Foto e contenuto dei post sono di proprietà dell'autrice.

Riproduzioni, anche parziali, necessitano di autorizzazione preventiva.
Visualizzazione post con etichetta frittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frittura. Mostra tutti i post

sabato 1 novembre 2025

Polpette di sarde al sugo : ricetta tradizionale siciliana

Polpette di sarde: piatto tradizionale siciliano, un classico intramontabile. Potete prepararlo con il pesce che volete, ma da noi le sarde sono un ingrediente facile da reperire e molto economico. Ecco perché questo rappresenta un piatto poverissimo ma molto, molto salutare.

polpette di sarde al sugo

Conquista tutti, grandi e piccoli: perché ogni boccone è soffice, perché il sugo è avvolgente, perché la sarda ha un sapore ricco e inteso ma in questo piatto non prevale (per la presenza di altri ingredienti). Tipicamente è un piatto da bella stagione, ma da noi si prepara tutto l'anno.
Forse non riuscirete a trovare gli aromi freschi, ma potete ricorrere a quelli essiccati.

La mia nonna le preparava spessissimo: un chilo di sarde oggi si paga meno di 4€, a volte anche la metà, e il pescivendolo le vende spesso già pulite e deliscate. Non resta da fare che condirle e dare loro pochi minuti di cottura.
Per non parlare di quanto sia salutare, come tutto il pesce azzurro, essendo ricca di omega3, ferro, fosforo, selenio e vitamine con pochissimi grassi.

polpette di sarde al sugo

ingredienti

Per le polpette:
  • 500gr di sarde al netto degli scarti
  • pangrattato q.b.
  • menta fresca e prezzemolo
  • 50gr di uva passa e pinoli
  • 1/2 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di caciocavallo grattugiato (io non lo metto)
  • 1 uovo
Per friggere:
  • farina di rimacinato
  • olio di semi di arachide

Per il sugo:
  • 200ml di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • cipolla tritata
  • basilico
  • sale
  • alloro
  • olio d'oliva
  • acqua
preparazione

Tradizionalmente le polpette si preparano al coltello, ma stavolta per rapidità le ho passate al mixer. Il risultato non è lo stesso, è preferibile il primo, dal momento che il sapore rimane più intenso e la consistenza migliore. Tuttavia potete optare per questa seconda scelta se avete fretta.

Le sarde devono essere deliscate e aperte a libro, private quindi anche delle code e di qualunque altra parte dura.

Si tritano finemente al coltello finché non si raggiunge una consistenza da potersi "impolpettare".
Anche gli altri ingredienti dovranno essere tritati al coltello, come la menta il prezzemolo e l'aglio.

A che ci siete, tritate anche la cipolla per il sugo e tenetela da parte.

A questo punto si versa l'impasto di sarde e aromi in una ciotola e si aggiunge l'uovo leggermente sbattuto, il caciocavallo grattugiato, e tanto pangrattato quanto basta a dare loro una consistenza soda ma morbida.

Procedete quindi con fare le polpette, passatele nella farina quindi rosolatele appena in olio già caldo per dare loro una leggera crosticina esterna su tutti i lati.

Rosolate la cipolla in un po' d'olio d'oliva, versatevi la passata e il concentrato, regolate di sale, aggiungete un po' d'acqua se necessario, unite le foglie di alloro.
Mentre terminate di rosolare le polpette la salsa comincerà a cuocere.

Terminata la rolosatura, versate le polpette nel sugo e fate leggermente restringere su fuoco dolce: dovrete ottenere una consistenza della salsa piuttosto densa per accompagnare il piatto. Verso la fine unite le foglie di basilico.

Servite caldo, con pane casereccio per la scarpetta!

-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

domenica 21 luglio 2024

Polpette di spinaci e patate

Le polpette di spianci e patate sono una cena o un contorno, ma noi le abbiamo riscoperte per gli aperitivi estivi. Sono facili da cucinare, si preparano in anticipo e sono finger food.
Possono essere personalizzate con altri ingredienti, come dadini di pancetta o di formaggio, ma noi le abbiamo lasciate semplici, in versione vegetariana. Hanno spopolato ogni volta!

ingredienti

  • Patate, 400gr
  • Spinaci a vapore, 250gr
  • Parmigiano grattugiato, 100gr
  • 1 uovo medio
  • sale
  • noce moscata grattugiata
  • pangrattato per la panatura
  • un filo d'olio

Per la versione di "emergenza": sostituire le patate con 75gr (1 busta) di purè in fiocchi, preparato con 250gr di latte e sale). Si deve ottenere una consistenza soda e un po' appiccicosa che consenta di fare le polpette.

preparazione

Lessare e fare raffreddare le patate.
Sbucciarle e ridurle in purè.
Unire il latte, in piccole dosi, mescolando.

Cuocere gli spinaci, strizzarli, tritarli al coltello.

Sbattere leggermente l'uovo.

Unire al purè di patate gli spinaci, l'uovo, il parmigiano, la noce moscata. Regolare di sale.

Formare delle piccole crocchette con l'aiuto di due cucchiai, quindi passare in una ciotola riempita col pangrattato e panare da entrabi i lati.

