Foto e contenuto dei post sono di proprietà dell'autrice.

Riproduzioni, anche parziali, necessitano di autorizzazione preventiva.

lunedì 21 luglio 2014

Saluto al sole

Isoletta, giorno due. Saluto al sole.

Finite -si fa per dire- tutte le incombenze che hanno completato il mio trasloco qui, cerco di riappropriarmi di un allenamento non cittadino.
Il corpo rattrappito sembra estraneo. Eppure è mio.

Centrata sul punto di arrivo ho indossato le scarpe da running pensando di correre, ma mi sono presto ricordata che un cammino si inizia concentrandosi solo sul passo presente. Uno per volta.
Ho così cominciato la respirazione del "solo questo".
Chi sono io?

L'isoletta mi sta scomoda come un paio di scarpe che non indosso da un anno, un abito nel quale devo riprendere la mia dimensione.

L'isola è piena di pigolii di cuccioli di gabbiano e di corone di fiori di capperi.
Oggi 21 luglio, stento a crederci, vuole piovere: sarà per questo che cerco musiche lente e vagamente malinconiche, ma mai tristi.

Non sono triste: penso al significato della parola "mio". Mio è il respiro, l'aria che non mi appartiene ma entra dentro di me per tornare un attimo dopo ad uscire e non appartenermi più.
Mio è il cuore che batte.
Mio è il potere di cambiare le cose.
Mio è il presente e l'aver bisogno di così poco.

Credo che in questo lungo soggiorno mi aspetti un intenso lavoro su me stessa.
Io ho due abiti, io sono due anime: un'anima dagli spazi piccoli che si misurano passo a passo, circondata dal mare in ogni punto, dove tutto è a portata di mano per questo confonde; un'altra anima dagli spazi sconfinati, dove ogni passo è un granello di sabbia, dove ogni confine è segnato da immense montagne, dove l'infinitamente grande e ti fa percepire quanto ciascuno di noi sia infinitamente piccolo.

Questi due luoghi non sono metafore, ma veri scenari della mia esistenza, i luoghi in cui ho messo le mie radici.
Sono trascorsi decenni e non ho ancora imparato come farli convivere senza tempeste del cuore.
Quando guardo l'uno mi manca l'altro, quando mi allontano da uno ne ho nostalgia.
Io, intera e divisa.
Chi sono io?

Oggi io sono il vuoto fertile che non ha risposte. E che per questo è il campo di tutte le possibilità.



giovedì 17 luglio 2014

Involtini di melanzana ai tre pepi: ricetta siciliana

La melanzana è un meraviglioso frutto di stagione molto versatile: oggi ve lo propongo in versione "secondo piatto" (ma anche "aperitivo rinforzato" o "piatto unico"), degli involtini al forno dal sapore ricco e gustoso!


Confesso il mio spiccato amore per la melanzana: la mangerei tutti i giorni, anzi, la mangio quasi tutti i giorni. Si può cucinare in mille modi diversi ed ha un sapore sempre nuovo.
Le mie preferite sono le melanzane tunisine, una varietà palermitana della melanzana violetta. Sono dolci e non necessitano di essere spurgate.

Questa ricetta si ispira alle "bistecche" di tritato ai tre pepi, e anche se il titolo promette che sia molto "hot", se non esagerate nella dose riuscite ad ottenere l'aroma del pepe senza un eccessivo gusto piccante (scegliete il peperoncino fresco, mi raccomando).

involtini di melanzane ai tre pepi

Curiosità:

Il piccante viene solitamente da olii essenziali che sono antiossidanti naturali. La loro capacità di contrastare il decadimento dei radicali liberi spiega il perché le spezie fossero (nella cucina araba e siciliana in particolare) utilizzate per contrastare la decomposizione dei cibo prima che fosse inventata la refrigerazione.  Alcune sostanze naturali cotenute nel pepe sono infatti ritenute antibatteriche.

Le diverse varietà di pepe, che si differenziano nel colore, appartengono alla stessa famiglia ma a specie diverse. Come i nostri nonni sapevano bene, ciascun colore è associato con proprietà fitochimiche diverse, i cui benefici per l'organismo vanno dal benessere per gli occhi a quello per i neurotrasmettitori (pare che incidano positivamente sul rischio di altzheimer!). 
Il pepe contiene molte vitamine, beta-carotene, e influisce positivamente sul metabolismo e sul senso di fame.

ingredienti


  • tritato di manzo, 300g
  • peperoncino rosso Super Shepherd
  • peperoncino verde Kenyan
  • pepe nero 
  • pane raffermo, q.b.
  • latte, q.b.
  • sale e olio
  • 1 melanzana grande
  • formaggio grana grattugiato
  • prezzemolo 
  • pangrattato
  • preparazione

    Ammollate la mollica del pane raffermo in un po' di latte per ammorbidirla.

