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mercoledì 24 aprile 2013

Calzoni al forno: i panzerotti con pasta madre (ricetta facile, risultato sofficissimo)

Questi calzoni al forno  sono dei panini briosciati sofficissimi, con un ripieno semplice di prosciutto e formaggio, che possono però essere farciti con qualsiasi cosa vogliate. Sono molto buoni, facili da impastare, e si conservano (pur perdendo un pò di sofficità ma restando gradevoli) fino a due settimane: garantito.

calzoni al forno con lievito madre

Non credo ci possa essere per me niente di più desiderabile che passare il tempo ad impastare. Non è solo un'esperienza sensoriale, è anche un nuovo modo di vedere la vita.
Da quando impasto, ci sono cose che non mi piace più comprare: non hanno il sapore di prima, non ci trovo gusto, non sono buone come me le ricordavo.
E' un'esperienza che appartiene un pò a tutto il fai-da-te cui ultimamente mi sto dedicando, ed avere una cucina su misura, perfettamente corrispondente al mio gusto, senza che io mi debba adattare a quel che è fatto da altri, è una gran cosa.
E in più, so cosa ci metto: sono io che scelgo gli ingredienti, non per risparmiare certo, ma quantomeno per evitare a me e alla mia famiglia una dose, se pur piccola, di conservanti e additivi.

calzoni al forno con lievito madre

Si vede quanto sono soffici? Su questa tovaglia a quadretti rossi ci abbiamo fatto un picnic in campagna, portandoceli dietro nonostante fossero stati sfornati da più di un giorno. E' sufficiente conservarli bene avvolti in carta d'alluminio, e poi in un contenitore ermetico.

calzoni al forno con lievito madre

L'impasto si gestisce con molta facilità : pur essendo gustoso e saporito, non presenta difficoltà e la macchina lo lavora in breve tempo. I grandi lo divoreranno, i piccoli lo adoreranno per questa sua sofficità. 
Come prima volta l'ho preparato molto semplicemente, ma può essere arricchito con semi di sesamo in superficie, e con altri condimenti nella farcia.
L'ho adorato così tanto che ho pensato di farne qualsiasi cosa: dalla focaccia alle olive alla pizza bianca. E perché no, anche delle piccole brioche salate.
Insomma, me ne sono innamorata da subito. E credetemi, lo amerete anche voi.

calzoni al forno con lievito madre
ingredienti

Dose per circa 10 pezzi
Per l’impasto (ricetta di Fables de Sucre)
  • 500 gr di farina di forza (manitoba)
  • 150 gr di lievito naturale (rinfrescato due giorni prima)
  • 275 gr di acqua
  • 60 gr di uova (uno medio)
  • 25 gr di zucchero semolato
  • 25 gr di formaggio stagionato grattugiato
  • 75 gr di burro
  • 10 gr di sale
  • un pizzico di bicarbonato
Per chi desidera usare il lievito di birra:
  • 9 gr di lievito di birra fresco o 4gr di lievito di birra secco
  • 600 gr di farina
  • 330g di acqua
Il resto come da ricetta.
preparazione

Preparare tutti gli ingredienti in anticipo.

Impastare nella planetaria con gancio a spierale la farina insieme con l’acqua, il lievito, l'uovo intero leggermente sbattuto, lo zucchero e il formaggio grattugiato, fino a quando non si avrà un impasto omogeneo e ben incordato, che resta aggrappato al gancio.
Aggiungere quindi il sale e il burro a pomata ( 25°C ). Il burro tedesco può essere tirato fuori poco prima e spatolato un pò prima di essere aggiunto, quello italiano no.

Aggiungere il burro a piccolissimi pezzi senza aggiungere il successivo prima che l'impasto non abbia assorbito il precedente, e continuare fino a quando l’impasto non sarà liscio ed elastico. 
Io ho incordato in circa 15 minuti (poco meno dalla fine dell'inserimento del burro).
Riporlo in una ciotola leggermente oliata, coprirlo con pellicola, e dopo averlo lasciato a lievitare un'oretta a temperatura ambiente, conservarlo in frigorifero per almeno 12 ore (alla fine dovrà essere raddoppiato di volume).