Disporre su una teglia da forno e cuocere a 180° per 10-15 minuti fino a doratura.
Ovviamente è possibile friggerle.

-----------

© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

martedì 26 luglio 2016

Frittelle di zucchine

La zucchina è il primo ortaggio che appare nell'orto, ed è molto produttiva. È una pianta strisciante o cespugliosa, che necessita di clima caldo o temperato e terreno ben drenato e sarchiato.
Va seminata tra febbraio e marzo, trapiantata tra fine marzo e primi di aprile, e comincia a produrre a circa 50-55 giorni dal trapianto, una delle ortive precoci quindi.
La sua coltivazione non è particolarmente difficile, richiede solo acqua costante, e teme l'umidità sulle foglie (che determina la facile comparsa dell'oidium o mal bianco).

Quest'anno le abbiamo piantate in buche arricchite di letame, ad una distanza di circa un metro l'una dall'altra e consociate con mais e fagiolini rampicanti.


È altamente digeribile, dietetica, e molto versatile dal momento che si presta a numerose ricette. Per quanti penseranno che mangiare zucchine significa privarsi del gusto, proviamo a ricordare che possono essere cucinate fritte, in umido, in vellultata croccante con pancetta, a cotoletta, grigliate, ripiene, e in molte altre preparazioni che non elenchiamo perché non vogliamo svelarvele tutte!

Il suggerimento di oggi sono queste golose palline, perfette sia per l'aperitivo che come piatto di portata, golose per grandi e piccini ed estremamente salutari!

ingredienti
  • 500 gr di zucchine
  • 1 uovo
  • 100gr di ricotta di pecora scolata dal suo siero
  • 4-6 cucchiai di pangrattato + altro per la panatura
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • menta tritata (facoltativa)
  • sale e pepe
  • olio per la cottura
preparazione

Lavate le zucchine e grattugiatele finemente, quindi ponetele a scolare in uno scolapasta.

Mescolate l'uovo sbattuto, la ricotta, il parmigiano, la menta se gradita.

Unite il trito di zucchine, mescolate e aggiungete il pangrattato per ottenere un composto omogeneo e compatto.

Salate, pepate e formate delle palline. Potete lasciarle rotonde o schiacciarle leggermente.

Passate nel pangrattato per la panatura, quindi cuocete in padella caldissima con un filo d'olio, oppure in teglia unta e forno già caldo (a80° per 10-15 minuti) fino a doratura.

Suggerimenti:  potete accompagnarle con una salsa oppure con un contorno di insalata fresca. Potete aggiungere un dadino di formaggio per ottenre un cuore filante.

-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

lunedì 1 febbraio 2016

Palline fritte dolci allo yogurt: come fare frittelle asciutte in 5 minuti

Piccole palline dolci di pasta fritta che si preparano in 5 minuti di orologio. Sono facili, buone, con lo yogurt nell'impasto. E sono così asciutte che faticherete a cospagerle di zucchero!

palline fritte dolci allo yogurt

Le frittelle piacciono a tutti, si sa... Ma spesso non si ha voglia di mettersi a impastare e aspettare la lievitazione.

Queste però sono davvero veloci da preparare, e non richiedono lunghe attese. In 5 minuti sono pronte per la frittura!
Perché il vostro fritto sia perfetto non dimenticate le regole d'oro, che trovate in questo post ;)

In più, vi garantisco che per realizzare queste palline non sporcherete assolutamente il vostro piano cottura. E alla fine avrete da lavare solo la ciotola, due cucchiaini, una frusta e il tegame dove avete fritto. Mica male, no?

palline fritte dolci allo yogurt
ingredienti

Per una quarantina di palline, circa:
  • 200gr di farina 00 integrale bio
  • 50gr di amido di grano
  • 150gr di yogurt compatto greco
  • 100gr di zucchero di canna
  • 8gr di lievito per dolci
  • 2 uova piccole oppure 1 grande
  • liquore a scelta (io limoncello)
  • un pizzico di sale
  • scorza di mezzo limone piccolo, finemente grattugiata
  • olio di semi di girasole per friggere (circa mezzo litro)
  • zucchero semolato per decorare (se volete anche di canna)
preparazione

In un contenitore a bordi alti setacciate le farine e versate al centro le uova leggermente sbattute.

Unite lo yogurt, mescolate, leggermente, unite quindi lo zucchero, il liquore, la scorzetta di limone (senza la parte bianca)  e per ultimo il lievito.

Mescolate per un minuto con le fruste elettriche, fino ad ottenere una pastella soda che potrete maneggiare tra due cucchiaini.

Intanto portate a temperatura l'olio in un tegame a bordi alti.
Sarà pronto quando raggiungerà la temperatura di 180° (se non avete il termometro usate uno sbuffo di farina, che dovrà sfrigolare quando la versate sull'olio.

Prendete una piccola quantità di impasto con un cucchiaino (quando sarà nell'olio gonfierà parecchio, quindi non abbondate) e lisciatelo passandolo tra un cucchiaino e un altro. Versatelo quindi nell'olio: vedrete che le palline si girano praticamente da sole! Non mettete troppe palline per volta per non abbassare la temperatura dell'olio.

