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lunedì 10 giugno 2013

Torta di carote semplice, di Delia Smith

Questa torta di carote, preparata anche con la sua classica glassa al formaggio, risale ad una ricetta degli anni '80. E' scura, compatta, molto semplice da preparare.

Torta di carote semplice, di Delia Smith

La torta di carote dovrebbe essere una torta invernale. Però le carote sono un ingrediente facilissimo da reperire, e le spezie in casa si trovano sempre, così come la frutta secca. Amo queste torte per la colazione, se pur la mia dieta in questo momento non mi permette di goderne.

Come procede?
Mi mancano gli ultimi giorni e gli ultimi pochi chili. Sono stanca, anche se soddisfatta, di una stanchezza che non riesco a valutare: se da una parte il desiderio di "libertà" e "normalità" è grande, dall'altro c'è la consapevolezza che una dieta dovrebbe far parte delle abitudini quotidiane, dello stile di vita, e quindi non mi spiego il mio pensiero riguardo al "non ne posso più".

Torta di carote semplice, di Delia Smith

Nel frattempo si prepara per me un momento dell'anno importante, che chi mi conosce bene già ha vissuto: l'estate ed il trasloco sulla mia isoletta. Io e Bry cambieremo radicalmente stile di vita per alcune settimane.
Lei non vede l'ora, ed io pure (ma in modo diverso). Se da un lato il mio amore viscerale per quel luogo mi fa sentire un forte desiderio di iniziare la consueta avventura, dall'altro il lasciare la mia casa, le mie abitudini, le mie certezze, la mia intimità domestica, mi fanno provare tutta l'ambivalenza del trasloco. Eppure ogni anno è dura partire, è uno strappo tornare.
Credo che sia l'ambivalenza degli isolani: la liquidità del mare che scorre nelle vene.
Chi ci segue... presto saprà delle nostre nuove avventure.

ingredienti

Per la base:
  • 75 g di carote sbucciate e grattugiate (circa 1 carota di medie dimensioni)
  • 110 g di farina integrale
  • ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • ½ cucchiaino di cannella
  • 75 ml di olio di semi  
  • 75 g di zucchero di canna morbido
  • 1 uovo grande, leggermente sbattuto
  • 50 g di noci tritate (o mandorle)
Per la glassa:
  • 50 g  di crema di formaggio spalmabile
  • 25 g burro (a temperatura ambiente)
  • 25 g di zucchero a velo, setacciato
  • 8 pezzi di noce (facoltativo)
preparazione

Preriscaldare il forno a 150 ° C (gas livello 2).

Grattugiare la carota direttamente in una terrina, poi setacciare gli ingredienti secchi per dare loro una buona aerazione e unire anche i chicchi di crusca che rimangono nel setaccio.

Aggiungere tutti gli altri ingredienti della torta e mescolare bene fino a quando tutto è veramente ben amalgamato, poi versare il composto nello stampo che avete preparato con della cartaforno o del burro (da plumcake, amorpolenta o anche rotondo).

Cuocere la torta nel centro del forno per 1 ora, o fino a che non sarà ben lievitata e uno stecchino ne uscirà asciutto. A cottura ultimata arriverà a circa due terzi della teglia e comincerà appena a stacarsi dai lati della teglia.

Quindi togliere dal forno e lasciare la teglia su una griglia a raffreddare per 5 minuti prima di capovolgere e sformare la torta togliendo la cartaforno.
Quando si è raffreddata, dopo 45 minuti o giù di lì, è possibile distribuire il topping.

Per il topping:
Unire gli ingredienti in una piccola ciotola e sbattere fino a ottenere un composto liscio.
Stendere abbondantemente sulla parte superiore della torta e decorare, magari con pezzi di noce.
Si conserva in un contenitore a chiusura ermetica.

mercoledì 5 giugno 2013

Torta di ciliegie (della mia nonna)

Una torta soffice che sa di burro, in cui affondano goduriosamente le ciliegie. Come la torta di mele della nonna Annina, cambiando il frutto. E sopra, una crosticina croccante di zucchero semolato.

