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domenica 26 ottobre 2025

Polpette di ceci e rosmarino: ricetta veggie

Preparando queste polpette di ceci mi sono accorta immediatamente che la preparazione è così facile e golosa che già come crema è buonissima e perfetta come antipasto o da spalmare sul pane.
Aggiungendo gli ultimi ingredienti invece sono nate queste buonissime polpette, golose, facili da preparare e perfette anche come finger-food.




ingredienti
  • 240gr di ceci già lessati
  • 1,5 cucchiai di yogurt greco non zuccherato
  • 2 cucchiai di tahina (pasta di sesamo)
  • curcuma, paprica dolce, rosmarino
  • scorza di limone, prezzemolo 
  • sale, olio
  • 50gr di pangrattato 

 

preparazione

Molto semplicemente, dovrete frullate tutti gli ingredienti tranne il pangrattato per ottenere una crema dalla consistenza soda. 
Per ultimo aggiungere il pangrattato in modo da ottenere un composto manipolabile.
Create con questo delle polpette, oppure usate due cucchiai per dare loro la forma delle quenelle.
Io ho cotto in forno a mocroonde, funzione crisp, per 10 minuti, fino a doratura, girandoli a metà cottura.
Potete friggere oppure infornare in forno tradizionale.

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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

domenica 2 febbraio 2025

Torta carote e pistacchi

Le torte nascono sempre da un'idea, un profumo, un ricordo che si insinua tra i pensieri e reclama il suo posto in cucina. Questa torta di carote e pistacchi è così: soffice, umida al punto giusto, con quel sapore che sa di casa e di pomeriggi lenti. Il connubio tra la dolcezza delle carote e il gusto intenso dei pistacchi crea un equilibrio perfetto, un dolce che non ha bisogno di grandi decorazioni o artifici. Basta una fetta, un caffè e un momento per sé.


torta di carote e pistacchi


Ricordo perfettamente la prima volta che ho assaggiato una torta di carote. Ero piccola, e l'idea che un ortaggio potesse finire in un dolce mi sembrava assurda. Solo dopo il primo morso si è svelato l'ingrediente segreto. Rimasi sorpresa, ma il gusto mi aveva già conquistata. Chi di noi non ha amato le Camille?

Da allora, la torta di carote è entrata a far parte delle mie ricette del cuore. Poi un giorno, quasi per caso, ho aggiunto i pistacchi. Li avevo in dispensa, li ho tritati grossolanamente e li ho mescolati all'impasto con un pizzico di curiosità. Il risultato? Un profumo irresistibile, un sapore ricco e una consistenza ancora più avvolgente.

Ecco la mia versione, semplice e genuina, perfetta per una colazione speciale o una merenda che sa di coccole.

torta di carote e pistacchi



ingredienti
Per una torta da 20cm
  • 1 uovo
  • 110g di zucchero
  • un pizzico di sale 
  • 60g di farina di pistacchi (o pistacchi spellati e tritati)
  • 1/2 fialetta di aroma mandorla rum o vaniglia 
  • 2 carote grattugiate finemente
  • 25g di burro o margarina a temperatura ambiente 
  • 45g di succo di arancia (o, se lo trovate, succo di carota) 
  • 120g di farina
  • un tappo di liquore amaretto
  • 1 cucch.no da tè di polvere di arancia essiccata
  • 1/2 bustina di lievito (8g)

preparazione

Nel robot da cucina con le fruste montate uovo, zucchero e sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Aggiungete le gocce di essenza, la farina di pistacchio e le carote grattugiate.

Unite quindi l'amaretto, il burro, la polvere d'arancia, il succo e continuate ad impastare.

Unite infine farina e lievito setacciati insieme.

Versare in una teglia diametro 20cm e infornare a forno già caldo, 180° per 35 minuti circa.


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mercoledì 1 aprile 2020

Pizza senza impasto, re-edit: ricetta facile e rapida

La pizza senza impasto è una ricetta molto semplice che consente di avere un grande risultato con la minima fatica. E' sorella del pane senza impasto e si prepara in meno di un minuto. Occorrono alcune ore per la sua lievitazione, quindi è pronta per essere condita e infornata. La pizza che viene fuori è soffice, leggermente croccantina, con una buona consistenza (non gommosa) e un sapore gustoso.

Pizza senza impasto con lievito di birra 

 
ingredienti
  • 250 semola rimacinata
  • 250 farina 00 bio coop (w280 circa)
  • 5 g di lievito di birra fresco (oppure 1,5gr di lievito di birra disidratato)
  • 370 g di acqua
  • 40 g di olio
  • 15 g di sale
  • 1 cucchiaino da caffè di malto d'orzo zucchero (no miele)
preparazione

Versate l'acqua in un boccale misurato e sbriciolatevi dentro il lievito e il miele lo zucchero (o il malto).

Pesate gli altri ingredienti, mescolando le due farine in una capiente ciotola (dove poi lascerete a lievitare). Unite il sale.

Unite l'olio all'acqua e lievito e girate con una forchetta o con una frusta. Versate quindi il liquido nella farina e mescolate con una forchetta finché il liquido non ha assorbito tutta la farina (pochi istanti).