    Condite il tritato con i vari tipi di pepe, sale, formaggio grattugiato e impastatelo con il pane ammollato. Fatene delle polpette allungate.

    Tagliate la melanzana a fette molto sottili e regolari (se necessario tenete in acqua e sale per spurgare l'acqua di vegetazione che le rende amarostiche), e avvolgetevi dentro le polpette.

    Rosolate questi involtini prima in olio e poi in un mix di pangrattato e formaggio grattugiato.

    Disponete in teglia unta, chiudendo ciascuno con uno stuzzicadenti, e infornate con grill, a 200° per circa 15 minuti (fino a doratura e finché non saranno morbidi).

    -----------
    © Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

    sabato 28 giugno 2014

    Viaggi

    Che profumo ha la felicità?
    Quello delle cose così semplici da sembrare banali: profumo di terra, di acqua, di fiori; profumo di legna, di pane, di sole.
    Il profumo di chi ami quando ti svegli al mattino, del bucato, di un sorriso.
    La felicità ha il profumo di quelle cose che sono sotto ai nostri occhi sempre, ma che abbiamo bisogno di scoprire andando molto lontano da qui, da ora, da noi.
    Abbiamo bisogno di tornare ad essere diversi per diventare uguali.
    In ogni ritorno c'è una partenza, il desiderio di tornare a quello che eri con il proposito di cambiare tutto. 
    Che sia solo un sogno o un progetto realizzabile è un attimo: ci sono viaggi che ti cambiano dentro e che mai scorderai.
    Erano lì, proprio dietro un angolo di vita, ed aspettavano solo di essere realizzati.

    -all right reserved-


    venerdì 30 maggio 2014

    Torta nocciola con crema nocciola e granella di amaretti : ricetta senza glutine

    Una torta senza glutine con farina di nocciole farcita con una crema alla nocciola e decorata con granella di amaretti e fragole. Un dolce dal sapore goloso ed intenso.
    Vi ricordo che se preparate questo dolce per un celiaco, dovete aver cura di scegliere prodotti contrassegnati dalla spiga sbarrata e sostituire la granella di amaretti con granella di nocciole.

    torta nocciola con crema e fragole

    Come accennavo in altri articoli, in questo periodo ho poco tempo per scrivere e per dedicarmi alle foto, ma spero che questo scatto fatto col cellulare possa darvi l'idea di una torta che è finita troppo presto per essere fotografata intera.

    Personalmente considero la nocciola un gusto invernale, o autunnale, ma ogni volta che preparo questa crema tutti sgranano gli occhi e cala il silenzio. Siamo abituati, a mio parere, ad associare la nocciola alla famosa crema in barattolo, o al gelato classico che da queste parti spopola, e qualcuno, assaggiandola, pensa persino che in questa torta ci sia cioccolato, quando -come potete vedere- non compare in nessuna delle preparazioni. Psicologia! :)

    Di certo è una torta che conquista (al di là della foto!). Basterà prepararla con un giorno di anticipo, e con queste dimensioni ridotte è davvero rapida da realizzare. Spero vi soddisfi... fatemi sapere!

    Enjoy,
    Mela.

    Questa ricetta partecipa al
     I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living
    ingredienti

    Per la torta con farina di nocciole senza glutine
    (tortiera diametro 22):
    • farina di nocciole, 126gr
    • maizena, 36gr
    • lievito per dolci, 7gr
    • zucchero semolato, 90gr
    • uova, 4 medie
    • olio di semi, 90gr
    • cannella, un pizzico
    • rum, 1 cucchiaio
    Per la crema pasticcera alla nocciola senza glutine
    (versione soda per torte farcite, dose per queste dimensioni)
    • latte, 500ml
    • zucchero, 60gr
    • maizena, 70gr
    • tuorli, 60gr
    • i semi di mezza bacca di vaniglia
    • pasta nocciola*, 100gr
    *la pasta nocciola si prepara mixando le nocciole appena tostate in forno insieme ad un cucchiaio di zucchero con un frullatore molto potetente, ad intervalli intermittenti, in modo che diventi una pasta della consistenza di una crema, oleosa e senza grumi. Si trova già pronta nei negozi di pasticceria.

    preparazione

    Con questa torta servite 6-8 persone.
    Dovete prepararla con un giorno di anticipo.
     