Torta di ciliegie

Cosa non si fa per rendere felici i propri bimbi...
Quest'inverno mia figlia ha visto in un cartoneanimato una nonna che preparava una torta di ciliegie. Da allora è partito un vero e proprio tormentone, che si è pacificato solo con la promessa che la torta di ciliegie sarebbe arrivata quando delle ciliegie sarebbe stata la stagione.

Torta di ciliegie

La stagione è arrivata, il nostro alberello ha fruttificato, e noi ci siamo ritrovati davanti al compito di interpretare il desiderio della pincipessa. Stavolta la fortuna mi ha assistito, ho indovinato a primo colpo: la torta della mia nonna (grazie nonna! Da lassù sei stata benefica!), a cui ho sostituito le mele con le ciliegie.
Tutto qui? Già mi vedevo in innumerevoli tentativi e ricerche di torte alle ciliegie nel tentativo di identificare la torta sognata. Sì, è stato facile... per questa volta.

Torta di ciliegie 

Questa torta ha un profumo di burro davvero notevole: credo che sia questo che la caratterizza, e che la rende amata a tutti i membri della mia famiglia, da generazioni (la sua ricetta originale si perde nella notte dei tempi, e anche dei luoghi!).
L'ho preparata nel passaggio tra la notte e il giorno, dal momento in cui il mio primo nipotino ha rotto le membrane (della sua mamma) a quando è venuto al mondo.
Ora sono zia: e questa torta mi lega irrimediabilmente al suo profumo: il profumo di un piccolo miracolo appena atterrato su questa terra.
[La fetta che manca, nella foto... l'ha mangiata la sua mamma!]
 
ingredienti


Per una tortiera 18cm di diametro
(la dose originale è per tortiera da 26cm, con tre uova, quindi un terzo in più di tutti gli ingredienti)
  • 2 uova intere
  • 100 grammi di burro
  • 100g di zucchero di canna
  • 135g di farina 00
  • 400g di ciliegie dolci e mature
  • 1/2 bacca di vaniglia bourbon
  • 1 tappo di liquore amaretto
  • 2/3 di busta di lievito per dolci (10 grammi)
  • zucchero semolato (di canna) per la superficie
  • zucchero a velo vanigliato (facoltativo)
preparazione


Denocciolare le ciliegie e tenerle da parte.

Montare burro e zucchero: cominciate con un cucchiaio di legno in una ciotola, amalgamate fino ad ottenere un impasto cremoso, quindi montatelo con le fruste della planetaria finché non è chiaro e ben montato.

Prelevare i semi dalla bacca di vaniglia e mescolarli all'impasto.

Unire le uova intere, uno alla volta, continuando a mescolare finché ciascuno non si assorbe, prima di inserire il successivo. Continuare a montare.

Unire la farina setacciata con il lievito, l'amaretto e versare in teglia da 18cm (se la volete più bassa usatene uno da 20-22: questo cambierà la proporzione tra impasto e ciliegie), imburrata e infarinata.

Affondare le ciliegie nell'impasto (io a raggiera).

Cospargere di zucchero semolato e cuocere a 180° per 30-35 minuti.

Sformare dallo stampo dopo qualche minuto e fare raffreddare su una gratella prima di tagliare.

Suggerimenti: tenete le ciliegie denocciolate a bagno in uno sciroppo di acqua e zucchero, se le desiderate più dolci. Si possono preparare la sera prima, versandovi sopra lo sciroppo caldo e lasciandole in un barattolo tutta la notte (o anche di più). Aggiungetele scolate all'impasto. 

Questa torta ha un impasto denso, ed è buona proprio perché è molto burrosa. La sua caratteristica è questa, insieme alla crosticina in superficie, che non vi permetterà di capovolgerla dopo la sua cottura. La sua dose originale è preparata in uno stampo più grande, quindi viene una torta più bassa.

Se non desiderate le ciliegie sul fondo della torta, poggiatele appena quando le sistemate sulla torta (quando la stendete nello stampo, ha l'altezza delle ciliegie): l'impasto lievitando, inevitabilmente, le avvolgerà.