Avvolgete la ciotola in un sacchetto di plastica e chiudetelo per bene, quindi ponete a lievitare in luogo riparato da correnti, a temperatura non troppo bassa (perfetto il forno spento con lampadina accesa).

Lasciate a lievitare per 6-8 ore, tempo in cui triplicherà di volume.

Ungete una leccarda del forno 30 x 40, copritela di cartaforno, ribaltate piano l'impasto sulla teglia e stendetelo delicatamente con le dita unte d'olio.
[Come mi insegna Alessandra, non bisogna sgonfiare troppo l'impasto: tendetelo poco, e se non arriva al bordo della teglia, lasciatelo fin dove arriva, aspettate un pò che l'impasto si rilassi, poi provate ancora a stendere].

Lasciatelo a lievitare ancora un'ora.

Accendete il forno al massimo della temperatura e spennellate l'impasto con passata di pomodoro, sale e origano.

Cuocete nella parte bassa del forno per 20 minuti, quindi tirate fuori, unite la mozzarella tagliata e strizzata ed il condimento che più preferite, quindi proseguite la cottura per 10 minuti nella parte centrale del forno.

Buon appetito.

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martedì 4 aprile 2017

Torta al cocco (coccosissima!)

Di torte al cocco il mio elenco non era certo vuoto, ma certe volte capita che la necessità di una ricetta parta proprio dalla presenza/assenza di alcuni ingredienti in casa.
Una torta che avesse tanto cocco (almeno 200gr) e un solo uovo: vi capita mai di ragionare così? A me sì! E così mi sono messa a cercare a partire proprio dalla lista degli ingredienti, e sono approdata a questa ricetta.

torta cocco e ricotta

Amo il cocco. Assaggiandola abbiamo detto "è coccosissima!"
È una torta bassa, compatta, morbida al cuore.
Ho diminuito leggermente lo zucchero e, dovendola rifare, aggiungerei qualche cucchiaio di ricotta nell'impasto.
Ma se la provate così non ne resterete delusi!

ingredienti

Da ChezBabs:
  • 180gr di farina
  • 150gr di zucchero
  • 200gr di cocco rapè (disidratato, in scaglie)
  • 1 busta di lievito per dolci
  • 60gr di burro sciolto
  • 150ml di latte tiepido
  • 1 uovo grande
  • scorza di limone
preparazione

Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola, setacciando lievito e farina.

Mescolate gli ingredienti umidi in un'altra, quindi uniteli.

Unite la scorza di limone.

Versate in una teglia 24cm di diametro imburrata e infarinata e infornate in forno statico preriscaldato, 170°, per 30-40 minuti (vale la prova stecchino, e non deve cuocere troppo).

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mercoledì 27 gennaio 2016

Tortini alla ricotta e gocce di cioccolato, senza olio né burro

Candidi cupcake con la ricotta nell'impasto, circondati da gocce di cioccolato e infornati in stampi in silicone a forma di fiore. Leggeri, umidi come piace a me, e tanto golosi!

cupcake con ricotta

Ero indecisa.
La fretta, gli impegni, nemmeno un attimo di respiro.
Avrei voluto preparare molte cose, ma alla fine ho dovuto conciliare il desiderio con i doveri quotidiani.
Una ricetta semplice: ho scelto qualcosa che mi evoca candore, leggerezza, ma nello stesso tempo ti accompagna a tutte le ore del giorno: per colazione, a metà mattina, a merenda, mettono tutti d'accordo. 

Ed è stato allora che ho pensato che nella semplicità si racchiude una grande forza. I grandi cammini, del resto, si fanno così: un passo dietro l'altro, semplicemente.
(dedicato ad Alessandra)
ingredienti

Per 10 cupcake a forma di fiore
  • 2 uova
  • 150g di zucchero
  • 150g di ricotta di pecora asciutta e ben scolata
  • 125gr di yogurt bianco senza zucchero (io greco)
  • 200g di farina 00
  • 15gr di lievito per dolci
  • 1 bicchierino colmo di limoncello
  • un pizzico di cannella 
  • gocce di cioccolato q.b.
cupcake con ricotta

preparazione

Mettere in freezer le gocce di cioccolato.
Tirare fuori le uova dal frigo fino a che non diventano a temperatura ambiente, montare quindi i tuorli con metà dello zucchero usando una frusta elettrica. Tenere da parte.

Montare anche gli albumi con la rimanente metà dello zucchero, tenere quindi da parte.

Nel frattempo mescolare la ricotta con lo yogurt, il limoncello e la cannella.
Setacciare la farina con il lievito e unirla al composto precedente.

Unire ai tuorli, delicatamente.
Infine aggiungere gli albumi con attenzione facendo in modo da non smontarli.
Terminare con le gocce di cioccolato.

Versare negli stampi e infornare a 170° (forno statico) per 20/25 minuti (vale la prova stecchino).

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lunedì 28 dicembre 2015

Il panettone gastronomico di MammaPapera: ricetta con lievito madre secco

Una preparazione che vi permette di giocare d'anticipo nella tavola delle feste, perché si prepara giorni prima e si farcisce con estrema semplicità: il panettone gastronomico, con lievito madre secco.