Assicuratevi che abbiano un colore uniforme su tutti i lati quindi sollevatele con una schiumarola. Passatele su un piatto coperto con un tovagliolo, anche se praticamente ne uscirà ASCIUTTO!

Ci tengo a sottolinearvi che se procederete correttamente QUESTE FRITTELLE NON SCHIZZANO, e la vostra cucina rimarrà intatta come appena pulita. Vi do la mia parola.

Terminata la frittura, cospargete con zucchero semolato e servite.

-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

giovedì 21 gennaio 2016

Cannolo siciliano, dolce fritto con ricotta

I cannoli sono famosi in tutto il mondo. Sono un dolce croccante fatto di una "scorcia" di pasta fritta riempita con crema dolce di ricotta e guarnita con frutta secca o candita, o gocce di cioccolato.

La loro antichissima storia racconta che nascano proprio nel periodo di carnevale: "cannolo" è il nome che in siciliano si da al rubinetto, o anche alle canne da fiume attorno alle quali veniva anticamente avvolto l'impasto. Ma la leggenda vuole che i cannoli siano uno "scherzo da prete" nel senso letterale del termine: che sia vero o no, si racconta ancora oggi che alcune donne con un grande senso dell'ironia (qualcuno racconta persino fossero suore!) abbiano voluto riprodurre con finta ingenuità delle falliche fattezze...

cannolo siciliano


La voce di Campofranco riporta:
"Scettru di ogni Re e virga di Mosè": altro che cialda e ricotta!

Secondo una leggenda la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, "Kalt El Nissa" locuzione che in arabo significa "Castello delle donne", a quei tempi sede di numerosi harem di emiri saraceni.
L'odierno cannolo siciliano avrebbe dunque antiche origini, anche se nei secoli ha subìto diverse trasformazioni, e il suo antenato potrebbe essere stato un dolce a forma di banana, ripieno di ricotta mandorle e miele.

L'ipotesi più accreditata sarebbe quella che le favorite dell'emiro, per passare il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze, in particolare di dolci e in uno dei tanti esperimenti culinari avrebbero "inventato" il cannolo, allusione evidente alle "doti" del sultano. 
Questo le avrebbe riprodotte, infatti, sia nella forma che nella decorazione (classicamente una striscia verticale di arancia candita proprio sulla punta del cannolo!!!), così ricca di particolari da riprodurre un fallo maschile in tutto e per tutto.


da google immagini


Un'altra fonte, invece, tramanda che i cannoli siano stati preparati per la prima volta in un convento sempre nei pressi di Caltanissetta. Si racconta che in occasione del Carnevale le monache "inventarono" un dolce formato da un involucro ("scorcia") riempito da una crema di ricotta e zucchero ed arricchito con pezzetti di cioccolato e granella di mandorle (cucuzzata).

Sia che si tratti di suore o concubine, "queste donne, rese diverse dal voto di castità, probabilmente nel loro intimo non lo erano così tanto di fronte al piacere voluttuoso offerto dal magnifico dolce".
Di certo sappiamo che le sue radici risalgono alla dominazione araba in Sicilia (dal 827 al 1091).

Le mie foto sono vecchissime, ma com'è possibile che io non ne abbia mai pubblicato la ricetta? Evidentemente sono così siciliana da considerare i cannoli una di quelle cose che hai sempre a portata di mano, una ricetta così scontata che non vale nemmeno la pena...

Eh. E intanto questa ricetta arriva proprio dalle mani di mia nonna, che l'ha scritta con una cugina di mio nonno (mi ricordo quel pomeriggio di almeno 20 anni fa come fosse ieri: quanti cannoli abbiamo preparato...), immortalata nel mio diario di cucina (la vecchia Agenda) in tante ricette che portano il titolo di "... di Amelia". Che poi, Amelia ricorda tanto il personaggio Disney, ed io lo trovo perfetto per una cuoca.

La mia nonnia invece si chiamava Anna, Annina per chi l'amava (e non erano pochi), ed io i suoi cannoli li faccio così:

ingredienti

  • 250gr di farina 00
  • 1 albume (a volte faccio senza)
  • 15gr di strutto (sostituirlo col burro non vi darà lo stesso risultato)
  • 25gr di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino e mezzo di cacao in polvere
  • 1/2 cucchiaino di caffè in polvere 
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • marsala dolce q.b.
  • crema di ricotta per farcire
  • frutta candita e zucchero a velo per decorare
preparazione

Dispongo la farina a fontana.
Metto al centro l'albume, lo zucchero, il sale, lo strutto, il cacao e il caffè in polvere.
Comincio ad impastare per ottenere un pasta soda.
Aggiungo l'aceto e il marsala quanto basta ad ottenere la giusta consistenza (soda ed elastica).
Metto in frigo (o anche fuori se è inverno) per almeno un'ora.
Stendo, col matterello o meglio ancora con la sfogliatrice, molto sottilmente.
Ritaglio quindi dei dischi con un coppapasta.
(Con gli avanzi di pasta potete fare le chiacchiere! Basta tuffarli in olio così come sono...)