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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

mercoledì 29 maggio 2013

Torta Paradiso (guarnita con panna)

La torta paradiso non è altro che un pandispagna montato a burro, dall'irresistibile sofficità. Fu inventata da un pasticcere di Pavia, Enrico Vigoni, nel 1878. Ottima base da guarnire, ma buona anche nella versione classica, cosparsa di zucchero a velo.

torta paradiso con panna

Ah, la bella stagione! Fa rifiorire le sane abitudini, gesti antichi e nuovi, e fa tornare la voglia di fare. Da molti punti di vista sembra che questa sia per me una nuova Primavera: di giorno in giorno mi sento rifiorire, diventare più forte, riprendere in mano la mia vita.

Niente è come prima, eppure molte cose sembrano esserlo. Ma io, dentro di me, so. So che il tempo non passa senza lasciare traccia, e che l'esperienza ha sempre un'orma sulla nostra pelle. Un'orma di cui io faccio tesoro, e che vado a sistemare tra una cosa e l'altra.

torta paradiso con panna

Questa torta è per la mia bimba, che mi invita a torteggiare come un tempo: la mia voglia di stare ai fornelli non è al top in questo periodo, ma per lei posso sempre fare un'eccezione.

La torta Paradiso da tanto volevo rifarla, e lei me l'ha chiesta ricoperta di panna (lei l'adora): eccola servita in due versioni, una con goccine di cioccolato e ciliegie disidratate, l'altra con le fragole fresche e la granella di pistacchi.

E' fatta con pari peso di burro, zucchero e farina (qui divisa in una parte di fecola per alleggerire il composto), e circa un uovo e un tuorlo ogni 100g di questi ingredienti. Questa versione ha una dose di uova un pò più alta.

ingredienti

Ricetta tratta da GialloZafferano (per una tortiera diametro 18cm)
  • farina 00, 62g
  • fecola di patate, 62g
  • burro, 124g
  • zucchero, 124g
  • uova (medio-piccole), 3 tuorli + 2 albumi (2 uova e 1 tuorlo)
  • lievito per dolci, 1/3 di busta
  • limoni, scorza grattuggiata di 1/3 di limone
  • vaniglia, semi di 1/3 di bacca

preparazione

Accendete il forno a 180°.
Separate i tuorli dagli albumi.

Mettete in una planetaria il burro a piccoli pezzi, metà dello zucchero e i semi di vaniglia. Cominciate con un cucchiaio di legno (è questo il segreto per montare bene il burro!), mescolate finché il burro non è a crema, quindi inserite la frusta e montate a spuma.

Aggiungete i tuorli, uno alla volta, avendo cura di amalgamare bene ogni tuorlo prima di aggiungerne un altro; procedete così fino ad ottenere un composto chiaro, cremoso e senza grumi.

Unite la scorza grattugiata del limone.

In un altro recipiente dai bordi alti, montate a neve gli albumi con un pizzico di sale, quindi, sempre sbattendo, aggiungete l’altra metà dello zucchero avanzato.

Setacciate farina, fecola di patate e lievito in polvere, mescolateli e aggiungeteli poco alla volta al composto di burro e uova.

Incorporate molto delicatamente gli albumi al composto di burro, tuorli e farina, mescolando con un mestolo dal basso verso l’alto per incamerare aria, e stando attenti a non smontare gli albumi.

Imburrate ed infarinate una tortiera (meglio se uno stampo a cerchio apribile) del diametro di 17-18 cm e versatevi l’impasto ottenuto; ponetela nel forno già caldo per circa 50 minuti (nel mio forno statico ne sono stati sufficienti 40).

Prima di sfornare la torta paradiso fate la prova cottura con uno stuzzicadenti da spiedini: se lo estrarrete completamente asciutto la torta sarà cotta.

Quando la torta si sarà raffreddata, disponetela su un piatto da portata e cospargetela di abbondante zucchero al velo vanigliato. Io l'ho decorata con panna montata e frutta fresca e secca.

