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mercoledì 22 febbraio 2017

Ravanello selvatico (raphanus raphanistrum): una verdura "a tutto pasto"

Il ravanello selvatico (raphanus raphanistrum, sub. Landra) è una pianta selvatica che appartiene alla famiglia delle brassicacee.
Gli isocinati, contenuti in questa ed in altre specie, sono oggetto di studio dei ricercatori come potenziali agenti di protezione contro il cancro, in quanto inibiscono gli effetti cancerogeni di molte sostanze.

raphanus raphanistrum
Il mio ravanello, raccolto davanti casa: non è semplicemente stupendo?!?


L'altezza della pianta è di 20–80 cm., ma nel mio appezzamento di terreno raggiunge e supera il metro di altezza. La radice è di tipo a fittone, molto profonda e resistente. Il fusto può diventare legnoso, pur essendo una pianta annuale.

Da wikipedia:
Le foglie sono peloso-ispide. La forma delle foglie è pennato-lirate con 5 o più segmenti e sono picciolate. Il segmento terminale è lanceolato. Quelli laterali hanno dimensioni minori. I margini sono tutti dentati. Le foglie cauline sono progressivamente ridotte e sub-sessili con margine intero ma dentato.
L'infiorescenza è formata da un racemo terminale e aperto composto da diversi fiori (nessuno dei quali in posizione apicale) con brevi pedicelli.
L'antesi è da marzo a giugno, la raccolta può avvenire dall'autunno alla primavera inoltrata, a seconda dell'altitudine.

Questa pianta contiene minerali come il sodio, potassio, ferro, calcio, fosforo,vitamine A, C, E, niacina, proteine, lipidi, tannini, riboflavina, tiamina.
Nella medicina popolare si usava la parte aerea della pianta come stimolante gastrico e per facilitare la diuresi. Vengono consumate le foglie cotte o in insalata, aggiunte ad altre verdure. Il sapore è forte e piccante. I boccioli vengono consumati come i broccoli. È preferibile non consumarne i semi.

Consigli per la "coltivazione":
essendo una pianta spontanea, non necessita di alcuna cura. Nella mia proprietà cresce in diverse zone ed è piuttosto invasivo, così delimitiamo alcune aree in cui vogliamo mantenerne la crescita per la raccolta e la propagazione annuale. 
Se lasciato incolto diventa difficile da estirpare, e crea in alcuni punti zone impenetrabili. Per questa ragione ci preoccupiamo in questa stagione di potarlo spesso, anche in altezza, per impedire che raggiunga una crescita sconsiderata.

preparazione

Le foglie, dal sapore molto deciso che ricorda il cavolo, possono essere lesse o aggiunte crude all'insalata.

Personalmente, raccolgo le foglie più tenere o la parte apicale di quelle più grandi direttamente su campo. Al momento della bollitura non è così necessario pulirle ulteriormente.
Utilizzando un terreno a coltura biologica, ovvero del tutto privo di qualsiasi trattamento chimico, posso permettermi di dare al raccolto un semplice risciacquo in acqua corrente, ma si raccomanda di pulire bene le verdure, così come di non raccogliere erbe in zone di cui non si conosce il trattamento, o a bordo strada, o in zone inquinate.

Prima di raccogliere delle erbe spontanee accertatevi che non siano una specie protetta e che sia commestibile.
Non è previsto alcun piano di protezione per questa specie.

Le foglie appena sbollentate perdono del tutto il loro odore e sapore amaro, pur mantenendone una nota gradevole che, come detto, ricorda il sapore del cavolo.
Possono essere consumate così come sono (lesse), oppure ripassate in padella con uno spicchio d'aglio, oppure usate in preparazioni come primi piatti, polpette di ricotta o con uovo e pangrattato, frittelle.
Accompagnano molto bene dei secondi di carne come arrosti e bolliti.

Anche la radice è commestibile: ha un sapore deciso e piccante, e può essere grattugiata sui piatti.
Dalle radici fresche, affettate e lasciate sotto sale per qualche ora perché rilascino il succo, si ottiene una maschera per il viso che serve a schiarire le efelidi.

Misticanza in padella  

Il mio piatto preferito sono le foglie ripassate in padella con aglio e condite con un po' di ricotta fresca di pecora: questo è spesso il mio pranzo, come piatto unico!