La frittura andrebbe fatta, tradizionalmente, nello strutto, ma io utilizzo olio.
Le regole per un fritto perfetto le trovate in questo post:
Come fare un fritto asciutto.

Per friggerli si utilizzano gli appositi cannelli
Se non li avete, potete realizzare gli stessi ritagliando le tegli e di alluminio usa e getta (quelle per lasagne, per intenderci) oppure creando dei "tubi" con la carta di alluminio.
La dimensione del tubo determinerà quella del cerchio che dovete realizzare sulla pasta, che vi andrà arrotolata sopra così:
Ungete ogni cannello con lo strutto, posizionatelo sopra il disco di pasta, quindi chiudete la pasta su se stessa (e intorno al cannello) arrotolandola, ottenendo la forma del cannolo.
Per sigillare ed evitare che si apra, inumidite i punti di contatto e schiacciate.
Una volta uscito dall'olio e cotto (appena è dorato è pronto) sfilate via immediatamente il cannello.

Lasciate raffreddare completamente prima di farcire con crema di ricotta (la cui ricetta la trovate qui).
A seconda della dimensione del cannolo, potete usare un normale cucchiaio o meglio ancora una sac a poche senza bocchetta. Con la bocchetta a stella otterrete un effetto decorativo sulla superficie esterna.

Decorate con strisce di arancia candita, oppure ciliegie candite, o ancora con pistacchi tritati, come ho fatto in questa foto:

cannolo siciliano (mignon)


Spolverate con zucchero a velo prima di servire.

-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

giovedì 12 febbraio 2015

Come fare un fritto asciutto: i dolci di carnevale

Carnevale è tempo di fritture, lungo tutto lo stivale. Se c'è un momento in cui è lecito "esagerare" e concedersi strappi alle regole, è proprio questo. Ma la frittura, se fatta male, è quanto di peggio si possa desiderare. Vediamo insieme quali sono le regole imprescindibili per una buona frittura.

Ciambelle sofficissime senza patate


Cominciamo da cosa succede quando immergiamo un cibo in olio bollente: si produce uno shock termico che cuoce rapidamente la superficie esterna provocando la cosidetta reazione di Maillard.
  • utilizzate un olio di buona qualità e che ben sopporti le alte temperature: sì all'olio di semi, meglio se di girasole, no all'olio di semi misti che ha temperature di fusione diverse; va bene anche l'olio d'oliva, ma tenete conto che dà ai fritti un sapore più marcato.
Sapete cos'è il punto di fumo? È la temperatura alla quale le catene di trigliceridi che compongono l'olio si scompongono trasformandosi in altre sostanze. Alcune di queste, maggiormente negli olii sensibili al calore, sono molto nocive per il nostro fegato. Ecco perché scegliere un olio adatto è molto importante, non è solo una questione di gusto.
[confronta Albanesi e Bressanini]
  • La quantità di olio deve ricoprire completamente il cibo che friggete: non potete usarne di meno senza compromettere l'omogeneità della cottura.
Cibo cotto in modo disomogeneo avrà colore e consistenza sgradevole, e presenterà parte della superficie in cui assorbirà maggiormente l'olio. Controllate che ogni parte del cibo sia quindi immersa nell'olio e scegliete per questo una pentola che abbia sufficiente diametro e livello dell'olio tale da non avere un livello troppo basso ("cottura in olio profondo").
  • La temperatura corretta si aggira sui 180°; se non avete un termometro, usate un pizzico di farina o una mollica di impasto per tuffarlo in olio e controllare se sfrigola prima di iniziare a friggere. 
A temperature troppo basse il cibo assorbirà troppo olio e/o resterà crudo al cuore, a temperature troppo alte si brucerà all'esterno e non si cuocerà abbastanza all'interno.
  • Se non sfrigola, aspettate: l'impatto del cibo con l'olio bollente forma la crosticina che permette a ciò che cucinate di impermeabilizzarsi all'olio, e quindi di non inzupparsi. E' questo il segreto di una frittura asciutta!
  • Per mantenere la temperatura dell'olio alta e costante, non immergete mai troppo cibo nel vostro tegame: ogni elemento assorbe calore e abbassa la temperatura, con il risultato descritto sopra. 
Controllate la vostra temperatura man mano che friggete, ogni volta, e friggete sempre pochi pezzi per volta.
  • Diamo per scontato che non utilizziate più volte l'olio di cottura.
    Oltre che nuocere gravemente alla salute, il riutilizzo dell'olio ne abbassa il punto di fumo, producendo i danni epatici accennati sopra.
Ed ecco un po' di ricette dolci, firmate Melazenzero, con cui cimentarvi nella frittura!
Ciambelle sofficissime senza patate

strufuli al miele  


castagnole

chiacchiere di carnevale

casatelle fritte

sfince di san giuseppe

cannolo siciliano

palline fritte dolci allo yogurt



Altre ricette sono reperibili sotto l'etichetta "carnevale" o in giro per il blog.
Enjoy!


