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mercoledì 24 agosto 2016

Triglie in rosso con gamberi

Triglie e gamberi in umido: una preparazione a base di pesce dal sapore intenso e di facile preparazione.


La triglia è, secondo me, uno dei pesci più gustosi. La sua carne è tenera e saporita, ed è buona sia fritta che in tegame, che in zuppa. Oggi l'ho preparata in modo molto semplice, occorrono pochi minuti per allestire la preparazione e una cottura non troppo lunga, un piatto per due o tre persone.

ingredienti
  • tre triglie fresche o decongelate già squamate ed eviscerate
  • mezzo scalogno
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 200gr di gamberi già sgusciati
  • sale e olio q.b.
  • 4 foglie di basilico
  • 4 rametti di prezzemolo
preparazione

Pelare e tritare lo scalogno.
Metterlo in padella o in un tegame largo con un filo d'acqua, porre su fuoco dolce e fare leggermente ammorbidire. Prima che l'acqua evapori aggiungere un filo d'olio d'oliva e fare leggermente rosolare.

Unire le triglie e far cuocere alcuni minuti per lato.
Unire quindi i gamberi, un trito di basilico e prezzemolo e terminare la cottura (15-20 minuti in totale).

Nota: ho cotto senza coperchio con l'aiuto di un para-schizzi per ottenere un sugo denso e non troppo "brodoso".

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martedì 26 luglio 2016

Frittelle di zucchine

La zucchina è il primo ortaggio che appare nell'orto, ed è molto produttiva. È una pianta strisciante o cespugliosa, che necessita di clima caldo o temperato e terreno ben drenato e sarchiato.
Va seminata tra febbraio e marzo, trapiantata tra fine marzo e primi di aprile, e comincia a produrre a circa 50-55 giorni dal trapianto, una delle ortive precoci quindi.
La sua coltivazione non è particolarmente difficile, richiede solo acqua costante, e teme l'umidità sulle foglie (che determina la facile comparsa dell'oidium o mal bianco).

Quest'anno le abbiamo piantate in buche arricchite di letame, ad una distanza di circa un metro l'una dall'altra e consociate con mais e fagiolini rampicanti.


È altamente digeribile, dietetica, e molto versatile dal momento che si presta a numerose ricette. Per quanti penseranno che mangiare zucchine significa privarsi del gusto, proviamo a ricordare che possono essere cucinate fritte, in umido, in vellultata croccante con pancetta, a cotoletta, grigliate, ripiene, e in molte altre preparazioni che non elenchiamo perché non vogliamo svelarvele tutte!

Il suggerimento di oggi sono queste golose palline, perfette sia per l'aperitivo che come piatto di portata, golose per grandi e piccini ed estremamente salutari!

ingredienti
  • 500 gr di zucchine
  • 1 uovo
  • 100gr di ricotta di pecora scolata dal suo siero
  • 4-6 cucchiai di pangrattato + altro per la panatura
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • menta tritata (facoltativa)
  • sale e pepe
  • olio per la cottura
preparazione

Lavate le zucchine e grattugiatele finemente, quindi ponetele a scolare in uno scolapasta.

Mescolate l'uovo sbattuto, la ricotta, il parmigiano, la menta se gradita.

Unite il trito di zucchine, mescolate e aggiungete il pangrattato per ottenere un composto omogeneo e compatto.

Salate, pepate e formate delle palline. Potete lasciarle rotonde o schiacciarle leggermente.

Passate nel pangrattato per la panatura, quindi cuocete in padella caldissima con un filo d'olio, oppure in teglia unta e forno già caldo (a80° per 10-15 minuti) fino a doratura.

Suggerimenti:  potete accompagnarle con una salsa oppure con un contorno di insalata fresca. Potete aggiungere un dadino di formaggio per ottenre un cuore filante.

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lunedì 4 luglio 2016

La cottura anti-aderente: due alternative al teflon

Non so voi, ma io ho sentito parlare molto dei pericoli del Teflon (il rivestimento delle pentole antiaderenti). Certo, sono convenienti, pesano quasi nulla, e non richiedono preparazione o pre-trattamento. Ma queste pentole possono causare gravi danni se non trattate adeguatamente. 



Pare che il surriscaldamente del teflon, anche per pochi minuti, sia in grado di rilasciare sostanze tossiche che influiscono negativamente non solo sulla salute delle persone, ma anche degli animali da compagnia (non solo per ingestione, quindi).

Il teflon è un rivestimento pratico, ma rischioso quando si usura o non si adopera correttamente (danneggiamenti da urto o contatto).

Ma quali le alternative?
Personalmente ne preferisco due, la ghisa e la ceramica.


La ghisa è perfetta per reggere le alte temperature, vi permette di raggiungere una meravigliosa reazione di Maillard, che è quella che determina le strisce sulla vostra bistecca o la gustosa crosticina sui cibi, tanto per intenderci.

Si può utilizzare sia sui fuochi (compreso il barbecue, per noi determinante) che nel forno, quindi è ottima per le cotture miste.

Si lava anche senza detersivo: si usa semplicemente acqua bollente e una spugna abbrasiva (noi lo spazzolone, molto più comodo).

La maggior parte delle padelle in ghisa sono pre-trattate, quindi non avrete bisogno di fare nulla prima di utilizzarle, ma abbiate cura di ungerla con un tovagliolo imbevuto di olio d'oliva prima di ogni utilizzo.