Panettone gastronomico di MammaPapera

Ormai l'avrete capito, non ho più tanta voglia di aggiornare il blog frequentemente. La vita cambia, gli interessi cambiano, gli equilibri cambiano.
Queste pagine restano "una mia creatura", un luogo in cui passo spesso, a cui ancora dedico del tempo ripescando ricette ormai collaudate, e che non vale la pena di abbandonare. Sono qui, a disposizione vostra e mia, e meritano ancora di essere utilizzate.

Oggi, non so nemmeno perché, mi è venuta voglia di vedere qualcosa di nuovo nella home del mio blog. E così, mentre preparavo una ricetta di Alessandra Scollo, tratta dal suo libro, ho deciso su due piedi di pubblicarla.

È una ricetta semplicissima, eppure il mio essere in qualche modo fuori allenamento (in cucina ci vuole costanza per rasentare la perfezione, ed io in questo momento della mia vita non posso pensare solo alla perizia culinaria!) non mi ha impedito di raggiungere il risultato che vedete in foto.

In questo momento i miei due panettoni gastronomici sono in forno, è una foto "live". Ed è perfettamente inutile che io aspetti che siano cotti, si raffreddino, e di allestire un set fotografico per mostrarveli: so che non lo farò.
Meglio cogliere l'attimo, lasciarvi qui annotata la ricetta, e assicurarvi la sua semplicità e perfetta riuscita. Provatela!
ingredienti

Per due pirottini da 500gr
  • 500gr di farina 0 per pizza 
  • 200gr di latte (+ qualche cucchiaio per spennellare)
  • 2 uova medie
  • 20gr di lievito madre secco (l'ho diminuito perché qui da me fa caldo)
  • 13 gr di zucchero semolato
  • 8 gr di sale
  • 90gr di burro bavarese
preparazione

Ho versato nella planetaria metà della farina setacciata, il lievito madre secco e ho aggiunto a filo il latte appena intiepidito.

Appena l'impasto si è aggrappato alla foglia ho unito un uovo leggermente sbattuto, seguito dallo zucchero e da qualche cucchiaio di farina.

Appena si è nuovamente aggrappato alla foglia lasciando pulite le pareti della ciotola, ho unito l'altro uovo, il sale e qualche cucchiaio di farina.

Recuperata l'incordatura (ancora aggrappato alla foglia), ho sostituito col gancio e ho cominciato ad unire il burro in piccole lamine sottili, accompagnate da spolveri di farina.

Ho posto in un contenitore stretto e alto, appena unto di olio, e ho messo a triplicare (segnando il livello in altezza) in luogo appena tiepido.

Raggiunto tre volte il suo volume, ho disteso sulla spianatoia, diviso in due parti di pari peso, e dato una serie di pieghe a tre.

Ho quindi arrotondato e posto negli stampi.

È il momento di infornare quando l'impasto raggiunge appena il bordo del pirottino e la cupola ne fuoriesce di poco.

Ho cotto a 170° per 30 minuti, dopo aver pennellato con latte e cosparso di semi di sesamo bianco e nero e semi di papavero.

Si lascia raffreddare per una notte almeno (6/8 ore) o anche di più, per poi affettarlo e farcirlo a vostro gusto.



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sabato 5 dicembre 2015

Frittelle al grano saraceno con salmone e panna acida: antipasto delle feste

Vi propongo un antipasto per le feste natalizie, o per le cene più importanti, che può essere preparato in versione rapida, come semplici frittatine, oppure aggiungendo il lievito e creando queste soffici frittelle

Facili da preparare, richiedono pochissimi passaggi e possono essere preparate in anticipo: nel tempo di riposo ci si può dedicare alla preparazione di altre portate.
Sono golose, e anche economiche.
La ricetta è di Delia Smith, tratta dal libro Delia Smith's Winter Collection.

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ingredienti

Per 6 persone:
  • 40 gr di farina di grano saraceno
  • 125gr di farina bianca (anche tutto grano saraceno può andar bene)
  • 3/4 di cucchiaino di sale
  • 2/3gr di lievito di birra fresco
  • 150ml di panna acida + qualche cucchiaio per servire
  • 175ml di latte intero
  • 2 uova medie
  • 25gr di burro
  • aneto fresco o prezzemolo per decorare
preparazione

Tempo di preparazione: pochi minuti per la pastella, 2 ore per la lievitazione, più il tempo di cottura.

Iniziare setacciando in una ciotola ampia le farine col sale.

Versare la panna acida il lievito di birra e il latte in un pentolino e riscaldarlo delicatamente - deve essere solo leggermente caldo, altrimenti il calore ucciderà i lieviti.

Procedere aggiungendo i tuorli al latte, mescolarle con una frusta e poi versare il tutto nella miscela di farina.

Frullare con un mixer o meglio una frusta elettrica  fino ad ottenere una pastella densa, quindi coprire la ciotola con un canovaccio pulito e lasciarla in un luogo caldo per circa 1 ora. (Può essere di aiuto mettere la ciotola in un'altra ciotola più grande riempita con acqua calda).