 -----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

mercoledì 30 luglio 2014

Polpette di melanzana speziate alla cannella e noce moscata : ricettasiciliana

Un antipasto tutto siculo, quello delle polpette di melanzane speziate, ma anche un finger food e un ottima scelta per un aperitivo rinforzato, come quelli che facciamo sull'isoletta, mentre siamo in vacanza, in attesa che il Kettle cuocia la cena!



Benvenuti al tempo delle brutte foto fatte col cellulare, quando i piatti vanno a ruba e non ti danno il tempo di metterli in posa! Fa niente, sono troppo buone per non condividerle, e sono una delle tante varianti (che potrebbe non rimanere la sola su questo blog, dato che intendo rifarle!) delle polpette di melanzana, che non solo adoro, ma che sto cercando di perfezionare.

La versione classica non prevede le spezie e include invece aglio e menta.

Quella di oggi ha l'aria di una ricetta molto moderna ed esotica, ma al contrario ha origini antiche: appartiene a vecchi ricettari di cucina siciliana. Sono polpettine una-tira-l'altra davvero irresistibili, soprattutto per chi come me ama il sapore delle spezie.

E' incredibile come la cannella si sposi bene con un piatto salato, la noce moscata dà profondità al gusto mentre la menta lo rinfresca. Insomma, queste polpettine mi piacciono molto!

ingredienti
  • 2 melanzane
  • 3 uova medie
  • sale e pepe, q.b.
  • un pizzico di cannella
  • un pizzico di noce moscata
  • menta tritata, qualche foglia
  • pangrattato q.b. per ottenere una giusta consistenza
  • olio per friggere
preparazione

Infornare le melanzane intere per circa 20 minuti: dovranno essere morbide ma non troppo cotte.

Tagliarle a pezzi e metterle a scolare in uno scolapasta con un peso sopra (un coperchio e qualcosa che le schiacci) in modo che perdano tutta l'acqua. Se necessario lasciarle a scolare per un'intera notte.

Una volta scolate, tagliare le melanzane al coltello, in purea finissima, e mescolarle alle uova sbattute e agli altri ingredienti.
Con le spezie non è necessario abbondare, ne basterà pochissimo per sprigionare un profumo gradevole.

Friggere quindi in olio caldissimo e profondo, per pochi minuti, e porre su carta assorbente.
Servire calde.

-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

lunedì 10 febbraio 2014

Ciambelle fritte sofficissime, senza patate (come fare un fritto asciutto)

Ciambelle fritte per carnevale, o in Sicilia per Natale, ma anche per san Giuseppe, per i grandi e per i piccoli, insomma, quando volete voi. Un impasto lievitato che si tuffa in olio profondo e bollente, pena un fritto decisamente poco leggero. Ma lo sapete, no? Chi non sa queste cose sulle ciambelle?

Ciambelle sofficissime senza patate

Io ho tempi biblici con le ricette. Non soffro certo di acting out culinari.
Sfoglio molte ricette, mi innamoro di alcune, ma ci metto una vita a replicarle.

Queste sono le ciambelle che io chiamo "di Lori". La ricetta viene dal blog Torte e decorazioni, ed ogni volta che leggevo il risultato, qualcuno giurava che fossero le più soffici del mondo.
E' passato più di un anno da quando le ho scoperte a quando ho deciso di farle. Perché?

Le ciambelle sono come la torta di mele, ognuno ha la sua ricetta. Ed ogni ricetta promette la migliore sofficità del mondo. Come si fa a valutare? Certo, ci possono essere oggettivamente ricette migliori e peggiori, ma c'è anche l'esecuzione che gioca la sua parte...

Io faccio ciambelle da una vita. Mia nonna ha fritto ciambelle per una vita.
Abbiamo sempre avuto una ricetta di famiglia, e ci è sempre sembrata valida. Se qualche anno fa avessi dovuto cambiare la mia ricetta per questa qui, probabilmente avrei preferito farmi tagliare un braccio. Lo stesso avrebbe detto la mia vicina di casa, eh (per la sua, non per la mia ricetta!).
Però con le ciambelle di Lori non ho resistito (e dato che ve lo le racconto, non mi sono pentita!) e ho dovuto provare (si, vabbè, dopo un anno, ma non andiamo per il sottile!).

Ciambelle sofficissime senza patate

In Sicilia abbiamo moltissime ricette di ciambelle, sfinci, frittelle, e via discorrendo. Leggete tra i blog e troverete sempre "la più del mondo". Ma, sempre leggendo tra i blog, fate un giro virtuale per l'Italia e vedrete come le ciambelle si friggono in tutto il Paese, e le ricette non sono poi così diverse. Parliamo di un dolce semplice, povero, con ingredienti alla portata di tutti.

Oggi ci sono varie ragioni che portano a non friggere come una volta: ragioni salutistiche, dietetiche, diverso stile di vita, e non ultima una buona intolleranza per la puzza di fritto in giro per casa.