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lunedì 13 maggio 2013

Pizza con impasto ad alta idratazione, con lievito naturale

Oggi vi mostro una pizza a lievitazione naturale, utilizzando il lievito madre, molto digeribile, soffice e gustosa. Le dosi sono suggerite da Adriano, e l'esecuzione è magistralmente descritta da Paoletta. E' un impasto che, per la sua alta percentuale di acqua, richiede pazienza: dicono non sia il più semplice da gestire, ma con buona volontà si arriva al risultato. Ci sono riuscita persino io.
Il problema della pizza della domenica sono le foto: è sera, e la pizza fa un volo... impossibile fotografarla decentemente!

pizza ad alta idratazione con lievito madre

L'alta idratazione di un impasto dipende dalla proporzione tra farina e acqua. Più questa è alta, più la consistenza finale sarà migliore, più soffice e piena di alveoli.
Non è la spiegazione tecnica più accurata, ma di certo serve a rendevi l'idea del titolo, se non siete addetti ai lavori. Insomma, l'impasto sarà molliccio e difficile da maneggiare, ma la pizza che ne verrà fuori sarà strepitosa.

Dicono ci voglia una certa perizia per gestire impasti così difficili, ma io ci ho provato lo stesso. Non ero molto convinta, invero, mi ha convinto Alessandra, una domenica mattina: se non fosse stato per lei starei ancora a leggere la ricetta senza osare.

La pizza è sempre stata il mio cruccio: non mi è mai venuta bene. Ho l'idea che sembra una preparazione molto semplice (almeno nella lista degli ingredienti) ed invece nasconde una tecnica che richiede molta perizia, pena un  risultato mediocre che serve solo a riempire la pancia.
Ed io, lo sapete, non sono di questa scuola: mi piace capire, sperimentare, e soprattutto puntare a buoni risultati, per poter dire di avere davvero appreso qualcosa (padroneggiarla, poi, è un altro capitolo).

pizza ad alta idratazione con lievito madre

Per fare questa pizza ho impiegato tre tentativi, a distanza di poco tempo: i primi due piuttosto fallimentari (nota bene: quando dico così intendo che "è buona" me l'hanno detto lo stesso, ma non posso ritenermi soddisfatta se la consistenza dell'impasto è gommosa e la sua alveolatura piuttosto scarsa), il terzo discretamente vicino al risultato, il quarto che vi mostro è il più corrispondente all'obiettivo, anche se non ancora perfetto.

Cosa voglio dirvi? Che per la pizza (a meno che non siete dotati di un dono naturale per questa tecnica) bisogna lavorare. Provare e riprovare senza arrendersi.

La famiglia ha apprezzato. Mi chiede ancora di rifarla. Ed io sono certa che, facendola ancora, certi gesti verrano sempre meglio.
La mia difficoltà? La stesura finale in teglia: ho compreso perfettamente il movimento, ma ancora fatico a farlo bene. Di conseguenza la forma finale, l'alveolatura, ne risentono. Pazienza, andrà meglio la prossima volta. Arrendersi mai!

ingredienti

Ingredienti per 1 teglia da pizza rotonda diametro 30cm, pizza alta (3-4 persone):
  • 175g di farina forte w330 (io Molino Rossetto)
  • 175g farina 0 per pizza con buona capacità di assorbimento (io Tre Mulini Eurospin)
  • 260gr di acqua
  • 7g di sale
  • 52,5g di lievito madre
  • 14g  di olio extra vergine di oliva
  • 1/2 cucchiaino di zucchero di canna (o malto, ma non miele)
preparazione

Preparate tutti gli ingredienti in anticipo.

Inserite nel boccale della planetaria con gancio a foglia l'acqua (fresca), il lievito madre spezzettato con le dita senza schiacciarlo, lo zucchero e metà della farina.
Fate andare a velocità minima.

Appena la farina si è idratata ed il lievito sciolto, aggiungete il sale e la farina rimanente.