Dopo 1 ora sbattere i bianchi d'uovo a neve e inserirli nella pastella. Coprire con il panno di nuovo e lasciare come prima per un'altra ora.

Quando si è pronti a fare le frittelle, iniziare sciogliendo il burro in una padella pesante dal fondo spesso, spalmare di una punta di burro e cuocere come per le crepes, versando un po' di pastella per volta. Per fare questo, tenere il tegame a fuoco medio e aggiungete 1 cucchiaio e mezzo di pastella - (1 cucchiaio va prima, poi un altro ½ cucchiaio sopra) - se non spalmate abbondantemente, la parte inferiore si attaccherà appena tocca la pentola.

Tale quantità dovrebbe darvi ogni frittella di circa 10 cm di diametro. Non preoccupatevi se in questa fase vi sembrano troppo spesse, non lo sono, è solo gas. Dopo 40 secondi, non più, capovolgere le frittelle e dare solo 30 secondi sul lato opposto.

Trasferirle a raffreddare e ripetere, cospargendo la padella con il burro di volta in volta.
Questa dose dovrebbe dare 18-20 frittelle.

Quando tutte le frittelle sono fatte e si sono raffreddate, avvolgerle in pacchi di carta di alluminio con 6 frittelle per ciascuno.
Per servire, preriscaldare il forno a 140 ° C e posizionare i pacchi di alluminio in alto per 10 minuti.

Servite su piatti caldi.
Ponete sopra le fette di salmone affumicato, circa 50 g per persona, aggiungete un cucchiaio di panna acida molto fredda sul lato del piatto e guarnite con rametti di aneto fresco.

Puoi servire queste frittelle anche:
  • con salmone affumicato e caviale
  • con gamberetti e zucchine
  • con robiola e noci 


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mercoledì 18 febbraio 2015

Pizzette e calzoni al forno: la rosticceria palermitana (ricetta di Viviana Dal Pozzo)

Un impasto famoso nella città di Palermo per il suo largo utilizzo nella preparazione di molte ricette, sia fritte che al forno: la Rosticceria.  L'ho usato per fare pizzette e calzoni al forno, versione mignon.

Rosticceria palermitana con ricetta di Viviana

Non avrei mai pensato di farne un post. Niente foto, niente inquadrature professionali. Solo la mia mano, così com'è, mentre mostra un piccolo pezzo di rosticceria, preparato in un giorno qualunque, su richiesta della mia bimba.
Forse indica proprio il mio modo di essere in questo periodo: asciutta, e vado dritto al dunque. Prendere o lasciare.

Rosticceria palermitana con ricetta di Viviana

Sono senza planetaria (al momento in assistenza per un guasto) e non avrei mai pensato di impastare a mano. Eppure, con questo impasto si può. Certo, ne ho impastato una piccola dose perché con i miei problemi alle mani non posso permettermi di più, ma chi ha braccia forti può cimentarsi tranquillamente nell'impresa.

Rosticceria palermitana, calzoni

La ricetta, pubblicata da Viviana di Cosa Ti Preparo Per Cena (posso definirti una mia amica, mia cara Vivi???) , mi ha colpito subito. Non tanto per gli ingredienti, che somigliavano alla ricetta che da brava palermitana avevo già, ma per il procedimento, un po' diverso da quello che conoscevo. Beh, che dire? Sono soddisfatta. Vorrei mostrarvi foto più belle, ma ho fatto pochi pezzi che sono spariti in un attimo. Se volete vedere le sue, andate a fare una visita a Vivi!


ingredienti
  • 750 g farina 0 o 00 + 250 g manitoba (io tutta 0 per pizza)
  • 100 g di strutto (il suo impiego è necessario al risultato, ma se non lo trovate potete sostituire con pari peso di burro)
  • 100 g di zucchero
  • 25 g di lievito di birra fresco (io 35 gr di lievito madre secco)
  • 20 g di sale
  • 500 ml di acqua
per i vari ripieni
  • prosciutto cotto
  • provola fresca
  • caciocavallo grattugiato
  • salsa di pomodoro abbastanza densa
  • sesamo biondo (facoltativo)
preparazione

Ho usato un robot da cucina con fruste a filo per montare lo strutto con lo zucchero.
Dopo qualche minuto ho aggiunto l'acqua e ho fatto amalgamare.
Potete eseguire questa operazione con la foglia ma anche con un mixer ad immersione, è sufficiente che otteniate un'emulsione ben amalgamata.
Questa tecnica mi piace molto perché agevola l'incordatura a mano, dal momento che l'impasto assorbe più facilmente sia la parte grassa che lo zucchero.
L'inconveniente è che non potrete dosare la parte liquida, nel caso in cui vogliate (per necessità legate alla farina che impiegate, dato che non tutte le farine sono uguali) diminuirne la dose.

Ho incorporato poco per volta la farina setacciata col lievito madre secco (se utilizzate il lievito di birra fresco scioglietelo nell'acqua iniziale), in ultimo ho aggiunto il sale. 