Ciambelle sofficissime senza patate 

Per me le ciambelle sono un legame fortissimo con l'infanzia, come per molti di voi. Quando ero bambina le mangiavo spesso, e oggi non so dire se il sapore di allora era realmente più buono o è talmente impregnato di affetti e ricordi piacevoli da modificarne la memoria a posteriori.

Oggi però sono cresciuta. Non solo rispetto a quando ero bambina, ma anche rispetto a quando ho cominciato a cucinare. So che c'era un tempo per me in cui il fritto era buono solo perché fa gola, e non sapevo distinguere tra un lievitato fatto bene o male, una frittura eseguita bene o male, e così via.

Oggi penso di capirne un pochino di più (non tutto, ma un po' sì). So cosa devo fare per non caricare una ricetta di lievito di birra ed evitare il mal di pancia. So riconoscere quando un impasto è pronto guardandolo e toccandolo. So che per friggere non devo avere fretta con la temperatura dell'olio, altrimenti tutto sarà zuppo e intriso, e non leggero. Un tempo facevo tutti questi errori.
E soprattutto oggi so come devo scegliere i miei ingredienti perché non mi facciano male (però ho perso un po' la mano nel fare delle ciambelle fighe!).

Con queste consapevolezze, davanti al pentolino dell'olio bollente, rifletto tra me e me sul fatto che fare le ciambelle diventa così un'esperienza molto diversa. Penso a quante ricette sono valide, ma che siamo sempre noi a fare la differenza. Chissà come sarebbe stato, oggi, parlare di questo con la nonna.

ingredienti

Per 10 ciambelline piuttosto grandi, o 20 piccole
  • 250 gr di farina di riso
  • 250 gr di farina integrale
  • 250 ml di latte
  • 2 uova medie
  • 50 gr di zucchero
  • 50 gr di strutto fuso* (se non lo trovate usate del burro)
  • 8-10gr di lievito di birra fresco (o 15-20gr di lievito madre secco)
  • buccia grattugiata di un'arancia e un limone non trattati
  • un tappo di marsala (o liquore a vostra scelta)
  • 3 o 4 gr di sale
  • olio di semi di girasole per friggere
  • zucchero semolato per la copertura
*lo strutto dà agli impasti una particolare sofficità

preparazione

Sciogliete lo strutto e fatelo raffreddare.
Nella ciotola dell'impastatrice (o in un recpiente, se impastate a mano) mettete la farina e la buccia grattuggiata dell’arancia e del limone.
Fate la fontana se impastate a mano.

Mettete al centro il lievito di birra sciolto in un po' di latte tiepido.
Miscelate leggermente con le mani o con il gancio K a bassa velocità.

Avviate l'impastatrice (o cominciate ad impastare) unendo il latte a filo.

Rompete due uova e battetele con una forchetta, quindi unitele poco per volta alla vostra farina alternandole con lo zucchero, in due o tre volte; portate l'impastatrice a velocità 1 (kenwood). Cercate di mantenere l'impasto aggrappato alla foglia prima di inserire altro uovo.

Unite il liquore da voi scelto e il sale.

Aggiungete lo strutto ormai freddo e incordate.

Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio che si stacca dalle pareti e dal fondo della ciotola o dalle mani.

Coprite con un canovaccio (io con pellicola trasparente) e fate riposare in luogo tiepido fino al raddoppio.

Lori fa partire la lievitazione per circa mezzora, poi riprende l’impasto e forma delle palline (10/12), le mette su un vassoio molto infarinato e le copre con pellicola trasparente fino al raddoppio del volume. Io con questo metodo ho fatto fatica a riprendere le palline al momento di friggerle (mia nonna, al raddoppio dell'impasto, scaldava l'olio e strozzava una pallina con le mani, dandole poi la forma che voleva).

Con questo impasto, non troppo molle e appiccicoso, sono riuscita a formare le ciambelle con le mani prima di tuffarle nell'olio (bucandole coi pollici al centro), e poi girandole vorticosamente nell'olio con uno spiedo per qualche secondo, per perfezionare la forma.

Riscaldate l’olio in una pentola profonda (io ne ho utilizzato una piccola e ho cotto le ciambella una massimo due per volta. Ricordate che ogni ciambella abbassa la temperatura dell'olio, quindi non dovrete esagerare nel numero).

Alcune regole imprescindibili per una buona frittura:
  • utilizzate un olio di buona qualità e che ben sopporti le alte temperature: sì all'olio di semi, meglio se di girasole, no all'olio di semi misti che ha temperature di fusione diverse; va bene anche l'olio d'oliva, ma tenete conto che dà ai fritti un sapore più marcato.
  • La quantità di olio deve ricoprire completamente il cibo che friggete: non potete usarne di meno senza compromettere l'omogeneità della cottura.
  • La temperatura corretta si aggira sui 180°; se non avete un termometro, usate un pizzico di farina o una mollica di impasto per tuffarlo in olio e controllare se sfrigola prima di iniziare a friggere. 
  • Se non sfrigola, aspettate: l'impatto del cibo con l'olio bollente forma la crosticina che permette a ciò che cucinate di impermeabilizzarsi all'olio, e quindi di non inzupparsi. E' questo il segreto di una frittura asciutta!
  • Per mantenere la temperatura dell'olio alta e costante, non immergete mai troppo cibo nel vostro tegame: ogni elemento assorbe calore e abbassa la temperatura, con il risultato descritto sopra. Controllate la vostra temperatura man mano che friggete.