Fate andare a velocità sostenuta (Kenwood velocità 1,5 - 2) : l'impasto avrà la consistenza di una pastella piuttosto liquida.
Lentamente prenderà consistenza, aggrappandosi alla foglia (sarà necessario un bel pò di tempo, ma non disperate), finché non sarà completamente incordato (aggrappato alla foglia e liscio e omogeneo all'aspetto).

Solo quando sarà incordato, aggiungete l'olio goccia a goccia, facendo attenzione a non far perdere l'incordatura (non aggiungetelo tutto in una volta).

Se è necessario, fermate la macchina e ribaltate l'impasto nella ciotola per agevolare l'incordatura. 
L'impasto sarà pronto solo quando farà "il velo" (prelevate un lembo e guardatelo in trasparenza: riuscirete a sollevarlo e a guardarci attraverso, come un velo appunto).

A questo punto montate il gancio:
dovrete farlo andare a velocità medio/bassa solo per il tempo che l'impasto vi si aggrappi, altrimenti l'impasto si smollerà. Avendolo smollato, interrompete subito e non andate oltre; si recupera montando di nuovo la foglia e incordando di nuovo con quella.

Trasferite in un contenitore unto con olio, coprite con pellicola.
A questo punto avete due strade: o lasciarlo 30 minuti fuori e poi mettere in frigo (specialmente se impastate la sera prima) per un risultato migliore, oppure, se avete fretta, lasciate a lievitare da subito in luogo tiepido.

Tenete presente che la lievitazione con pasta madre è piuttosto lunga, ma lasciarlo tutta la notte in frigo (anche per 2 giorni) lo rende un impasto migliore. Io che non sono mai una donna organizzata ho impastato al mattino molto presto (circa intorno alle 8) per poi infornare alle 7 di sera.

Se lo mettete in frigo, tenetelo fuori un'oretta (deve tornare a temperatura ambiente) prima di riprendere la lavorazione.

Quando l'impasto ha più che raddoppiato di volume, trasferire su un piano di lavoro molto infarinato (dal momento che l'impasto sarà molto appiccicoso) ed eseguire un giro di pieghe a tre.
Girare di 90gradi e dare un altro giro di pieghe a tre.

Coprire con una ciotola a campana e attendere 30 minuti.
Dopo questo tempo, arrotondare delicatamente portando "la palla" in tensione verso di voi con movimenti paralleli al piano di lavoro (tipo pirlatura).

Trasferite in contenitore unto e lasciate raddoppiare di volume.

A questo punto dovete stendere l'impasto in teglia.
Io ho usato una refrattaria, quindi ho steso su cartaforno per poi trasfrire in forno con tutta la carta.
Ungete tantissimo la teglia o la cartaforno per agevolarvi la stesura, che non sarà semplice perché l'impasto sarà molliccio, ed una volta steso non sarà possibile spostarlo da nessuna parte.

Capovolgete l'impasto sulla vostra superficie unta.
Infilate le quattro dita di ogni mano sotto la palla e allargate delicatamente dal centro verso l'esterno, sempre da sotto mai da sopra, e facendo attenzione a non sgonfiare l'impasto, dato che questo darà il volume finale alla vostra pizza.
Non schiacciate mai da sopra, né dall'altro in basso (buona fortuna).

Fate riposare l'impasto da 30 a 60 minuti.
Preriscaldate il forno alla massima temperatura (per chi la usa, preriscaldate con refrattaria dentro).
Nel mio forno statico è sufficiente a 230° (ma ognuno conosce il suo forno).

Nel frattempo spargete la vostra pizza con della passata di pomodoro (che potete anche preparare il giorno prima frullando dei pelanti con sale e origano), unite un pò di sale.

Infornate senza condimento (solo col pomodoro) per 10-12 minuti.
Nel frattempo preparate la mozzarella tagliandola in piccoli pezzi e strizzandola con forza tra le mani perché non rilasci acqua in cottura.

Trascorso questo tempo unite la mozzarella, il prosciutto cotto e le verdure se le desiderate, e fate andare ancora per pochi minuti, finché il cornicione della pizza non diventa dorato (1 o 2 minuti).