Il robot mi ha aiutato ad amalgamare grossolanamente gli ingredienti, quindi ho trasferito l'impasto sulla spianatoia e ho impastato a mano fino ad ottenere un impasto lucido, liscio, ben legato e molto morbido. I movimenti vanno eseguiti come mostrato in questo video:



Ho messo l'impasto in una brocca graduata, ho segnato il suo livello, ho coperto con pellicola senza pvc e ho messo in luogo tiepido (26°) fino al raddoppio del suo volume iniziale.

Ho spezzato l'impasto a metà. Una metà l'ho suddivisa in palline da circa 60gr l'una per i calzoni, e dall'altra metà ne ho ricavato palline da 30gr per le pizzette, che volevo fossero davvero piccole. Non pirlate né arrotondate troppo.*
Ho disposto in teglia rivestita di cartaforno, ho coperto con un altro foglio e poi con uno strofinaccio e ho lasciato a lievitare un'ora, sempre in luogo tiepido. La loro superficie si è asciugata un po', quindi per la prossima volta suggerisco di coprire con pellicola per alimenti.

Trascorso questo tempo, ho formato i vari pezzi. Per i calzoni ho semplicemente schiacciato la pasta in dischi che ho farcito con provola e prosciutto cotto (ho lasciato "nature" ma potete decorarli con una pennellata di salsa e del sesamo).
Per le pizzette, ho steso la pasta dello spessore mostrato in foto (pochi millimetri) e ho coppato dei dischetti con un tagliapasta, lasciandoli a riposare su una teglia per una mezzora o poco più. Trascorso questo tempo ho schiacciato le pizzette coi polpastrelli lasciando il bordo un po' più in rilievo. Ho quindi condito con un po' di salsa e del caciocavallo grattugiato (molto meglio della mozzarella!).

*Nota bene: nella fase di formatura l'impasto dev'essere maneggiato il meno possibile, quindi, per le pizzette stendete, tagliate e lasciate rilassare la pasta, per i calzoni arrotondate leggermente le palline e schiacciate al momento di formare. Il risultato così sarà più soffice.

Il forno va alla temperatura di circa 220°, ma nel mio forno che scalda moltissimo sono stati sufficienti 200°. Cottura per circa 15 minuti, fino a leggera doratura.


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lunedì 16 febbraio 2015

Tortine al limone con soli albumi e senza lattosio: facilissime e leggere

Un dolce molto profumato ma leggero, preparato con soli albumi, sensa lattosio e con pochi grassi. Risultato sofficissimo per delle tortine deliziose, sia per gli allergici che per chi vuole rimanere in forma!

tortine al limone con soli albumi e senza lattosio

Sono partita da una base quattro quarti a cui ho fatto delle sostituizioni: l'olio sostituisce il burro (con le dovute proporzioni) e ho usato solo gli albumi. Non c'è latte, ma acqua e limoncello. Insomma, pochi ingredienti ed il gioco è fatto!

 tortine di soli albumi (senza lattosio)

ingredienti

  • 150gr di albumi (circa 3)
  • 100gr di acqua + 50 gr di limoncello
  • 150gr di farina debole (00 per dolci)
  • 150gr di zucchero semolato
  • 100gr di olio di semi di girasole
  • 8gr di lievito per dolci
  • scorza di 1 limone piccolo
preparazione

Ho montato gli albumi a neve fermissima e messo da parte (se siete in un ambiente caldo mettete in frigo).

Ho mescolato lo zucchero con l'olio, l'acqua e il limoncello.

Ho setacciato la farina con il lievito e l'ho aggiunta al composto precedente.

Intanto ho preriscaldato il forno a 175°.

Ho incorporato gli albumi al composto con una spatola, con movimenti dall'alto verso il basso, senza smontarli.

Ho versato in 18 stampini in silicone monoporzione e ho cotto per circa 15 minuti (dipende dal vostro forno) facendo la prova stecchino.

Per mantenere la loro sofficità non devono cuocere troppo a lungo ma rimanere un po' umidi; una cottura troppo prolungata li renderà gommosi, ed il perché è presto detto: sono gli albumi che, quando sottoposti ad una temperatura troppo elevata, formano un reticolo proteico più fitto e perdono acqua.

Lo stecchino dovrà comunque uscire perfettamente asciutto, quindi la cottura andrà controllata a vista negli ultimi minuti. Il colore associato alla consistenza perfetta è quello che vedete in foto.

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mercoledì 30 luglio 2014

Polpette di melanzana speziate alla cannella e noce moscata : ricettasiciliana

Un antipasto tutto siculo, quello delle polpette di melanzane speziate, ma anche un finger food e un ottima scelta per un aperitivo rinforzato, come quelli che facciamo sull'isoletta, mentre siamo in vacanza, in attesa che il Kettle cuocia la cena!



Benvenuti al tempo delle brutte foto fatte col cellulare, quando i piatti vanno a ruba e non ti danno il tempo di metterli in posa! Fa niente, sono troppo buone per non condividerle, e sono una delle tante varianti (che potrebbe non rimanere la sola su questo blog, dato che intendo rifarle!) delle polpette di melanzana, che non solo adoro, ma che sto cercando di perfezionare.