Al mattino prendete l’impasto dal frigo e prima di formare i panzerotti, lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d’ore. Nel frattempo preparate il ripieno: scegliete ingredienti asciutti che non inzuppino l'impasto, ed eventualmente formaggi o verdure ben strizzati.

Passate le due ore a temperatura ambiente, spolverate  il piano di lavoro con della farina e stendete l’impasto ad uno spessore di 1 cm circa. Tagliate dei dischi di pasta della misura che preferite. Io ho usato una ciotola  da latte. 

Poggiate su mezzo lato del cerchio il vostro ripieno e richiudete a mezza luna. Con i rebbi di una forchetta o con le dita sigillate bene.

Man mano che li confezionate, disponete i panzerotti su una leccarda o su una teglia bassa ricoperta con carta da forno (io ho usato anche una teglia da biscotti), ben distanziati fra loro perché lieviteranno ancora.

Lasciate lievitare in forno spento con lampadina accesa. Ci vorrà un tempo che dipende dalla temperatura ambiente, io ho atteso 5 ore.

Uscite le teglie dal forno e portate la temperatura a 175°, nel frattempo spennellate con dell’olio extra vergine i calzoni avendo cura di passare il pennello su tutta la superficie. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura desiderata infornate per 20/25 minuti circa, fino a doratuta. Servite caldi.


© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

lunedì 22 aprile 2013

Crackers al burro con scarti di lievito madre: ricetta delle sorelle Simili

Alla ricerca del crackers sfogliato, mi sono imbattuta in questa ricetta di crackers al burro a lievitazione naturale. Sono molto più buoni dei crackers con scarti di pasta madre, grazie alla presenza del burro, ma mi riservo di provare qualche altra ricetta per arrivare ad un risultato ancora più friabile, ancora più goloso.

Crackers al burro con lievito madre

Inizio la settimana proprio così, raccontandovi di quanto è soddisfacente per me poter preparare in casa la merenda per mia figlia. Molte mamme mi chiedono come faccio, o se questo è il mio lavoro. No, non lo è affatto, anzi nella vita di tutti i giorni mi occupo di tutt'altro. E come tanti, sono sola in casa con una bimba piccola per la maggior parte del tempo, quindi sperimento la "frustrazione" di avere il desiderio di cucinare, impastare, sperimentare, e ritrovarmi spesso con le mani in mano perché è passata l'ora.

Prima di mettermi con le mani in pasta devo ovviamente dare la precedenza al lavoro, alla casa, alla bimba. E certe preparazioni, soprattutto coi lievitati (anche se non è questo il caso, perché i crackers sono davvero semplicissimi!), hanno i loro tempi, le loro ore di lievitazione, e richiedono un'organizzazione non indifferente se non vuoi trovarti a notte fonda a "covare" una palla di impasto.

Ed io sono una che la notte vuole dormire: dormo pochissimo (se navigate tra le mie pagine Facebook lo sapete...) ma quelle ore sono per questo in-di-spen-sa-bi-li, di quelle che se ne facessi a meno... morirei. Si può vivere senza dormire? Se siete mamme conoscete la risposta.

Detto questo, passo i giorni a fare i conti, più che a cucinare. Grammature, calcoli, tabelle di marica per incastrare la "cucinata" con gli impegni quotidiani. E nove volte su dieci non se ne fa niente. Voi qui vedete il risultato finale, ma spesso è tutto il contrario di quel che sembra.

Lo so, qualcuno penserà che sono pazza a sprecare tanta energia in quest'attività: potrei entrare in un supermercato ed avere molto e di più in un infinitesimo di tempo.
Sapete cosa rispondo sempre? Se vi fa stare bene, fatelo. Non esiste un'unica via per essere "felici", e per me lavorare a queste cose è come dipingere, cucire, andare a correre, fare danza, tutte attività che non riuscirei a concepire su me stessa, ma che apprezzo quando negli altri diventano passione.

