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sabato 16 aprile 2016

Biancospino: il momento esatto per lasciarsi andare

In questi giorni c'è una storia che mi scava nel cuore. La storia dei miei biancospini che ho osservato settimanalmente senza mai perderli d'occhio.



Qualcuno di voi se li ricorderà, a Natale, quando si sono vestiti di rosso, e poi più in là, quando hanno perso le foglie.
Sono rimasti rossi a lungo, con le loro numerose "ciliegie" attaccate ai rami nudi.

Ieri le ciliegie erano ancora lì, orgogliose perle rosso rubino su dita tese verso il cielo.

Mi hanno colpito: creature sopravvissute, messaggeri da una stagione all'altra, testimoni di ciò che è stato, sentinelle per ciò che deve ancora venire.
Mi chiedevo,  appena pochi giorni fa, come fosse per la pianta madre tenerli tutti ancora stretti a sé quando ho visto il vigore con cui le foglie si stavano riprendendo.

Oggi il sole mi ha chiamato con un riflesso diverso dal solito.
Lo aspettavo con trepidante attesa.
È l'inizio della "nuvola", ho pensato.
{I biancospini in fiore sono una nuvola di bianco}
Mi sono avvicinata e ho visto l'inizio della fioritura: ma le piccole drupe rosse d'improvviso non c'erano più.

Ho immaginato come dovesse essere il sentire della drupa: stare lì, attaccata, resistere al vento, all'inverno, alla caduta delle foglie, al freddo, all'arrivo della primavera con le foglie nuove.
Ho immaginato come una drupa, senza guardare date, giorni, stagioni, sappia qual'è esattamente il momento in cui lasciarsi andare.
E quando arriva il momento, lo fa.

Tutto cambia, finisce, inizia, ricomincia.
Ecco: la fioritura del biancospino si avvicina.
E lei, ora che sa, con un addio si lascia finalmente andare.
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martedì 29 marzo 2016

Innaffiare le piante riciclando i vuoti di plastica: coltivare la terra

Una tecnica davvero originale ed utile per risparmiare acqua ed irrigare le piante anche quando dovete allontanarvi per qualche giorno. Un progetto che vogliamo assolutamente realizzare nel nostro orto!
foto credits: ilbuongiorno.it


Oggi mi sono imbattuta in alcuni articoli davvero interessanti che hanno stuzzicato immediatamente il mio interesse. Quest'anno il meteo ci ha portato ad essere tremendamente in ritardo con la realizzazione dell'orto, ma dopo le piogge di prevede l'arrivo prepotente del caldo.

Come irrigare le piantine messe a dimora è sempre un nostro problema quando d'estate vogliamo allontanarci per andare qualche giorno al mare.
Ecco perché ho deciso di cominciare a raccogliere bottiglie vuote di plastica per realizzare questo piccolo impanto di emergenza.

La tecnica che sfrutta è quella dell'evaporazione dell'acqua per effetto dei raggi solari, ed è molto semplice: è sufficiente una bottiglia di plastica da due litri ed un bottiglione (4 o 5 litri) ogni 4 ortive, circa. Si taglia ognuno dei due recipienti a metà. Si interra ognuna delle due metà della bottiglia da due litri, e si riempie di acqua. Si avrà poi cura di coprire bene ognuna delle mezze bottiglie con mezzo bottiglione. Il terreno tra una pianta e l'altra dev'essere ricoperto di paglia per trattenere meglio l'umidità.

foto credits: ilbuongiorno.it

In questo modo il calore del sole farà evaporare l'acqua che condenserà sulle pareti del bottiglione e ricadrà sulla terrà irrigandola. Pare che questa piccola quantità di acqua sia sufficiente a dissetare delle piccole piante da orto, ma va bene anche per vasi e fioriere sul balcone. Non è assolutamente da provare??! Ho un unico dubbio: quello di riuscire ad avere abbastanza materiale che sia sufficiente alle dimensioni del nostro orto.