La versione classica non prevede le spezie e include invece aglio e menta.

Quella di oggi ha l'aria di una ricetta molto moderna ed esotica, ma al contrario ha origini antiche: appartiene a vecchi ricettari di cucina siciliana. Sono polpettine una-tira-l'altra davvero irresistibili, soprattutto per chi come me ama il sapore delle spezie.

E' incredibile come la cannella si sposi bene con un piatto salato, la noce moscata dà profondità al gusto mentre la menta lo rinfresca. Insomma, queste polpettine mi piacciono molto!

ingredienti
  • 2 melanzane
  • 3 uova medie
  • sale e pepe, q.b.
  • un pizzico di cannella
  • un pizzico di noce moscata
  • menta tritata, qualche foglia
  • pangrattato q.b. per ottenere una giusta consistenza
  • olio per friggere
preparazione

Infornare le melanzane intere per circa 20 minuti: dovranno essere morbide ma non troppo cotte.

Tagliarle a pezzi e metterle a scolare in uno scolapasta con un peso sopra (un coperchio e qualcosa che le schiacci) in modo che perdano tutta l'acqua. Se necessario lasciarle a scolare per un'intera notte.

Una volta scolate, tagliare le melanzane al coltello, in purea finissima, e mescolarle alle uova sbattute e agli altri ingredienti.
Con le spezie non è necessario abbondare, ne basterà pochissimo per sprigionare un profumo gradevole.

Friggere quindi in olio caldissimo e profondo, per pochi minuti, e porre su carta assorbente.
Servire calde.

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martedì 13 maggio 2014

Brioche siciliana (col tuppo o senza) da gelato: ricetta con lievito naturale secco o con altri tipi di lievito

Oggi vi racconto delle brioches che qui in Sicilia serviamo col gelato. Sono soffici ma compatte. Sono ottime per tutti gli usi, ed una festa per il palato. Ricetta della mia amica Alessandra (realizzata e pubblicata il 13/08/13 su questo blog, ma che oggi sono costretta a recuperare per una corruzione del file che non fa più visualizzare il post).
Si prestano sia alla facitura dolce che salata. Dato l'enorme successo della ricetta, l'ho replicata con diversi tipi di grasso (burro, strutto, ed anche solo olio). Ho inserito anche le dosi per utilizzare lievito di birra fresco o pasta madre.

Brioche palermitane con strutto


Alessandra mi dice: "ho fatto le brioche, le provi anche tu e mi dici che ne pensi?"
Io penso: "io??? E che son brava come te?!?"
Però le faccio.


Le faccio come posso (da Alessandra la ricetta originale, senza le mie piccolissime modifiche), in questa isoletta caldissima, umida e ricca di salsedine, con un forno che non mi aiuta, ma con tanta buona volontà.
Sudo, mi impegno, a cominciare dalla possibilità di reperire gli ingredienti, ché qui in vacanza le farine arrivano col carico del martedì, e se te le perdi son fatti tuoi.

Brioche palermitane con strutto


Insomma, arrivo fino alla fine, arrivo fino a questo risultato paradisiaco: sono nuvolette profumate e fragranti. Come resistere? La marmellata mi chiama. La dieta vacilla. Ma l'anima sale fino in paradiso.

versione salata: merenda per bimbi, con formaggio spalmabile


ingredienti
  • 320 gr di farina Manitoba
  • 150 gr di farina 0
  • 50gr di farina di riso,
    (in totale sono 520gr di farina, modificando il tipo di farina cambia il risultato)
  • 80 gr di zucchero
  • 85 gr di burro (potete sostituirne una parte a tutto con strutto o olio. Ricordate che per l'olio va usato il 20% in meno)
  • 8 gr di sale
  • 15 gr di lievito madre secco (oppure 7gr di lievito di birra fresco)
  • 230 gr di latte di soia
  • uova 2
  • la buccia di una arancia e un limone grattugiati (omessa nella versione per salati)
per spennellare
  • qualche cucchiaio di latte
Per utilizzare la pasta madre solida:
  • 220 gr di Manitoba
  • 100 gr di farina 0
  • 50 gr di farina di riso
  • 150 gr di pasta madre rinfrescata due o tre volte
  • 180/200 gr di latte di soia (a seconda di quanto assorbe la farina)
il resto degli ingredienti rimane invariato.

Due parole sul latte di soia: la soia contiene lecitina, una sostanza che permette di  aumentare la conservazione del prodotto, migliora la crosta nel pane ed il suo colorito negli altri impasti, rendendo l'aveolatura omogenea. In particolare, negli impasti con una buona percentuale di grassi migliora l'estensibilità, il tutto a favore di un prodotto più soffice.
Potete non usare il latte di soia, sostituendolo con il tipo di latte che preferite, ma il risultato non sarà lo stesso: come suggerisce il buon senso, in cucina ad ogni variazione corrisponde un risultato diverso.

preparazione

Inserite nella planetaria le farine precedentemente mescolate, tenendone una piccola parte che userete successivamente per incordare.
Aggiungete il lievito, inserite la frusta K, date due giri e versate  il latte di soia, iniziando a impastare  a bassa velocità.