Nel mondo di oggi è importante costruirsi una felicità su misura, che ci aiuti a stare bene e a farci sentire padroni delle nostre scelte, laddove l'incertezza della modernità non ci consente di scegliere la vita che facciamo.
Ma esiste sempre uno spazio, anche infinitesimale, nel quale dobbiamo essere consapevoli di quel che vogliamo e di come lo vogliamo. Dobbiamo coltivare la nostra passione.
E le passioni, si sa, sono sempre un pò folli.

crackers al burro con lievito madre


Ah, a proposito... questi crackers, specialmente se prima della cottura li spolverizzate con sale grosso, piacciono proprio a tutti: vedete?
Buon inizio settimana!


Crackers al burro con lievito madre

ingredienti
  • 250g di lievito madre 
  • 100g di acqua
  • 75 g di burro morbido (o 50g di burro + 25g di strutto)
  • 208 g di farina di semola
  • 50 g di semi di sesamo, papavero oppure erbe tritate (facoltativo)
  • 8g di di sale (1 cucchiaino raso + 1/2)
preparazione

Impastare nel kenwood con il gancio a foglia la pasta madre con l'acqua leggermente tiepida (oppure fare la fontana con la farina sul tavolo, mettere al centro il lievito a pezzetti).

Quando si è sciolta, montare il gancio e unire la farina in un solo colpo, il sale, il burro morbido a piccoli pezzi e gradualmente mentre è in movimento.

Impastare per circa 10 minuti.

Fare lievitare 3-4 ore (l'impasto dovrà crescere di volume quasi fino al raddoppio -vedi penultima foto-, saranno quindi di più col freddo, di meno col caldo).

Tirare una sfoglia molto sottile, tagliarla con un tagliapasta e bucarla coi rebbi della forchetta.

Infornare a 190° per circa 10 minuti.

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venerdì 19 aprile 2013

Merendine di pasta brioche, simil flauti al cioccolato: ricetta con lievito naturale

Vi presento delle piccole brioche di pasta madre, con una golosa farcitura al cioccolato (o alla marmellata), che imitano i flauti del mulino bianco. Secondo me solo nella forma, perché nel sapore e nella consistenza sono molto più buone.

brioche tipo "flauti" al cioccolato

La voglia di brioche nasce nel cuore. Non nello stomaco o nella bocca.
E' un desiderio di affetto, di morbidezza, di calore. E' un dolce non stucchevole, che ti avvolge e ti coccola. Se poi leggi di qualcuno che fa le brioche con la marmellata di arance fatta in casa, allora diventa un dolce sogno.

brioche tipo "flauti" al cioccolato

Io per me le avrei fatte così, con la marmellata di arance. Ma siccome sono la merenda per la scuola, e a Bry piace tanto il cioccolato, ho scelto di riciclare in questo modo gli avanzi dell'uovo di pasqua. Lo so cosa penserete: non c'era un modo più semplice per far fuori le scorte di cioccolato? Ovvio che sì, ma noi quest'anno ricicliamo così!

Un altro motivo è che il cioccolato è solido, la marmellata no: essendo alla mia prima esperienza di brioche farcite, ho deciso di non correre troppi rischi. Tanto la dieta oggi non mi consente il dolce, quindi me la riservo per la prossima, ed intanto faccio pratica.

brioche tipo "flauti" al cioccolato


Ci tengo a dire che questo non è un impasto difficile.
Tuttavia, per dovere di cronaca, vi racconto un paio di errori che mi hanno fatto raddoppiare il tempo per incordare, e che ho corretto solo dopo un certo numero di volte che ho provato e riprovato i flauti.

Il primo riguarda il peso delle uova: quando non corrisponde a quello indicato può influire sull'idratazione della ricetta, variandone l'esecuzione.

Il secondo riguarda la temperatura (sia degli ingredienti che della stanza in cui impastate): quando il burro (rigorosamente bavarese), viene tirato fuori dal frigo all'inizio della ricetta e fa i conti con una temperatura troppo alta (in questi giorni siamo quasi a 30° anche se è solo Aprile) è più difficile da inserire nell'impasto e richiede più tempo per l'incordatura.