Con il pollice, a questo punto, fate il buco alla vostra pallina, ma molto delicatamente, cercando di non farla sgonfiare, e tuffatela nell’olio molto caldo.

Scolate le ciambelle in carta assorbente e rotolatele nello zucchero semolato.
Servite calde o tiepide.


-----------
© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

martedì 21 agosto 2012

Polpette di tonno fresco alla favignanese: con menta e capperi

Polpette di tonno fresco alla menta e capperi

Per le polpette di tonno favignanesi non sono in grado di citare una fonte bibliografica: sono uno di quei piatti tipici e popolari che si mangiano un pò ovunque sull'isola, e che ognuno fa a modo suo, secondo delle linee generali.
La loro caratteristica è la bontà: il loro essere stuzzicanti e ottimo finger food dalle origini decisamente storiche.

Polpette di tonno fresco alla menta e capperi

Sull'isoletta si servono come antipasto, accompagnate da una semplice salsa di pomodoro al basilico, ma io le preferisco in bianco, e quindi la salsa la servo a parte.
Le ho preparate in due versioni: la prima è molto semplice, con l'aggiunta di tanta menta fresca e capperi; la seconda segue una linea diffusa un pò ovunque nella cucina siciliana (quindi anche in altre zone di mare), che è quella di aggiungere del formaggio stagionato grattugiato come il caciocavallo locale.
A me piace di più la prima versione, più al naturale, perché trovo che il formaggio copra un pò il sapore del tonno, anche se dona più sapidità al piatto: ecco perché ho aggiunto i capperi, che tra l'altro sono isolani.

ingredienti

Per 4-6 persone

  • tonno fresco in tranci, 700g
  • 2 uova medie
  • pangrattato, 2 cucchiai colmi
  • qualche cappero sotto sale
  • menta fresca, q.b.
  • sale
  • olio per friggere
  • caciocavallo grattugiato, 40g circa
  • salsa di pomodoro per servire

preparazione

Se surgelato, come nel mio caso (dato che il tonno fresco si trova in primavera), decongelare i tranci di tonno.

Metterlo in una ciotola e sminuzzarlo insieme agli altri ingredienti.

Nella prima versione, unite solo la menta tritata, il pangrattato, l'uovo, i capperi sciacquati e tritati, un pizzico di sale.
Nella seconda anche il formaggio grattugiato.

L'impasto ottenuto deve avere la consistenza che vi permette di fare delle polpette, che friggerete in olio caldo, facendole dorare ambo i lati.
Servire su salsa di pomodoro a specchio, o in bianco.

venerdì 27 aprile 2012

Strùfuli siciliani: palline dolci ricoperte di miele

strufuli al miele

E' passato tanto tempo da quando ho provato la ricetta degli strùfuli siciliani di Cinzia, ma non avevo ancora trovato lo spazio di pubblicarla. E adesso che la quaresima e le vacanze di pasqua sono finite, e le prime scampagnate sono passate, ve la ripropongo con un pò di calma.

Gli strùfuli sono delle palline di pasta piccole e gonfie che vengono tuffate in olio bollente e poi ricoperte di miele e decorate con zuccherini colorati.
Mia nonna li faceva sempre, io non li facevo da tempo. Ho capito che molte delle ricette nelle quali trovate questa frase le ho dimenticate: pensavo che fosse un attimo, ed invece è passato davvero tanto tempo.

Non è passata la loro memoria, ma quando ho dei dubbi mi rivolgo sempre alla cara Cinzia, che nelle ricette "storiche" siciliane è imbattibile. Ogni volta che voglio fare un classico, mi rivolgo a lei.
Quindi, se visitate il suo sito e trovate delle splendide torte decorate, non pensate che sappia fare solo quelle: è brava anche in altro!
E oggi che è il suo compleanno non trovo modo migliore che dedicarle un post che sia un'ode alle sue abilità, anche se questa è solo una semplice ricettina.

Mi perdonerà lei, ed anche voi, se le mie non sono venute proprio delle "palline": vi assicuro, però, che golose lo erano ugualmente!
Sono una-tira-l'altra, sia che le mangiate con il cucchiaino o affondando goduriosamente le dita nella ciotola per poi leccare il miele che rimane appicciato.

strufuli al miele
ingredienti
  • 500g di farina
  • 4 uova
  • 50g di burro o strutto
  • 50g di zucchero
  • 2 cucchiai di marsala
  • scorza grattugiata di arancia e limone
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere
Per decorare
  • 300g di miele
  • frutta candita (facoltativa)
  • confettini colorati 
preparazione

Setacciate la farina sul tavolo e al centro mettete le uova, il burro, lo zucchero, la grappa, la scorza degli agrumi e il sale.

Impastate bene e lasciate riposare la pasta per una mezz'ora.

