi da 500gr e uno piccolo 
  • 900gr di arance amare (Siviglia) già sbucciate e pulite
  • 550gr di zucchero di canna (circa il 60% sul peso delle arance)
preparazione

Lavate le arance, sbucciatele e privatele dei semi.
Tagliate le bucce a piccole strisce e mettetele a bollire in una pentola.
Giunte ad ebollizione cambiate l'acqua, per 4 volte.

filetti di arancia

Nel frattempo fate bollire le arance sbucciate e lo zucchero, per circa un'ora e mezza.
Dopo la quarta ebollizione potete unire anche le bucce sbollentate.
Raggiunta la giusta densità (fate la prova "velo" su un piattino) invasate in barattoli appena sterilizzati.

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giovedì 11 febbraio 2016

Cacao: quando è il corpo che te lo chiede

Donne e cioccolato: binomio arcinoto, soprattutto in alcuni giorni del mese. Sapete perché?

immagine: food.detik.com tramite google immagini

In questi giorni ho l'umore in fase decisamente calante. Non è un problema per me, in questa fase della vita in cui ho imparato ad apprezzare ogni momento come necessario al naturale ritmo delle cose. Non ho particolari motivi da addurre, se non i miei ormoni e le giornate un po' grigie.
Entrambi i fattori (tenendo in considerazione la luce solare) sono infatti determinanti sul tono dell'umore.

Di questo mi va di chiacchierare:
     di serotonina, triptofano e cacao.

Molto, in verità, è racchiuso in questa immagine:


Ciascuno di noi ha degli ormoni direttamente connessi all’esperienza di piacere. Le endorfine sono naturali soppressori del dolore nel cervello, insieme a serotonina, ossitocina e dopamina.
Queste molecole specializzate traducono pensieri ed emozioni in forma chimica, permettendogli di comunicare - attraverso una complessa rete di interazioni- al resto del corpo.

Se siamo abitualmente sintonizzati con i bisogni reali e concreti del nostro corpo, sentire all'improvviso il bisogno di mangiare noci e cacao (non ho detto cioccolato, ho detto cacao!) non è sicuramente un pensiero da mettere a tacere dietro un muro di rimproveri e sensi di colpa.
Ci hanno insegnato a pensare al cibo in termini cognitivi, invece che esperienziali, e così diventa più difficile seguire un reale bisogno dettato dalla consapevolezza corporea.


Nell'arco del mese il livello di serotonina in una donna può variare notevolmente.

Il nostro corpo produce serotonina a partire dal triptofano, una sostanza contenuta in molti degli alimenti della figura sopra.
Quando andiamo in deficit rispetto ad alcuni nutrienti, il nostro corpo reclama. Quello che purtroppo succede è che la nostra mente, educata principalmente ad un regime punitivo conta-calorie, non ci porta in modo naturale verso gli alimenti riconosciuti "buoni" in questi giorni.
Ovviamente tutto questo discorso per dirvi che esistono quantità e tipologie di cibo che non solo non intaccano la linea (anche se la vostra amica continuerà a urlarvi "sei pazza??!) ma vi aiuteranno persino a sentirvi meglio.

Cacao: ne esitono moltissimi in commercio definiti "magri" (per definizione è magro un cacao in polvere che contiene meno del 20% di burro di cacao). Io ne ho trovato uno che mi soddisfa tantissimo, e che è a meno dell'1% di grassi. Non è vero che non ha sapore (ma non continene zuccheri) ed è una preziosa aggiunta a molti piatti, tanto che ormai lo uso persino nelle comuni preparazioni di famiglia. Il suo sapore è più intenso del cacao commerciale. Il suo potere nutritivo (ma non ingrassante!) è elevatissimo: magnesio, calcio, ferro, polifenoli.
Sceglietene uno magro, e concedetevelo senza sensi di colpa.

"In quei giorni", mangiate in modo regolare, prediligendo il pesce e i cibi ricchi di Omega3, preventivi per i dolori addominali.

So che è dura, ma cercate di camminare molto: il movimento stimola il buon umore, e l'esposizione alla luce migliora il lievello ormonale.