C'è dell'altro: essendo una novellina utilizzatrice di Kenwood, non ho indovinato la corretta velocità per impastare (troppo alta, quando invece deve mantenersi -Alessandra docet- intorno a 2). Ecco la ragione per cui l'impasto si è riscaldato un pò, ed io ho impiegato un'enormità ad incordare. In questo caso si ferma l'impastatrice e si mette in frigo per un po'.

Quindi, se siete al sud e fa caldo, provate a tirar fuori il burro all'ultimo momento e aggiungetelo quasi freddo. E tenetevi su una bassa velocità di lavoro con la macchina, per incordare a dovere.

Mi sono divertita tantissimo a prepararli, anche se ho dovuto provare più volte per scovare quelle piccole imperfezioni che non rendevano il risultato finale uguale a quello di Alessandra. Ma è normale, con gli impasti lievitati (a meno che non sei già al livello di Alessandra!) non si può dire "lo so fare" dopo una sola prova, giusto? Giusto.

Per il resto, sbattere contro umiltà, pazienza, capacità di attendere, sono gli esercizi per me più importanti. Gli impasti ti insegnano ad essere umile e ad affidarti a qualcosa che non puoi controllare. Per me che ho alle spalle una storia opposta, questo è davvero un presente nuovo.
E così mi abbandono alla Vita che ha le sue regole, e che non sempre la ragione piò afferrare, lasciando a noi l'ineluttabile compito di fare quel piccolo salto nell'ignoto e abbandonarci a quel che deve essere. Quanto inutili, a volte, i nostri affanni. Quanto è bello andare a letto a sera tardi, molto stanchi, ma soddisfatti per aver impastato e lievitato.

ingredienti

Ricetta di MammaPapera
  • 350 g di farina (metà manitoba e metà 00) 
  • 125 g di acqua 
  • 125 g di latte di soia 
  • 150 gr di pasta madre rinfrescata (la mia al mattino)
  • 150 g di zucchero 
  • 70 g diburro bavarese
  • 10 g di miele 
  • 75 g di uova (1 uovo + 1 tuorlo) 
  • 8 g di sale 
  • la buccia grattugiata di una arancia
Per spennellare:
  • 1 uovo
  • latte
  • un pizzico di sale
 Per il ripieno:
  • avanzi di uovo di pasqua o cioccolato da voi gradito
preparazione

Ho iniziato nel primo pomeriggio.
Ho rinfrescato la pasta madre al mattino verso le 10, è triplicata in tre ore, l'ho lasciata a temperatura ambiente fino al suo utilizzo.

Pesate in anticipo tutti gli ingredienti e teneteli accanto a voi. Se fa caldo non tirate fuori il burro dal frigo se non quando sarà necessario.


Ho preso la quantità che mi serviva di lievito madre, l'ho sfiocchettato nella ciotola della planetaria in cui avevo messo l'acqua e il latte di soia lievemente scaldati ma non caldi, senza compattarla troppo (si scioglierà meglio).

Ho montato la foglia e ho dato un pò di giri per mescolarla il più possibile a velocità minima.

Ho aggiunto le farine setacciate in un sol colpo, tenendone da parte meno di un terzo per l'incordatura successiva.
Dopo una mescolata ho aggiunto il gancio e ho cominciato ad incordare (l'impasto dev'essere compatto e aggrappato al gancio).

Sbattete leggermente l'uovo e tenetelo pronto insieme allo zucchero e alla farina.
Ho continuato unendo l'uovo in tre volte, seguito repentinamente dallo zucchero e da un pò di farina.
Per ogni inserimento l'impasto deve prima assorbire il quantitativo precedente. Uovo e zucchero devono esaurirsi contemporaneamente, potete invece tenere ancora un pò di farina da parte, se ne avete a sufficienza per incordare.

Ho aspettato che l'impasto fosse completamente incordato, lucido e aggrappato al gancio.
Ho preso il burro, l'ho fatto a piccolissimi pezzi, ed l'ho unito un pezzo alla volta aspettando che l'impasto lo assorba. Ho lasciato lavorare ad alta velocità per incordare meglio.