[Il lievito madre si scioglierà invece in metà del latte di soia]

Appena tutto sarà ben amalgamato iniziate a inserire un terzo delle uova (che avrete leggermente sbattuto con una forchetta), metà dello zucchero e un cucchiaio di farina che avevate tenuto da parte.

Ad ogni inserimento fate incordare, quindi inserite ancora un terzo di uova, il restante zucchero e un’altro cucchiaio di farina, e fate incordare ancora per tre volte.

A questo punto unite il sale e tutta la farina, e fate incordare di nuovo.

Continuate a lavorare portando la velocità lentamente a 1, e lavorate l’impasto fino a che si stacca bene dalla ciotola e resta aggrappato alla frusta K.

Adesso potrete inserire la scorza grattugiata degli agrumi, quindi il burro a piccoli pezzi (aspettate che il burro già messo venga assorbito bene prima di inserirne ancora, fate inserimenti lenti e distanziati). Continuate così fino a finire tutto il burro. Per ultimo unito il sale.

Quando l’impasto non si attacca più alle pareti della ciotola cambiate la frusta e mettete il gancio.

Adesso vi tocca incordare fino a che l’impasto si aggrappa a questo gancio lasciando competamente pulita la ciotola della planetaria. Sia io che Alessandra ci abbiamo messo circa 40 minuti.

Mettete l’impasto su un piano infarinato formate a palla e trasferite in un contenitore stretto e lungo, chiuso con pellicola, e fate lievitare fino al raddoppio.
Io, con questo caldo e queste condizioni climatiche, ho impiegato appena un'ora, ma questa è ovviamente un'indicazione assolutamente variabile e soggettiva.

Brioche palermitane con strutto

Riprendete l’impasto mettete nel piano infarinato e fate delle pieghe del secondo tipo, date una forma tonda e ricoprite con la ciotola in cui avete fatto lievitare l’impasto, e lasciate cosi per circa 30 minuti.

Riprendete l’impasto e dividete in pezzi: se volete farle "col tuppo", di circa 70 grammi e altrettanti pezzi da 30 gr. Schiacciate un pò le palline di pasta più grande e con le dita fate spazio al centro in modo da posizionarvi la pallina di pasta più piccola.
Se invece volete farle semplici, dividetele in pezzature da 80-100g.



Appoggiate su una teglia ricoperta di carta forno, ben distanziate. Coprite con un velo di farina e un panno di cotone, e rimettete a lievitare fino al raddoppio.
Quando saranno pronte spennellate col latte e infornate a 170° per 20 minuti (quando sono dorate sono pronte). Sfornate e trasferite su una gratella a raffreddare.


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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

venerdì 21 marzo 2014

Focaccia "tutta buchi" all'olio d'oliva e patate, con germe di grano e lievito madre secco

Una focaccia-tutta-buchi, come potete notare dalle foto, molto soffice e versatile. Si accompagna bene ad affettati e formaggi, potete cuocerla con pomodoro o fettine sottilissime di patate, va bene come spuntino fuori casa, per un pic-nic, come piatto unico che accompagna le verdure fresche, o su un buffet.  Fate voi (ma fatela!).

Focaccia all'olio d'oliva, patate e germe di grano

La mia bimba impazzisce per la focaccia. Lei ama tutti gli impasti morbidi, non per nulla la chiamiamo Brioscina, e le brioche sono l'impasto che sforno più spesso.
Quindi la focaccia simil-pugliese (coi pomodori in puglia, dato che non sono in questo piatto!) non potevo perdermela.

Focaccia all'olio d'oliva, patate e germe di grano

In realtà di focacce ne preparo tante (come ho spiegato sopra) ma questa me l'ha ispirata Gaia (che io semplicemente adoro) che l'ha preparata con pasta madre.
Brioscina non gradisce i pomodori (almeno in questo momento e sulla focaccia), quindi versione semplice, sale & olio.

Focaccia all'olio d'oliva, patate e germe di grano

Devo dirvi altro?
Io ad impastare mi diverto moltissimo. A volte mi butto troppo giù, nella mia convinzione di essere ancora all'ultimo gradino della scala degli apprendisti, ma talvolta qualcosa di buono la combino pure io. Suvvia.

Enjoy, e buona focaccia,
Mela

Focaccia all'olio d'oliva, patate e germe di grano

ingredienti

Per una focaccia 26-28cm di diametro 
  • 144gr di semola rimacinata di grano duro
  • 188gr di farina 0 per pizza
  • 60gr di patata già sbucciata e cotta (oppure 12gr di fiocchi di patate per purè+20gr di acqua)
  • 1 cucchiaino da te abbondante di germe di grano
  • 285gr di acqua
  • 7gr di lievito di birra fresco oppure 14gr di lievito madre secco
  • 3 cucchiai di olio exravergino d'oliva
  • 6gr di sale
preparazione

Sbucciate e lessate la patata.
Mescolate le due farine nella ciotola dell'impastatrice insieme al lievito madre secco.
Se usate quello fresco, scioglietelo in una piccola parte di acqua appena tiepida e aggiungetelo alla farina.