Noi cominceremo a raccogliere i vuoti, e spero di farvi vedere presto delle foto mie di questa realizzazione!


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domenica 20 marzo 2016

Ogni inizio è un'opportunità

In un giorno di festa, attimi di rivelazione.



Ciao. Sono quella che cammina senza scarpe sull'erba bagnata.
È stata una meravigliosa passeggiata: ho sentito sulla pelle che la vita può essere facile anche mentre è estremamente complicata.

E so per certo che puoi avere intorno molti ettari di terreno dove gli altri non vedranno altro che lavoro ancora da fare, ma tu potrai sempre fissare lo sguardo su piccole preziose inquadrature che ti daranno la misura di quanto speciale sia il tuo angolo di mondo. 

Perché nella vita è questione di punti di vista. E allora ti siedi e pensi "wow, è stata una splendida passeggiata, oggi". 
E celebri: celebri questo giorno in cui senti che la vita può essere così gentile, e  scopri di essere una persona così ricca!
In mezzo a un viaggio travagliato sai di esserti costruito un'ancora sicura e eterna, per sempre tua, che mai ti tradirà.

E mentre ti chiedi come risolverai quella cosa, il melo ti chiama sussurrandoti: " hey, guardami, tutto sta già cambiando".
Buongiorno, a te che leggi.
Auguri: oggi inizia la PrimaVera.

venerdì 11 marzo 2016

Parmigiana di zucca al forno

Solo pochi minuti per preparare la zucca alla parmigiana: un piatto semplice e buono, fatto di pochissimi ingredienti!

zucca alla parmigiana

Le proprietà della zucca sono tantissime, e non possiamo farcele sfuggire, soprattutto se abbiamo ancora qualche scorta della produzione del nostro orto!

Se vi avessi proposto questa parmigiana ad ottobre sarei stata banale. Ma ve la propongo a marzo, perché l'estate è ancora lontana, e la parmigiana classica, quella di melanzane, è un piatto che ci manca.
Provate anche voi: la preparazione è semplice e anche leggera, e questo piatto piace anche ai bimbi e a chi è attento alla linea e alla cucina sana.

zucca alla parmigiana


ingredienti
  • Zucca 500 gr (al netto degli scarti)
  • Parmigiano reggiano 30 gr
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Cipolla qb
preparazione

Fate dorare la cipolla tritata finemente nell’olio riscaldato a fuoco basso in una padella.
Sbucciate la zucca e tagliatela a fette (o se preferite a fiammiferi).
Mettetele in padella facendo attenzione a non far cuocere troppo disfacendo le fette.

È possibile anche cuocere in forno, come ho preferito io, ungendo una teglia e disponendo la zucca a fette, con la cipolla a velo. 200° fino a che non è un poco asciutta.

Disponete in un piatto a strati, alternando "il verso" delle fete strato dopo strato, in modo da formare una "scacchiera", e ultimate aggiungendo il parmigiano grattugiato.


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venerdì 4 marzo 2016

Cibi che si rigenerano dagli scarti

Oggi vi mostro come si possono riprodurre facilmente delle piantine di ortaggi dai loro scarti. Non buttateli via!



Quella di non buttare via gli scarti di frutta e verdura è una vecchia moda ormai, ma è un'abitudine importante che non si fonda su dicerie.
Non solo possiamo cucinare molti scarti ottenendo gustose ricette, ma possiamo, con un po' di pazienza, ottenere nuove piantine per il nostro orto.
È un'attività divertente e quasi "magica", che piacerà a grandi e bambini! Vi va di provare?
In questo momento io e mia figlia stiamo "rigenerando scarti di cipolle, e lo zenzero è quasi pronto per il nostro primo esperimento :)

L'infografica è tratta dal sito di Jerry James Stone.
Trovate delle spiegazioni ben dettagliate in questo articolo di GrowThePlanet.


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E' per questo che ogni tanto latitiamo...