Con il mattarello tirate una sfoglia alta 1 cm. Tagliatela a listarelle larghe un cm e poi a dadini.
Cinzia dice che in questo modo diventeranno palline, a me non sono venute. Se preferite, "appallottolate".

Friggere gli struffoli in olio profondo e caldo, pochi alla volta, finchè saranno dorati.

Fate sciogliere il miele con un cucchiaio di zucchero e un pò di scorza d'arancia grattugiata, o in un pentolino o al microonde.

Unite gli strùfuli e mescolate delicatamente, finchè quasi tutto il miele sia stato assorbito.

Servite in coppette, oppure versate sul piatto da portata e pressateli con le mani bagnate in acqua fredda, dando la forma di piramide.

Decorate con i confettini colorati. Sono più buoni il giorno dopo... ma non ci arrivano mai.

venerdì 6 aprile 2012

Polpette di alici: ricetta siciliana e di magro

polpette di alici

Ed è finita la quaresima, e con lei la mia raccolta sulla cucina di magro.
Ringrazio tutti i partecipanti, e spero che sia utile sul web a chi voglia cercare idee su questo periodo dell'anno.
Mancano molte ricette all'appello, non vuole certo essere esaustiva, ma testimonia l'impegno di chi ha partecipato. Pur avendo in mente molte ricette tipiche di alcuni territori nazionali, non ho voluto inserire ricette che non fossero da me (o da altri) provate e fotografate.
Al link sopra troverete tutte le ricette inserite in elenco.

polpette di alici

Oggi vi propongo un piatto di pesce che corriponde a diverse categorie: cucina di famigliacucina sicilianacucina di magro.
E' una ricetta della mia nonna: quando entravo in casa sua e quell'odore di fritto mi invadeva le narici, al contrario di tante esperienze in cui ne resti nauseato, era un vero gaudio dei sensi. Puntualmente ci scappava l'assaggio: invitanti polpettine dorate che stavano sul piatto una-tira-l'altra. Impossibile resistere.

Un giorno le chiesi : "nonna, ma come le fai queste polpettine meravigliose?!"
Rispose: "Tu comu ì fai i purpetti ri carni? Chisti sunnu ù stissu.
[Tu come le fai le polpette di carne? Queste sono uguali.]
E' passato tantissimo tempo, ma io me lo ricordo come fosse ieri.

polpette di alici

Oggi, pensando a lei che non c'è più, provo a rifarle uguali.
Non sono difficili, anzi, si preparano in pochi minuti, e la frittura, se eseguita correttamente, è molto asciutta e leggera, e non sporca per niente (niente schizzi).
Il gusto è garantito. L'unico neo? Per ora mia figlia rifiuta il pesce, e dopo tanta amorevole preparazione ha detto... "No". Io e il suo papà in questi casi siamo costretti a sacrificarci per finirle!

Un piccolo suggerimento: come piatto "di quaresima" le ho servite su un letto di insalata, ma diventano un piatto davvero sfizioso se accompagnate ad una salsetta (ci sto studiando su per trovare un abbinamento che mi gusta) o ad una caponata leggera. L'idea è di fare una specie di intingolo con cui accompagnare ogni polpetta, grande quanto un boccone. Io ho pensato alle melanzane, che ne dite?

polpette di alici

Due parole sulla diliscatura: è molto semplice, e non richiede particolare fatica, a patto che le alici con cui preparate questa ricetta siano molto piccole. E' necessario infatti che le scegliate di piccolo taglio per ottenere la giusta consistenza per le polpette. Quelle medio-grandi utilizzatele per altre ricette.
Scegliendo le piccole sarà più semplice tirare via la testa a cui resteranno attaccate le interiora, senza troppo impegno.
La lisca e le code, essendo pesci davvero piccoli, non le percepirete nemmeno. Ma se avete il palato eccessivamente fine, togliete le code. Le lische, infatti, in pesci così piccoli sono difficili da togliere con prescisione, ma nulla vi vieta di cimentarvi nell'impresa. Io le ho lasciate.

polpette di alici

ingredienti

Per 2-3 persone (dipende che ne facciate un antipasto o un secondo piatto)

  • alici, 450g
  • pangrattato, q.b.
  • menta, 1 cucchiaino da tè (secca o fresca)
  • scorza di limone grattuggiata, 1 cucchiaino da caffè
  • noce moscata, un pizzico
  • uovo, 1 piccolo (va bene anche il solo albume, se avete un tuorlo troppo grande che può coprire il sapore delle alici)
  • olio per friggere
preparazione

Pulite le alici come indicato sopra.

Frullatele (o tritatele al coltello) insieme agli aromi, l'uovo, e pangrattato quanto basta ad ottenere un composto con cui realizzare le polpette.
Alcuni utilizzano il pane raffermo o del pane in cassetta, io preferisco sempre il pangrattato (ce l'ho sempre in casa!)

Fate delle polpettine piccolissime, che friggerete rapidamente in olio profondo e di temperatura medio-calda (per non bruciarle troppo). Richiedono un paio di minuti di cottura.

Asciugate su carta assorbente e servite calde o tiepide.
www.mammole.it Ticker
E' per questo che ogni tanto latitiamo...