Per l'incordatura totale saranno necessari circa 30 minuti, io ho impiegato più di un'ora probabilmente perché faceva molto caldo ed ho erroneamente inserito del burro troppo morbido (col burro bavarese meglio lavorare a temperature più fredde). Altra ipotesi può essere la capacità di assorbimento della farina: la prossima volta farò più attenzione per verificare.

Se necessario, fermate la macchina e ribaltate l'impasto nella ciotola con l'aiuto dell'apposita spatola, per amalgamare bene quello che è sul fondo con quello in superficie. In caso di difficoltà -come nel mio caso- valutate la possibilità di finire di impastare a mano.

A questo punto ho ribaltato l'impasto sulla spianatoia lievemente infarinata, ho dato un giro di pieghe, ho formato a palla e arrotondato.
Ho messo in una ciotola appena unta di olio, coperta da pellicola, e ho messo a lievitare in posto caldo fino al raddoppio (per me quasi 4 ore, ma col sennno di poi, per questa volta avrei aspettato anche di più). Va bene il forno spento con lampadina accesa, o avvolto in una coperta con la borsa dell'acqua calda.


Brioche soffici simil "flauti"


Trascorso questo tempo, ho steso l'impasto sulla spianatoia e dato un giro di pieghe del tipo 2 (fate un rettangolo, dividetelo idealmente in tre parti, piegate la parte sinistra verso il centro, quella destra verso il centro e su quella sinistra; girate l'impasto di 90° e ripetete la stessa operazione, come vedete nella sequenza centrale e inferiore delle foto sopra).

Ho formato una palla e arrotondato. Ho coperto con la ciotola in cui ha lievitato e ho lasciato riposare per 30 minuti.
[A questo punto, se lo desiderate, potete mettere in frigo per tutta la notte, oppure proseguire]


 
Trascorso questo tempo pesate delle palline tutte dello stesso peso (circa 18: Alessandra indica che debbano pesare tra 65 e 70g).
Ho steso in piccoli rettangoli.
Ho diviso idealmente in 4 strisce.
Ho disposto al centro della seconda "striscia" dei pezzetti di cioccolato (o un quadratino di una tavoletta, o della marmellata).
Ho arrotolato l'impasto sul ripieno: la prima "striscia" sulla seconda, e così via, lasciando libera l'ultima "striscia". Questa l'ho tagliata in piccole striscette da ripiegare avvolgendole sulla brioche, distanziate tra loro in mododa creare una maglia decorativa.
Potete anche non farcirli e farlo dopo la cottura, tagliandoli a metà.

Brioche soffici simil "flauti"

Ho appoggiato le brioche sulla leccarda del forno ricoperta di cartaforno, distanziandole bene tra loro, dato che dovranno ancora lievitare. Date una leggera spennellata col battuto di uova e latte e coprite con un telo pulito o con pellicola appena appoggiata.

A questo punto (erano le 22,30) io ho messo in frigo per tutta la notte.
Anche se non era previsto farlo, mi sono alzata alle 4,30 del mattino, ho messo le brioche in forno spento e sono tornata a dormire!
Potete tranquillamente fare questa operazione al mattino presto.
Visto il tanto tempo che hanno poi impiegato per lievitare, la prossima volta lascerò tranquillamente in forno per tutta la notte, senza passare dal frigo, per poi infornare al mattino molto presto.

Raggiunto quasi il raddoppio, o comunque appena le brioche vi sembrano ben lievitate, spennellate con una mistura di uovo, latte e sale.

Ho infornato a 180°, forno statico, fino a che non saranno appena dorate, circa 15-20 minuti.
Ho raffreddato su una gratella per dolci.

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lunedì 15 aprile 2013

Focaccia dolce a lievitazione naturale con gocce di cioccolata

Una focaccia dolce sofficissima preparata con il lievito madre, cui si aggiungono le gocce di cioccolato per un tocco di golosità.

focaccia dolce a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato

Certe cose sembrano favole da raccontare. Pur nella loro semplicità, mettono di buonumore.
Questa focaccia ne è un esempio, e non ve lo dico solo per arte narrativa, ma perché quando riesco a tirar fuori qualcosa di buono dal forno, provo un senso di soddisfazione che irradia benessere anche nelle condizioni più insperate.

