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mercoledì 24 agosto 2016

Triglie in rosso con gamberi

Triglie e gamberi in umido: una preparazione a base di pesce dal sapore intenso e di facile preparazione.


La triglia è, secondo me, uno dei pesci più gustosi. La sua carne è tenera e saporita, ed è buona sia fritta che in tegame, che in zuppa. Oggi l'ho preparata in modo molto semplice, occorrono pochi minuti per allestire la preparazione e una cottura non troppo lunga, un piatto per due o tre persone.

ingredienti
  • tre triglie fresche o decongelate già squamate ed eviscerate
  • mezzo scalogno
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 200gr di gamberi già sgusciati
  • sale e olio q.b.
  • 4 foglie di basilico
  • 4 rametti di prezzemolo
preparazione

Pelare e tritare lo scalogno.
Metterlo in padella o in un tegame largo con un filo d'acqua, porre su fuoco dolce e fare leggermente ammorbidire. Prima che l'acqua evapori aggiungere un filo d'olio d'oliva e fare leggermente rosolare.

Unire le triglie e far cuocere alcuni minuti per lato.
Unire quindi i gamberi, un trito di basilico e prezzemolo e terminare la cottura (15-20 minuti in totale).

Nota: ho cotto senza coperchio con l'aiuto di un para-schizzi per ottenere un sugo denso e non troppo "brodoso".

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mercoledì 2 marzo 2011

Frittatine: al salmone & zenzero, e ai gamberi & zucchine

Un post un pò lunghetto per raccontarvi la storia di queste frittatine in gran galà: al salmone & zenzero, e ai gamberi & zucchine. Abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo, anche perché con questa ricetta ho deciso di partecipare al contest di Gustosamente Leda che mette in palio un gadget di Scacco alle Regine. 
Sarò sincera: non partecipo per vincere, perché io non vinco mai. Partecipo perché Leda è simpatica, i due blog sono bellissimi, e condividere le ricette mi piace moltissimo!

Queste sfiziose frittatine sarebbero molto rapide da preparare, se non fosse che io penso sempre "in grande", e per realizzarle mi sono cimentata in un'impresa un pò laboriosa: metterle in tavola per 6 persone preparandole in un minuscolo padellino, in modo da dar loro una forma graziosa per il secondo piatto. Friggere 12 frittatine non è roba da un momento, ed essendo molto piccole, a me ne è venuta anche qualcuna in più.
Il risultato è stata un pò di stanchezza in più del previsto, ed un tempo abbastanza lungo davanti all'olio caldo, il che significa anche uno shampoo da fare dopo la preparazione.
Ma state tranquilli, non è poi così grave: basta calcolare i tempi, e munirsi di un pò di pazienza. La preparazione è facilissima.

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Ecco come si definisce una frittata:

"Una frittata, o omelette, è un piatto a base di uova battute rapidamente, cotte con il burro o l'olio in una padella , a volte ripiegate su se stesse e con un ripieno di formaggi , verdure , carne (spesso prosciutto), o una combinazione di quanto sopra. 
Per ottenere una texture soffice, le uova intere o talvolta solo albumi sono mescolate con una piccola quantità di latte o panna, o anche acqua, con l'idea di avere "bolle" di vapore acqueo intrappolato all'interno dell'uovo cotto rapidamente. Le bolle sono ciò che rende la frittata leggera e spumosa. Le omelette possono essere solo parzialmente cotte sul lato superiore, e non capovolte, anche prima di piegarle".
(fonte: Wikipedia)







Detto questo, mi sono messa all'opera, ed ho cercato di dare ad un piatto umile un vestito un pò di classe. Ho preso due ingredienti che di solito "fanno eleganza",  il salmone e i gamberi, ed ho fatto del mio meglio perché facessero bella mostra di sé nelle mie frittatine (o dovrei dire piccole omelette? Tres chic).

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Mentre le preparavo, oltre a pasticciare un pò ovunque in cucina, le tenevo una sull'altra per mantenere il calore. E pensavo, nel frattempo, alla storia della frittata. Si fa presto a dire "frittata". Se avessi preparato un bel frittatone grande grande, avrei avuto un piatto rustico, ma così piccine, devo dire, hanno fatto la loro bella figura. Ed erano anche buone.
Possono fungere benissimo da antipasto, se preferite, del resto la forma lo consente.

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Vi lascio con una citazione... d'elite (ma non troppo) e... bon apetit!