Fate raffreddare per 10 minuti circa prima di mangiarla: sarà decisamente migliore. E' ancora più buona fredda.



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giovedì 9 maggio 2013

Pancarrè semi-integrale per toast o tramezzini: la ricetta perfetta

L'ultima mia versione di pancarrè, o per meglio dire panbauletto, quella sulla quale mi sono fermata ormai da tanto tempo. La trovo perfetta: the ultimate version (almeno finora!). E' facile, veloce, ed il risultato è bellissimo e buono. Strepitoso. Questa versione è con metà farina integrale, per un maggiore apporto di fibre e valori nutrizionali più bilanciati. In basso trovate anche il procedimento col Bimbi.

pancarrè semi-integrale (ultimate version)

Come vi ho già raccontato, di pancarrè ne faccio tanto. Vi basta seguire il link per trovare tutte le mie ricette: per toast, tramezzini, pane e olio, colazione, o merenda per la scuola.
Ma questa è per me la ricetta perfetta. Non che le altre non fossero buone, ma questa è... "di più".

Non c'è una volta che non mi riesca. L'ho fatto con farina 0 di grano tenero, con un terzo di farina integrale, con farina bio, di grano duro, con metà o tutta farina integrale. Con lievito madre e anche con lievito naturale secco. Insomma, lo faccio in tutte le versioni. Lo faccio ogni settimana, uno alla volta per averlo sempre appena sfornato, perché la mia bimba è una divoratrice di pancarrè: così facendo è sempre fresco e morbido.

Pancarrè semi-integrale (ultimate version)

Si conserva fragrante e soffice per almeno dieci giorni (oltre non siamo mai arrivati perché finisce prima!), ed è sufficiente conservarlo in una busta di plastica facendo uscire bene l'aria. Dicono che si conservi meglio in frigorifero, ma secondo me si indurisce un pò. Io lo surgelo a fette, e lo scongelo al momento per averlo come appena sfornato.

Pancarrè semi-integrale (ultimate version)

Per il resto, le foto parlano da sole: la calotta è perfetta (più croccante se pennellate con uovo, meno col latte), la crosta appena più spessa e gustosa dell'interno, si mantiene così come la vedete senza fare un accenno di grinze col passare dei giorni.
La lievitazione è omogenea e leggera, ed il sapore è unico, soprattutto con la farina integrale.
Ne sono innamorata: lo sforno, e non posso fare a meno di inviargli messaggi d'amore col pensiero. "Sei perfetto", gli dico, "sei meraviglioso". Ridete pure :) ma ogni volta che sono un pò giù di morale, faccio il mio pancarrè e mi prendo subito delle belle gratificazioni.

Pancarrè semi-integrale (ultimate version)

E' meraviglioso riuscire a produrre in casa un prodotto che è lontano anni luce da quello industriale per bontà e genuinità, con un impegno davvero minimo. Vi assicuro che anche voi potete riuscirci.
Condivido con grande piacere questa ricetta, e spero che anche voi ve ne innamoriate subito.
Vi faccio una sola raccomandazione: usatela con amore.

ingredienti

Per uno stampo da plumcake misura 25cm x 9cm
(per dimensioni differenti le proporzioni non saranno le stesse)

[tratta da VivaLaFocaccia]
  • Farina 0 (qui conad), 168g  
  • Farina integrale (qui Fior di Mulino), 168g [potete usare anche tutta farina 0, 336gr]
  • Acqua, 198 g
  • Zucchero di canna, 13 g
  • Sale, 9 g
  • Burro bavarese, 30 g
  • Malto o miele o zucchero, 1 g
  • Lievito naturale secco (qui Antico Molino Rosso), 13g
Con la pasta madre, le mie dosi sono queste:
  • PM gr 117
  • Farina gr 257
  • Acqua gr 159
il resto degli ingredienti come in ricetta, identico il procedimento.


preparazione

Preparate tutti gli ingredienti in anticipo.