    Preparate la base alla nocciola.

    Montare gli albumi a neve fermissima con  un pizzico di sale e tenere da parte in frigo.

    Setacciare in una ciotola l'amido di mais, il lievito, il pizzico di cannella, la farina di nocciola (potete ottenerla anche frullando le nocciole in farina).

    Montare i tuorli con lo zucchero per almeno 10 minuti, finché non sono bianchi e "scrivono" (sollevando la frusta lasciano una riga visibile come se poteste scrivere).

    Aggiungere poco per volta le farine e l'olio a filo, alternandoli.
    Continuare a montare fino ad esaurire gli ingredienti.

    A questo punto togliete la ciotola dalla vostra planetaria, usate una spatola, e con un movimento dall'alto in basso e ruotando la ciotola su se stessa incorporare gli albumi, in 3 riprese, senza smontarli.

    Imburrate uno stampo. Il mio era uno stampo da 18 cm di diametro, apribile, con altezza 10cm, e l'impasto lo ha preso tutto, che equivale ad uno stampo basso da 22 cm. La torta non cresce moltissimo, quindi se userete uno stampo più grande la torta sarà più bassa (e più difficile da tagliare in due strati).

    Infornate in forno già caldo a 160°, cuocete per un ora o più a seconda del forno. Fate la prova stecchino.

    Trascorsa l'ora, lasciate raffreddare prima di sformare, rovesciate su una granella per dolci e tenete da parte finché non è completamente fredda.

    Nel frattempo preparate la crema per la farcia.

    Mettete in un tegame antiaderente il latte e i semi di vaniglia.
    Ponete su fuoco dolce.

    Montate a parte i tuorli con lo zucchero finché non sono gonfi e spumosi.
    Mescolateli delicatamente all'amido finché non sono uniformi.

    Al primo tremore del latte unite la crema di tuorli, attendete che si addensi se necessario mescolando con una frusta.

    Togliete dal fuoco un attimo prima che sia troppo soda perché raffreddando rassoderà ancora.
    Fate raffreddare brevemente, quindi unite la pasta nocciola e mescolate.
    Fate raffreddare completamente.

    Montaggio del dolce.

    Ottenete dalla torta due dischi di uguale spessore.

    Bagnateli secondo il vostro gusto, cercando di non caratterizzare troppo la bagna che poi si potrebbe sentire troppo: va bene del latte, oppure acqua, zucchero ed un po' di rum.

    Mettete il primo strato di torta sul piatto, bagnatelo.

    Versatevi uno strato di crema, lasciando un po' di spazio sui bordi, livellate.

    Sovrapponete il secondo strato di torta e schiacciate dal centro verso i bordi per distribuire la crema.

    Giunti all'ultimo strato, vi sarà rimasto un piccolo quantitativo di crema.
    Con delicatezza livellate quello che sarà lo strato più esterno della torta.

    Servite il giorno dopo, con riposo in frigo.
    Decorate a vostro piacere ma poche ore prima di servire.
    Io ho usato granella di amaretti e fette di fragola (che si sposano alla perfezione con il sapore della nocciola... lo credereste?) ma se lo preferite potete usare granella di frutta secca.

    Se ne avete la possibilità, unite delle fragoline alla crema che farcisce la torta!

    -----------
    © Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

    domenica 25 maggio 2014

    Pan di spagna con crema alla mandorla ricoperta da glassa lucida al cioccolato bianco e granella di pistacchi

    Una base di pan di spagna montato a freddo, farcita con crema al latte di mandorle e ricoperta da una glassa lucida al cioccolato bianco. Soffice e dal gusto delicato.

    pan di spagna con cioccolato bianco

    Non è che abbia proprio voglia di scrivere, ve lo confesso, e lo avevate capito dall'assenza dei post. E' un mese pieno di cose da fare e da pensare. Se sono qui oggi è solo per non sparire dalla vostra (e di google) memoria, e movimentare un po' il mio povero diario culinario.

    E' il mese delle esercitazioni: una torta al giorno, per date da festeggiare. Essendo torte piccole, fatte nel cuore della settimana, manca il tempo di dedicare loro un set fotografico degno di nota: per questo motivo non trovate foto degne di essere chiamate tali.

    Ma le idee sono buone, anche se siamo alla ricerca della ricetta "perfetta" (soprattutto nel gusto), e quindi vale la pena di condividerne qualcuna con voi.