Che sono alle prime armi lo sapete. Quindi, voi esperti panificatori, non sorridete di me se mi soddisfa essere riuscita a fare una semplice focaccia. Un pò c'è l'entusiasmo del principiante, un pò c'è la magia della panificazione.

focaccia dolce a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato

La storia nasce in una terra calda, la sicilia. Terra in cui ad Aprile ci sono già 28 gradi C.
Quindi succede di passare due o tre giorni a pianificare le giornate per riuscire ad impastare una brioche, per poi ritrovarsi col lievito bello arzillo ma che comincia a calare di qualche millimetro per il caldo. Che faccio?

La mia amica più esperta di me mi spiega i rischi, e mi suggerisce una ricetta "di semplice lievitazione", dove la possilità di sentire l'acidità della pasta madre è inferiore. Scelgo una focaccia,  la voglio dolce.

focaccia dolce a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato

Ma è una congiura: visite, confusione, campanello che suona, sembra che 'sta focaccia non s'ha da fare. Non demordo: metto in forno la cena, mi tolgo tutte le priorità, e comincio ad impastare che è già tardi. Così facendo la focaccia avrebbe finito di lievitare  alle 4 del mattino. Che faccio?

Qualche quarto d'ora di riflessione, alla fine decido di farle fare le prime ore a temperatura ambiente, ed il resto della notte in frigo. Quindi impasto, mi metto davanti alla tv, lei si fa le prime tre ore di lievitazione, e poi ce ne andiamo a dormire, lei in frigo ed io a letto. Riuscirà?

focaccia dolce a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato

La mattina presto, al mio risveglio, la tiro fuori dal frigo: so che ci vogliono un paio d'ore perché torni a temperatura e riprenda la lievitazione. Esco, porto Bry a scuola, vado a lavoro, torno per l'una.
La prima cosa che faccio e guardarla, constatare che ha triplicato il suo volume, e per non farla andare oltre con la lievitazione la stendo in teglia: ci vogliono ancora un'ora o due.

Poi pranzo, chiacchiero un pò con un'amica, e lei è pronta. L'originale è una focaccia con le mele, ma alla mia bimba piace il cioccolato. Provo? Provo. Spargo, inforno, e lei cuoce in fretta: diventa bella e dorata in poco tempo. Facile, facilissimo: profumo e aspetto mi danno una grande gioia.

Aspetto un pò che si raffreddi, ed il taglio è una goduria: è sofficissima.

focaccia dolce a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato

Si sente l'acidità? Sono curiosissima. Alla fine del pomeriggio rincasano tutti, ed io sto lì a guardarli addentare la mia focaccia attendendo il responso. Buona, molto buona. Per qualcuno si sente un pò (è il sapore del lievito madre), che ben si sposa con il dolce, però. Nella media, ha preso una valutazione alta dai familiari ipercritici. Direi che posso ritenermi soddisfatta, e presentarvela.


ingredienti

Per una teglia diametro 28cm (Ricetta di Fables de Sucre)
  • 200 gr di Farina 00
  • 150 gr di Farina Manitoba 
  • 105 gr di Pasta madre rinfrescata 2 volte
  • 180 gr di Latte intero fresco parzialmente scremato
  • 2 tuorli
  • 70 gr di Zucchero semolato
  • 10 gr di Miele 
  • 1 gr di Sale 
  • 35 50gr di Burro tedesco
  • gocce di cioccolato, q.b.
 preparazione

Mettere in planetaria col gancio K il latte appena tiepido e la pasta madre spezzettata senza schiacciarla con le mani. Avviare a velocità di mescolamento.

Unire le farine setacciate e mescolare ancora.

Sostituire la foglia con il gancio per impastare e unire tuorli, zucchero e per ultimo il miele.
Cominciare ad incordare, ovvero mescolare fino ad ottenere un impasto lucido e ben aggrappato al gancio.