Setacciate le due farine in una ciotola e versatevi il lievito naturale secco.

Versate nella ciotola della planetaria (gancio a foglia) l'acqua, metà delle farine e lo zucchero.

Fate andare a velocità minima, finché la farina non si idrata, quindi aggiungete il burro a piccolissimi pezzettini, poco per volta di modo che si assorba bene, quindi il sale.

Assorbito il burro, unite la restante farina a cucchiaiate, fate andare per qualche minuto, poi inserite il gancio per impastare.
 
Fate andare a velocità media (kenwood circa 1) fino a che l'impasto non si incorda (rimane tutto aggrappato al gancio lasciando il fondo della ciotola completamente pulito). Io ho impiegato circa 20/25 minuti.

A questo punto ribaltate l'impasto su un piano infarinato e formate una palla, arrotondando un pò come si fa per la pirlatura del panettone.

Mettete in luogo tiepido (io in forno con lampadina accesa, in una brocca graduata coperta con pellicola trasparente per evitare che si secchi la superficie), fino al raddoppio.

Trascorso questo tempo, infarinate il piano di lavoro, stendete la pasta delicatamente in modo da non sgonfiarla troppo, e cercate di ottenere un rettangolo.
Dividetelo idealmente in tre parti, e ripiegate facendo le pieghe a tre (foto num. 1 e 2).

fasi preparazione pancarrè

Fate lo stesso movimento nel verso opposto (foto num. 3 e 4): questo contribuirà a formare la maglia glutinica, fondamentale per gli impasti lievitati. Arrotondate leggermente (foto num. 5), coprite a campana (sotto una ciotola) per 10 minuti.

Allargate ora l'impasto (foto 6) fino ad ottenere la lunghezza del vostro stampo (in questo caso 25 cm).

Piegate un terzo dell'impasto su se stesso, dall'alto verso di voi, tirando con le 4 dita di entrambe le mani e schiacciando il punto di chiusura coi pollici (foto num.7). Fate lo stesso con l'impasto restante, sovrappondendolo alla prima piega formando una specie di rotolo (foto num. 8).
Se fosse necessario, manipolatelo un pò per ottenere un cilindro.

Disponetelo nello stampo (potete rivestirlo di cartaforno o imburrarlo e infarinarlo, a vostra scelta: con la cartaforno vi rimarrà un impercettibile segnale delle pieghe sui lati del pancarrè, mentre con burro e semola l'estetica sarà migliore) con il taglio rivolto verso il basso (foto num.9).

Spennellate la supericie con una miscela di tuorlo e acqua oppure con latte, e riponete in luogo tiepido, coperto da pellicola, a lievitare finché non raggiunge il bordo dello stampo.

Portate il forno alla temperatura di 220°C (il mio è un forno statico), quindi infornate e abbassate subito la temperatura a 190°.
Cuocete per 30-35 minuti, a seconda del vostro forno.

Sfornate, capovolgete delicatamente lo stampo su una gratella, e lasciate a raffreddare poggiando il pancarrè su un fianco. Non tagliatelo finché non sarà completamente freddo (resistete!).

Procedimento col Bimbi (usato con successo da Erica):
In una ciotola, setacciate e mescolate bene le farine per arieggiarle.
Unite il lievito secco e il malto.
Versate nel boccale l'acqua (se usate il lievito di birra fresco, inseritelo adesso, sciolto in un po' d'acqua).
Inserite metà delle farine e lo zucchero.
Azionate le lame a velocità minima fino a quando si creerà una pasta omogenea.
Aggiungete l'olio a filo.
Unite infine il sale e la restante farina, un cucchiaio per volta, facendo andare le lame a velocità spiga
Quando si sarà incordato bene trasferite l'impasto su una spianatoia infarinata, arrotondatelo e  ponetelo in una ciotola capiente appena unta d'olio.
Coprite il bordo della ciotola con la pellicola trasparente e fate lievitare in un luogo tiepido (va bene nel forno spento con la lucina accesa) fino al raddoppio del volume.

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