    Quella di oggi è la mia vecchia e fidata ricetta del biscuit adattata ad una teglia e farcita con una crema pasticcera preparata sostituendo il latte di mandorla (la bevanda, non quello preparato in casa) con il latte vaccino. E' questo il motivo per cui non troverete zucchero negli ingredienti, perché la bevanda è già zuccherata.

    Spero l'abbinamento vi piaccia.
    Rende meglio preparato almeno 24 ore prima.

    ingredienti

    Per la base biscuit
    (diametro 23 cm da tagliare in due strati):
    • 100gr di farina 00
    • 100gr di tuorli
    • 150gr di albumi
    • 150gr di zucchero semolato
    • 10gr di miele
    • scorza di limone
    Per la crema al latte di mandorla:
    • 500ml di latte di mandorla
    • 30gr di amido di riso
    • 3 tuorli
    • semi di mezza bacca di vaniglia
    Per la glassa al cioccolato bianco:
    • 250gr di cioccolato bianco
    • 200gr di panna
    • 2fogli (4gr) di colla di pesce 

    preparazione

    Per la base (preparata in anticipo, uno o due giorni prima).

    Montate gli albumi a neve con 40 gr di zucchero e tenete da parte possibilmente in frigo.

    Rapidamente, montate i tuorli con lo zucchero rimanente e la scorza di limone per non meno di 10-15 minuti (sollevando la frusta il composto è pronto quando "scrive", ovvero lascia un filo per qualche istante prima di ricadere nell'impasto).

    Nel frattempo setacciate la farina e preriscaldate il forno a 180°.

    Riprendete gli albumi e mescolate, alternandoli, i due composti d'uova e la farina a cucchiaiate: eseguite movimenti delicati ma decisi dall'alto verso il basso per non smontare il composto.

    Imburrate una teglia diametro 23 cm (io preferisco usare la carta forno che mi agevola la sformatura) e infornate rapidamente per non smontare l'impasto (che non avendo lievito deve mantenere tutta la sua aria).

    Il tempo di cottura è piuttosto rapido, 10-15 minuti o finché la superficie non è dorata e uno spiedo infilato al centro non ne uscirà asciutto (fate una prova solo quando necessario perché l'apertura del forno compromette la crescita del dolce).

    Sfornate il biscuit, attendete pochi minuti e capovolgete su un panno umido. Asportate quindi delicatamente la cartaforno togliendo via l'eventuale parte più cotta e ottenendo così un biscuit già "pulito". Fate appena raffreddare quindi avvolgete in pellicola trasparende perché mantenga l'umidità, per uno o due giorni.

    Per la crema al latte di mandorla.

    Portate il latte di mandorla a lieve bollore su fuoco molto dolce insieme ai semi di vaniglia. 

    Unitevi i tuorli mescolati all'amido e mescolate fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi.

    Lasciate raffreddare prima dell'utilizzo.

    Per montare il dolce.

    Dividete la base biscuit in due metà orizzontali utilizzando un coltello lungo da pane (seghettato). A me non è  necessario bagnarla percé è molto umida (soprattutto se conservata come indicato) ma è possibile spennellarla con latte, o acqua e zucchero, o una bagna all'amaretto.

    Usate una parte della crema per farne uno strato, che coprirete con la seconda base biscuit.

    Coprite la base superiore con uno strato più sottole di crema e lasciate riposare.

    Preparate la glassa lucida al cioccolato bianco.

    [Questa glassa rimane morbida al taglio, ha un effetto puramente decorativo, ha la consistenza di un budino non troppo sodo. Se versata direttamente su un pa di spagna viene assorbita, è quindi necessario versarla su uno strato di crema].

    In un pentolino scaldate la panna con il cioccolato bianco a piccoli pezzi.

    Ammollate la gelatina in acqua fredda per circa 10 minuti.

    Spegnete il fuoco quando il cioccolato è sciolto, quindi sciogliete la gelatina nel composto caldo e mescolate bene senza creare grumi.

    Lasciate intiepidire tanto quando basta a non smontare la crema della torta, ma utilizzatela prima che diventi troppo fredda perché altrimenti solidificherà.

    Poggiate la vostra torta su una gratella per dolci, e lasciate colare la glassa sulla superficie e sui bordi.
    Una volta raffreddata la glassa diventerà soda e non sarà possibile riutilizzarla (conservate gli avanzi in una ciotola, potrete mangiarla con cucchiaino).

    Decorate con granella di pistacchi e servite il giorno dopo.

    E' possibile rassodare la torta in frigo, ma non necessita di essere servita fredda.



    -----------
    © Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

    www.mammole.it Ticker
    E' per questo che ogni tanto latitiamo...