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venerdì 17 febbraio 2017

Mandorli in fiore: un giorno, in primavera, guardando verso sud.

"Ma tu lo sai cosa hai fatto", dialogavo tra me e me, "con il tuo continuo lavoro di bonifica e trapianto di alberelli che oggi arrivano appena alla tua altezza?"
Non lo sapevo. Ma suppongo che un giorno (che non so se vedrò), in primavera, guardando verso est, ci saranno nuvole di fiori, i rami si intrecceranno tra loro in tinte pastello, e in un momento la vita sembrerà più bella e l'anima più leggera. Così:

Mandorli in fiore

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giovedì 9 febbraio 2017

Storie di mandorli in fiore (Prunus dulcis)

Nella mitologia greca il significato del mandorlo è attribuito alla speranza e alla costanza e i suoi semi commestibili, le mandorle, sono da sempre considerati divini perchè protettori della verità (il loro guscio forte e duro custodisce il seme-verità conoscibile solo se si riesce a spaccare la scorza).

Mandorli in fiore (per la prima volta)

Dalla mia pagina Facebook:

Avete presente la Deliranza, vero? Cercatela su YouTube.
Perché oggi io la ballavo, sotto la pioggia, quando ho scoperto che i miei giovani mandorli hanno fatto i primi fiori della loro vita!

(Poi ho steso i vestiti ad asciugare. E non sono ancora asciutti).


Al fiore di mandorlo è legata una dolcissima storia, quella di Fillide e Acamante.
Narra Omero che Acamante era un guerriero acheo che partì per la guerra lasciando la sua Acamante ad attenderlo. Tardando il ritorno, lei lo credette morto, e dopo averlo atteso a lungo in riva al mare, si tolse la vita dal dispiacere. Di lì a breve, però, lui fece ritorno, e la trovò trasformata in nudo albero per mano della dea Atena che ebbe pietà di lei e la volle così salvare dalla morte.
Davanti a questa triste scoperta Fillide abbraccio il tronco nudo che subito si ricoprì di fiori, prima che di foglie.

Mandorli in fiore (prima fioritura)

Da Wikipedia:
Il mandorlo (Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb, 1967) è una pianta della famiglia delle Rosaceae; la mandorla è invece il seme di questa pianta.
È un piccolo albero alto fino 5 metri; presenta radici a fittone e fusto dapprima diritto e liscio e di colore grigio, successivamente contorto, screpolato e scuro; le foglie, lunghe fino a 12 cm, sono lanceolate e picciolate; i fiori, bianchi o leggermente rosati e con un diametro fino a 5 cm hanno 5 sepali, 5 petali, 40 stami (disposti su tre verticilli) e un pistillo con ovario semi-infero. I fiori sbocciano in genere all'inizio della primavera, e qualora il clima sia mite, anche tra gennaio e febbraio.

Mandorli in fiore (prima fioritura)


Il mandorlo è una di quelle piante che vengono maggiormente inserite all’interno di parchi e giardini, per via dell’abbondante e spettacolare fioritura che la caratterizza.
Anche se i fiori della pianta di mandorlo si caratterizzano per essere bisessuali, un gran numero di piante hanno la particolare caratteristica di essere auto sterili: ecco spiegato il motivo per cui, all’interno degli impianti di produzione, bisogna considerare diverse varietà impollinatrici per poter permettere un’ottima messa a frutto.
Per quanto riguarda i pericoli che provengono dagli agenti esterni, la pianta di mandorlo si caratterizza per essere davvero molto resistente contro ogni minaccia.
Ad ogni modo, esiste un patogeno che si caratterizza per andare a colpire con grande frequenza la pianta di mandorlo: stiamo parlando della Bolla, che va ad attaccare sia i germogli più giovani sia le foglie della pianta stessa, provocando una deformazione e allo stesso tempo lo sviluppo di tutta una serie di macchie giallastre e rosse. Il mandorlo è una pianta piuttosto resistente, invece, nei confronti dei pericoli apportati da insetti ed afidi, verso cui non presenta una particolare sensibilità.

Non occorre di particolari concimazioni e irrigazioni se non nei primi due anni, durante i quali si aggiungerà un po' di stallatico.


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