Schiacciate ora la patata e aggiungetela alle farine.
Avviate col gancio K (la foglia) e mescolate a bassa velocità.

Se è inverno, intiepidite l'acqua e versatela a filo, portando la velocità a 1-1,5 del kenwood.
Unitela poco alla volta in modo che le farine possano assorbirla completamente.
Prima della fine dell'acqua unite il sale spargendolo sull'impasto (non tutto in un solo punto).

Incordato questo impasto, unite l'olio a filo e incordate di nuovo (l'impasto dovrà risultare attaccato al gancio, la ciotola ben pulita sia sul fondo che slle pareti, e la consistenza sarà compatta ed elastica, e liscia alla "faccia").

Mettete in una ciocola appena unita d'olio a raddoppiare di volume, in un luogo tiepido, coprendo con pellicola trasparente il bordo della ciotola.
Segnate il livello perché non potete calcolare il tempo necessario, ma sarà pronto solo quando avrà raggiunto il doppio del suo volume (cosa che dipende dalla temperatura ambiente).

A questo punto trasferite l'impasto sulla spianatoia e date un giro di pieghe a tre (allargate a quadrato e ripiegate ogni terzo verso il centro). Arrotondate e lasciate riposare circa 20 minuti.

Disponete in una teglia dal diametro di 26-28cm, che avrete prima rivestito di cartaforno, cercando di allargare l'impasto da sotto verso i bordi, senza schiacciare dall'alto verso il basso (immaginate di lavorare sulla superficie inferiore della focaccia, quella a contatto con la teglia, e non con quella superiore che è a vista).

Lasciate riposare in forno spento per circa un'ora (io ho sigillato la superficie della teglia con pellicola per non far seccare l'impasto). Quindi tirate fuori, accendete il forno a 200° (io forno statico) e spennellate la focaccia con una mistura di abbondante olio d'oliva e poca acqua. Aggiungete una spolverata di sale grosso e aromi a vostra scelta (origano, rosmarino).

Potete schiacciare con un dito per avere l'effetto "superficie ondulata".
Cuocete per circa un'ora.



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giovedì 13 marzo 2014

Taralli salati per l'aperitivo (con lievito di birra e farina di mandorle)

La versione con lievito di birra dei miei ormai famosi salatini, dedicata a chi non ha tempo di curare il lievito madre ma ha voglia di preparare qualcosa da sgranocchiare per l'aperitivo.

taralli (salatini)

Ricordate i miei salatini preparati con gli scarti del lievito madre? Beh, li faccio una o due volte a settimana, e vanno a ruba. Ormai li preparo in infinite versioni. Ma molti di voi continuvano a chiedermi come fare a prepararli senza partire dagli scarti della pasta madre. E allora mi son data da fare (son sacrifici, eh!) e ho fatto qualche tentativo.

Questa è una ricettina abbastanza sfiziosa che ho provato sia con la farina di mandorle che senza. Anche qui le varianti possono essere tante, a seconda degli aromi che scegliete e delle forme che gli date. Un'unica controindicazione: non smetterete finché non vedrete il fondo!

taralli (salatini)


E non è tutto. E' con un certo orgoglio che dichiaro pubblicamente la paternità di questa seconda foto: il personale punto di vista di Bry, la nostra piccola quattrenne, che si è impossessata di reflex e cavalletto realizzando tanti bellissimi scatti, tra cui quello che anche voi potete ammirare.
Più brava di me, se non in tecnica quantomeno in carattere e personalità.

Enjoy,
Mela.

  
ingredienti
  • 250gr di farina di semola o integrale
  • 100gr di mandorle con la pellicina tritate in farina
  • 100/125gr di acqua
  • 8gr di lievito di birra fresco oppure 16 gr di lievito madre secco
  • 50gr di strutto
  • 1 cucchiaino di aroma a piacere (pepe, origano, semi di finocchio, cipolla disidratata, peperoncino...)
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1 cucchiaino raso di malto d'orzo (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di germe di grano (facoltativo) 

preparazione

Disponete la farina a fontana.

Versatevi dentro le mandorle ridotte in farina, l'aroma che avete scelto (io solitamente origano e semi di finocchio), il malto e il germe di grano.

Versate l'acqua, poco alla volta, e cominciate a sciogliervi il lievito sbriciolato.
Ora dovete impastare: prima che l'impasto si compatti del tutto unite il sale.

Dovrete ottenere una palla soda e compatta, facilmente malleabile e non appiccicosa (regolate la quantità di acqua in base all'assorbimento della farina).

Lasciate riposare circa un'ora in luogo tiepido, in un contenitore ermetico o sigillato co npellicola da cucina, quindi cominciate a suddividere l'impasto in tanti cordoncini.

Da questi ricaverete la forma dei taralli, attorcigliandoli intorno alle vostre dita.

Disponete ben distanziati in teglia, quindi infornate a 200° per 10-20 minuti, la doratura vi indicherà che sono pronti. Appena sfornati sono un po' morbidi ma diventano più croccanti man mano che si raffreddano.



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