Usate cereali integrali e zuccheri non raffinati: non è solo una moda quella di credere che influiscono beneficamente sulla nostra salute, soprattutto in casi come quelli di cui abbiamo parlato oggi.


   Il mio rimedio lampo quando mi sento giù:

Io aggiungo un paio di cucchiaini di cacao amaro allo yogurt che preferisco, unendo poi due o tre noci spezzettate (o mandorle), e questo già basta. Se necessario, ripeto la dose nel pomeriggio.

Vi lascio però un dolce suggerimento -light- adatto alla questione.

PER ALTRE RICETTE AL CACAO CLICCA QUI.

torta cacao e nocciole

ingredienti

Per la tortina (diametro 20 stampo alto)
  • farina integrale bio, gr 218
  • cacao amaro di primissima qualità, 98gr
  • zucchero semolato integrale, 262 gr
  • olio di semi, 45 gr
  • latte di soia alla vaniglia, 262gr
  • un pizzico di cannella in polvere
  • lievito per dolci vanigliato, 1 busta 
  • la scorza di una piccola arancia non trattata
preparazione

In una ciotola setacciare la farina ed il lievito.
Unire lo zucchero, il cacao, la cannella.
Mescolare a parte il latte di soia e l'olio.
Versate a filo sulle polveri e mescolate piano stando attenti a non formare grumi.
Versare nello stampo imburrato e infornare a 160°-170° per 30-35 minuti (vale la prova stecchino).
Lasciar raffreddare nello stampo per 10 minuti poi sfornare su una gratella e lasciar raffreddare completamente.
Cospargete con crema spalmabile e granella, oppure mangiatela così. Ottima anche in stampini monoporzione.


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mercoledì 10 febbraio 2016

Broccoli in tegame alla siciliana (vrocculi arriminàti cà muddica atturràta)

I vrocculi arriminàti prendono il nome dalla tecnica di cottura, che prevede che si mescolino continuamente fino a renderli spezzettati e morbidi. Vengono cosparsi di muddica atturràta, ovvero abbrustolita, che completa il piatto con gusto e croccantezza.

pasta chi vrocculi arriminati

A Palermo il broccolo è il nome del cavolfiore. È di stagione proprio adesso, e se ne vedono in giro di bellissimi. Il broccolo arriminato è solitamente il condimento per la pasta chi vroccula, ma in casa nostra si mangia anche così.

Ogni provincia ha le sue varianti, e questa, abbastanza semplice, è la nostra. Dai fornelli al blog, in diretta dalla nostra tavola. Talvolta aggiungiamo dadini di caciocavallo stagionato o una spolverata dello stesso formaggio, sopra.

Uva passa (passulìna) e pinoli (pinòla) creano quel contrasto di gusto e consistenza che gli arabi ci hanno insegnato.

Le dosi sono orientative e si basano sul gusto personale. Si termina il piatto con del pangrattato tostato fino a doratura, che anticamente sostituiva il formaggio in molti piatti della cucina siciliana, e veniva spolverato sulla pasta soprattutto tra le famiglie meno abbienti che il formaggio non potevano permetterselo.


ingredienti

  • un piccolo broccolo (io ho usato quello bianco)
  • due cucchiai di olio d'oliva
  • 3 acciughe sottolio
  • una manciata di uvetta e pinoli
  • zafferano
  • pangrattato
  • sale e pepe
preparazione

Pulite il broccolo, dividetelo in cimette e cuocetelo a vapore o lesso.

Mettete a bagno passolina (uvetta) e pinoli in acqua calda.

Scaldate i due cucchiai d'olio in un tegame e scioglietevi le acciughe.

Versate le cime del broccolo già cotte nel tegame, unite uvetta e pinoli scolati, zafferano, sale e pepe.

Mescolate frequentemente (da qui il nome "arriminati") fino a che il broccolo non  quasi disfatto (a me non piace che sia ridotto in crema).

Prendete una padella antiaderente e fate tostare del pangrattato (muddica atturrata). Usatelo per cospargere il broccolo prima di servire.

Con il broccolo arriminato si usa condire la pasta (bucatini o margherite), che viene cotta nella stessa acqua in cui si è lessato il broccolo, ma è ottimo anche come piatto unico.

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E' per questo che ogni tanto latitiamo...