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sabato 18 marzo 2017

Melo, malus domestica, famiglia rosacee

Il melo è un piccolo albero deciduo di 5-12 metri di altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicale superficiale.

Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, leggermente seghettate, con apice acuto e base arrotondata, di 5-12 centimetri di lunghezza e 3–6 cm di larghezza, glabre superiormente e con una certa tomentosità sulla pagina inferiore. Il picciolo è lungo 2–5 cm.

I fiori sono ermafroditi di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, a simmetria pentamera. Hanno una corolla composta da 5 petali e sono larghi 2,5-3,5 cm e ovario infero. Sono riuniti in infiorescenze a corimbo, in numero di 3-7. La fioritura si svolge in primavera, simultaneamente al germogliamento. L'impollinazione è entomofila.

Il frutto, detto pomo o mela comunemente, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all'ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma globosa, generalmente di 5–9 cm di diametro, prima verde e a maturazione, estivo-autunnale, con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall'accrescimento dell'ovario è in realtà costituito dal torsolo, di consistenza più coriacea rispetto alla polpa.

Il pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi.
(fonte: Wikipedia)


Melo (malus domestica)

Da questa foto si capisce perfettamente perché la famiglia si chiami "Rosacee": avere un melo davanti casa è come avere delle rose.
E lui è il mio amato melo, salvato dalla muraglia di rovi che poco più di un paio di anni fa invadeva tutto (e con la quale lottiamo ancora oggi), fotografato mille volte con la dicitura " Bello in tutte le stagioni ", se ricordate, e da me amato per la sua forma cespugliosa.

melo e pioggia

Pur senza fiori e creduto sterile, seduta ai suoi piedi lo amavo e veneravo così, semplicemente per ciò che era. Toglierlo? Solo perché era un melo senza mele?? Mai!!!

Davanti a lui mi siedo per fare meditazione.
Davanti a lui, da ragazzina, mi sedevo a leggere i miei libri e a mangiare le mele (un tempo piccole e rosse).
E oggi, con mia grande sorpresa, lo trovo così, inaspettatamente ricoperto di fiori, fiori che non faceva più e che nei due anni precedenti si erano limitati a DUE. Due fiori. E guardatelo oggi...
Ci ha messo anni: anni di crescita, di ripresa delle forze, di silenzioso invisibile lavoro.
A volte può sembrare così scontata una fioritura… Ma altre sembra davvero un miracolo, e per me una ricompensa.
#vitaSuiMonti
#stories

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giovedì 2 marzo 2017

Allium triquetrum: io, folle, scommetto.

Allium triquetrum, famiglia Amaryllidaceae, genere Allium, specie Triquetrum, nome comune: aglio selvatico o aglio angolare. Specie commestibile officinale.

allium  

Circa un anno fa ho fatto un corso che ha cambiato molte cose nella mia vita.
Mi ha insegnato a riconoscere alcune piante, poche rispetto a quanto vorrei e dovrei, ma tante rispetto al poco che sapevo.

Questo corso ha cambiato la mia #vitaSuiMonti avvalorando le mie idee sull'importanza della tutela della biodiversità.
Ha "iniziato" mio marito al magico mondo della botanica. Ci ha unito in una passione che non sapevamo di avere così forte e in comune.
Certo, è il caso di dirlo, nulla attecchisce se il substrato non è quello adatto: eravamo pronti ad aprirci a questo, e per quanto la nostra ignoranza sia ancora sconfinata, eravamo desiderosi di prendere questa direzione.
Adesso ci sentiamo come quelli che "eravamo ciechi, adesso ci vediamo".

A quel corso ci furono mostrate alcune piante dal vivo a scopo esemplificativo per impararne il riconoscimento. Io (che da allora nutro un'insana passione per le liliacee) non sono riuscita a tollerare l'idea che quelle piante giacessero sul tavolo, "esangui", e a fine corso fossero semplicemente buttate via.

Ho portato con me alcune di loro nella speranza di farle "allivisciri" ( come diceva mia nonna di piante un po' mosce e bisognose di acqua per tornare in sesto).
Alcune erano annuali e dopo essere attecchite hanno terminato il loro ciclo di vita. Altre, come queste bulbose, mi allietano ancora con la loro compagnia.

Aglio selvatico  (così comune, banale, chi mai salverebbe un aglio con amore? È solo un allium!), semplice ma bellissimo.
Sparito in estate, riapparso in inverno, ora pronto a regalarmi un'altra fioritura. Non è stato strappato invano, spero.

Nella mia vita molte cose vanno così: scommetto laddove gli altri non vedono nulla.
"Che fai, piangi?" Scommetto. "Vuoi salvarlo?" Scommetto. "Credi che valga qualcosa?" Scommetto.
"Cambierà?" Scommetto. "Pensi di farcela?" Scommetto.
"Ma io non vedo nulla, su cosa scommetti?"
È quel niente che, quando fiorisce, mi fa sentire la persona più ricca dell'universo: l'essenziale è invisibile agli occhi.
Abbiate cura, quindi, delle cose in cui scegliete di riporre speranze e valori.



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