Nel frattempo tirare fuori il burro dal frigo e renderlo appena in pomata. Unirlo a piccolissimi pezzetti, aspettando che il gancio in movimento faccia assorbire il pezzo precedente prima di aggiungerne ancora. Continuare così fino alla fine del burro, quindi unire il sale.

Impasterete in tutto per circa 15-20 minuti.

Mettere in una ciotola unta con coperchio e lasciare in forno spento con lampadina accesa. Dovrà triplicare di volume. Io ho messo in frigo dopo tre ore di lievitazione, lasciando lì per tutta la notte. L'indomani ho tirato fuori dal frigo per 6 ore.

*********

Trascorso questo tempo (circa 8 ore se non usate il frigo) ribaltare l’impasto lievitato sul piano di lavoro infarinato, sgonfiarlo leggermente, e adagiarlo nella tortiera cercando di dargli uno spessore omogeneo.

Quindi ponete ancora a lievitare per un’altra ora e mezza circa. 

Accendete il forno statico a 160°C. 

Unite sulla superficie dei pezzetti di frutta fresca (mela, pera) e spennellate con una noce di burro fuso. Spolverate con zucchero semolato ed infornate per 30 minuti (io 25) o fino a doratura.


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giovedì 11 aprile 2013

Crackers e grissini con scarti di lievito madre

Questo è il mio modo di riutilizzare gli scarti del lievito madre. Non si tratta di veri e propri crackers sfogliati (di cui sto ancora cercando una valida ricetta), ma sono delle ottime sfogliette croccanti, cui potete dare la forma che preferite, anche quella di grissini intrecciati.

scarti di lievito madre

Da quando mi prendo cura di Cuccciolo e gli scarti dei rinfreschi non fanno che prolificare, il problema di come smaltirli è all'ordine del giorno. Sapete bene che buttare via il lievito madre sembra quasi un crimine.

Farne un lievitato soffice è impossibile: malgrado io continui a non darmi per vinta, è davvero difficile far lievitare qualcosa con un lievito non rinfrescato!
Lo so, fa parte dell'ABC della pasta madre, ma io ho la testa dura!

Quando mi convinco a ragionare e a fare ciò che tutti mi insegnano, quindi, ne faccio dei buonissimi crackers, o dei grissini, che si conservano molto a lungo in una bustina di plastica trasparente per alimenti, o in una scatola di latta.

scarti di lievito madre

Esistono molte ricette di crackers e grissini con gli scarti: calcolando le dovute proporzioni, in base al quantitativo di lievito madre che mi ritrovo, al momento uso sempre questa. Perché il risultato è gustoso, il procedimento facile, e la consistenza non male.

Sono sicura che ne esisteranno di altre, ma non ho avuto tempo di approfondire la mia ricerca, e nella fretta continuo ad andare sul sicuro. Mi piacerebbe arrivare all'obiettivo di fare dei crackers friabili come quelli comprati, ma ancora brancolo nel buio: spero di potervi presto raccontare di esserci riuscita... voi potete aiutarmi?


scarti di lievito madre

ingredienti

Ricetta di Fables de sucre
  • 210 g di pasta madre non rinfrescata
  • 105 g di farina 0 
  • 40 g di acqua tiepida
  • 20 g di olioextravergine di oliva
  • 7 g di sale fino
preparazione

Nella ciotola della planetaria  o in una semplice ciotola con una forchetta sciogliete la pasta madre con l’acqua. Se la pasta madre non è rinfrescata da più di 1 settimana, potete aggiungere, come scrive Eva, un pizzico di bicarbonato.

Come per un rinfresco, aggiungete la farina mescolando un pò.
Prima che sia un impasto asciutto aggiungete l’olio e il sale.
Se state utilizzando la planetaria, impastate alla velocità minima per circa cinque minuti fino alla completa incordatura (se necessario aggiungete un goccio d’acqua).

Stendete in una sfoglia sottile, tagliate e formate.
Potete aggiungere semi di sesamo, papavero, sale grosso, o quel che desiderate, sulla superficie, ma io non lo faccio mai.
Coprite mentre il forno si riscalda e cuocete a 180° per 20 minuti, o finché non sono appena coloriti (altrimenti induriranno).



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