La ceramica ultimamente è andata molto di moda. Nella grande diffusione ho incontrato ottimi prodotti ed altri che lasciano davvero molto a desiderare. Non amo la ceramica nelle padelle, ma la trovo perfetta per i tegami. A mio parere richiede un velo di olio prima dell'utilizzo perché i cibi non si attacchino completamente se asciutti come una bistecao una frittata (non così invece per i cibi umidi).

Non tutte le pentole in ceramica sono utilizzabili in forno o sui fuochi, sia per le parti combustibili (manici) che per la resistenza alle alte temperature. Controllate le istruzioni d'uso.

Ho trovato comodo utilizzare la padella in ceramica per cuocere cibi senza grassi mettendo sul fondo un foglietto di cartaforno.

Le nostre nonne non disponevano degli utensili che abbiamo oggi, eppure le loro vecchie pentole sono fantastiche (beato chi ne trova una, anche nei mercati dell'usato!)
Mia madre ha messo via una batteria di pentole in ghisa e ceramica che oggi costerebbe una fortuna e che ha una resa imbattile nella cottura.

Negli ultimi decenni le pentole si sono trasformate nell'intento di darci prodotti più fruibili e che ci semplifichino la vita, ma come spesso avviene, questo si paga al prezzo della nostra salute e di materiali più rischiosi per noi e per l'ambiente.
Questo articolo è liberamente tradotto da The Hearty Soul.

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sabato 16 aprile 2016

Biancospino: il momento esatto per lasciarsi andare

In questi giorni c'è una storia che mi scava nel cuore. La storia dei miei biancospini che ho osservato settimanalmente senza mai perderli d'occhio.



Qualcuno di voi se li ricorderà, a Natale, quando si sono vestiti di rosso, e poi più in là, quando hanno perso le foglie.
Sono rimasti rossi a lungo, con le loro numerose "ciliegie" attaccate ai rami nudi.

Ieri le ciliegie erano ancora lì, orgogliose perle rosso rubino su dita tese verso il cielo.

Mi hanno colpito: creature sopravvissute, messaggeri da una stagione all'altra, testimoni di ciò che è stato, sentinelle per ciò che deve ancora venire.
Mi chiedevo,  appena pochi giorni fa, come fosse per la pianta madre tenerli tutti ancora stretti a sé quando ho visto il vigore con cui le foglie si stavano riprendendo.

Oggi il sole mi ha chiamato con un riflesso diverso dal solito.
Lo aspettavo con trepidante attesa.
È l'inizio della "nuvola", ho pensato.
{I biancospini in fiore sono una nuvola di bianco}
Mi sono avvicinata e ho visto l'inizio della fioritura: ma le piccole drupe rosse d'improvviso non c'erano più.

Ho immaginato come dovesse essere il sentire della drupa: stare lì, attaccata, resistere al vento, all'inverno, alla caduta delle foglie, al freddo, all'arrivo della primavera con le foglie nuove.
Ho immaginato come una drupa, senza guardare date, giorni, stagioni, sappia qual'è esattamente il momento in cui lasciarsi andare.
E quando arriva il momento, lo fa.

Tutto cambia, finisce, inizia, ricomincia.
Ecco: la fioritura del biancospino si avvicina.
E lei, ora che sa, con un addio si lascia finalmente andare.
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martedì 29 marzo 2016

Innaffiare le piante riciclando i vuoti di plastica: coltivare la terra

Una tecnica davvero originale ed utile per risparmiare acqua ed irrigare le piante anche quando dovete allontanarvi per qualche giorno. Un progetto che vogliamo assolutamente realizzare nel nostro orto!
foto credits: ilbuongiorno.it


Oggi mi sono imbattuta in alcuni articoli davvero interessanti che hanno stuzzicato immediatamente il mio interesse. Quest'anno il meteo ci ha portato ad essere tremendamente in ritardo con la realizzazione dell'orto, ma dopo le piogge di prevede l'arrivo prepotente del caldo.

Come irrigare le piantine messe a dimora è sempre un nostro problema quando d'estate vogliamo allontanarci per andare qualche giorno al mare.
Ecco perché ho deciso di cominciare a raccogliere bottiglie vuote di plastica per realizzare questo piccolo impanto di emergenza.

La tecnica che sfrutta è quella dell'evaporazione dell'acqua per effetto dei raggi solari, ed è molto semplice: è sufficiente una bottiglia di plastica da due litri ed un bottiglione (4 o 5 litri) ogni 4 ortive, circa. Si taglia ognuno dei due recipienti a metà. Si interra ognuna delle due metà della bottiglia da due litri, e si riempie di acqua. Si avrà poi cura di coprire bene ognuna delle mezze bottiglie con mezzo bottiglione. Il terreno tra una pianta e l'altra dev'essere ricoperto di paglia per trattenere meglio l'umidità.

foto credits: ilbuongiorno.it

In questo modo il calore del sole farà evaporare l'acqua che condenserà sulle pareti del bottiglione e ricadrà sulla terrà irrigandola. Pare che questa piccola quantità di acqua sia sufficiente a dissetare delle piccole piante da orto, ma va bene anche per vasi e fioriere sul balcone. Non è assolutamente da provare??! Ho un unico dubbio: quello di riuscire ad avere abbastanza materiale che sia sufficiente alle dimensioni del nostro orto.

Noi cominceremo a raccogliere i vuoti, e spero di farvi vedere presto delle foto mie di questa realizzazione!


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E' per questo che ogni tanto latitiamo...