"Chi è che non sappia far le frittate? E chi è nel mondo che in vita sua non abbia fatta una qualche frittata? Pure non sarà del tutto superfluo il dirne due parole. Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete. Le frittate si fanno semplici e composte; semplice, per esempio, è quella in foglio alla fiorentina che quando un tale l'ebbe attorcigliata tutta sulla forchetta e fattone un boccone, si dice ne chiedesse una risma. Però riesce molto buona nell'eccellente olio toscano, anche perché non si cuoce che da una sola parte, il qual uso è sempre da preferirsi in quasi tutte. Quando è assodata la parte disotto, si rovescia la padella sopra un piatto sostenuto colla mano e si manda in tavola. Ogni erbaggio o semplicemente lessato o tirato a sapore col burro, serve per le frittate, come può servire un pizzico di parmigiano solo o mescolato con prezzemolo. Se non fosse indigesta, grata è la frittata colle cipolle. Due delle più delicate, a gusto mio, sono quelle di sparagi e di zucchini. Se di sparagi, lessateli e tirate a sapore la parte verde con un poco di burro, mescolando un pizzico di parmigiano nelle uova; se di zucchini, servitevi di quelli piccoli e lunghi, tagliateli a fette rotonde, salateli alquanto e quando avranno buttato l'acqua infarinateli e friggeteli nel lardo o nell'olio, aspettando che sieno rosolati per versare le uova. Anche i piselli del n. 427, mescolati tra le uova, si prestano per un'eccellente frittata. Si fanno anche frittate alla confettura, spargendovi sopra della conserva di frutta qualsiasi, ridotta liquida, quando la frittata è cotta. Esse saranno buone, ma non mi garbano; e vi dirò che quando le vedo segnate sole fra i piatti dolci di una trattoria, comincio a prendere cattivo concetto della medesima."
(Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, n.145)

 ingredienti

Per 6 persone:
  • uova, 4+4
  • panna da cucina, 200ml
  • gamberi, 250g già sgusciati
  • zucchine bianche, 2 piccole
  • parmigiano grattugiato, q.b.
  • salmone affumicato, 200g
  • zenzero fresco, q.b.
  • sale e pepe
  • noce moscata
  • olio per la cottura 
  • prezzemolo fresco tritato (facoltativo) 
 preparazione
 

Per ogni gusto, ho usato 4 uova e ho preparato i due tipi di frittata separatamente.
Sbattete le uova in una boulle capiente, insieme a qualche cucchiaio di panna.
Unite sale, pepe, abbondante parmigiano e noce moscata.
 
Per le frittatine al salmone:
Unite del salmone affumicato tritato al coltello, un macinata abbondante di zenzero fresco o surgelato, lasciate a riposare qualche minuto.
Fate riscaldare un filo d'olio in una piccola padella (intendo proprio piccolissima, tipo quelle delle bambole!) , meglio se dalla forma particolare (ne esistono diverse in commercio) e versate con un mestolino l'impasto, avendo cura di equidistribuire i pezzetti di salmone
Fate una frittellina, rigirate con l'aiuto di una spatola rigida, cuocete rapidamente su ambo i lati, mettete su un piatto con carta assorbente. 

Per le frittatine ai gamberi: 
Cuocete le zucchine, pelate e a cubetti,  in un tegame in pirex secondo il tempi del vostro microonde (o in umido, sui fuochi).
Cuocete i gamberi sgusciati (io ho usato quelli surgelati) a vapore (o in pochissima acqua salata). 
Raffreddate questi due ingredienti, e versateli nella mistura di uova, come sopra.
Riscaldate un filo d'olio in padella, procedete come sopra, cercando di equidistribuire gamberi e zucchine.
Rigirate con una spatola rigida, cuocendo ambo i lati.
Servire calde. 


giovedì 24 febbraio 2011

Insalata di gamberi, mele e fagioli corona

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Se c'è una cosa che, nonostante le difficoltà, sto apprezzando molto di questa dieta, è che mi fa sperimentare nuovi sapori. Non nel senso di originali, ma di insoliti, fuori dalle più recenti abitudini, il che non guasta e rende meno monotono il regime alimentare controllato.
Gli abbinamenti sono molto gradevoli, soprattutto nelle insalate: sarà perché io le amo molto, ma quando "mi tocca" l'insalatona sono molto felice.
Ultimamente mi ero appiattitta sulla stessa solita insalata, che, per quanto buona, mi era decisamente venuta a noia. Ora invece sto sperimentando un'alternanza di sapori che rendono questo piatto di apertura di ogni pasto sempre diverso e sempre gradevole.
Questo mi fa riflettere sull'importanza dell'alternare i sapori a tavola, che influisce non solo sulla psiche, ma anche sulla linea. La mia insalatona storica era poco calorica, buona, ma ormai non mi andava più di mangiarla, e ripiegavo su altre cose meno dietetiche. Ora invece preparo le insalate con molta curiosità, e mi viene voglia di proporle anche ad altri.
C'è anche il fatto, molto stimolante, di ricominciare a comprare prodotti che per lungo tempo avevo considerato "banditi": le noci, i fagioli, e qualche altro ingrediente, che invece, in misura controllata, rendono i piatti molto gradevoli, senza contare poi il fatto che contengono anche elementi nutrizionali molto importanti.
Ecco l'insalata di oggi: insalata mon amour.
Le quantità della mia dieta sono libere, fatta eccezione per i fagioli e i gamberi, che sono pesati.

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ingredienti
  • indivia riccia
  • scarola
  • radicchio
  • carote a julienne
  • fagioli corona, 70g
  • 1 mela verde
  • sale e olio
  • gamberi indiani, 200g
preparazione

Lavare e tagliare le verdure.
Pesare i fagioli lessi dopo la cottura, scolati dall'acqua di cottura.
Lessare o cuocere a vapore i gamberetti surgelati per pochissimi minuti, scolarli e lasciarli raffreddare.
Tagliare la mela a piccoli pezzi.
Mescolare e condire.

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