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mercoledì 24 agosto 2011

"Cheesecake" di mousse al limone: la torta del tempo che passa

cheesecake mousse limone

Torta del tempo che passa, delle vacanze che finiscono e, negli ultimi giorni di splendido relax, ti lasciano in bocca il gusto malinconico e dolce dei frutti più maturi.
Noi, qui sull'isoletta, ci godiamo il nostro nuovo e speciale status di mamma e bimba in vacanza da sole (papà, guarda che abbiamo preparato!): solo donne, l'uomo di casa ci raggiunge quando smette di lavorare, e rivederci è una gran festa.
Il sole di fine agosto è forte e lento, e le strade polverose, più sgombre ma non ancora vuote, ci sussurrano che le cose finiscono, ed il tempo scivola dolcemente verso un'altra stagione.
Per rimanere in tema: il vassoio, scelto dalla mia Brioscina, è un orologio dismesso, che ha per noi però un valore particolare. Segna lo scandire delle fasi della vita, delle tappe importanti, ma anche dei piccoli attimi di giorni felici, quelli di questa estate al mare, a guarire le ferite dell'anima col balsamo naturale di Madre Terra e Padre Mare.

cheesecake mousse limone

All'inizio delle nostre vacanze siamo stati ad un piccolo ristorantino di Trapani, e abbiamo mangiato tante delizie (che non sto qui ad elencarvi). A fine pasto, per ben concludere, la mia bimba ha preso una piccola mousse, che dalle nostre parti è spesso servita in bicchierini di plastica trasparenti che lasciano intravedere i vari strati (se ne hanno).
Nonostante fossero passate settimane, da allora me l'aveva chiesta spesso, probabilmente perché è morbida al gusto, ma anche perché è molto fresca.
E così, complici dei limoni isolani freschissimi, ho fatto un giretto in rete e ho provato questa ricetta trovata su vadoatavola.it .
E' una simil-cheesecake molto semplice, facile da preparare, e non si cuoce: perfetta per il periodo estivo o per chi, come me, non vuole fare esperimenti con un forno che non è quello che uso tutti i giorni.
E' una vile scusa, lo so, perché sono qui da un mese e di esperimenti avrei potuto farne tanti, ma non ne ho avuto nessuna voglia, anche perché fa molto caldo e preferisco il mare alla cucina. Volete darmi torto?

cheesecake mousse limone

Tornando alla torta: ovviamente io e Bry l'abbiamo preparata insieme: il bello è proprio questo.
Metà della mousse è finita tra il pavimento ed il suo pancino (regolatevi, quindi, nella vostra preparazione!), l'altra metà al suo giusto posto sulla torta, e la base è venuta particolarmente speziata grazie alla generosità della sua manina (non male, devo dire).
A parte questo, è stata molto gradita, sia da Bry che dai nostri ospiti.  Sono sicura che le vostre, con la stessa ricetta, saranno "più alte"!
ingredienti

Per la base:
  • biscotti tipo digestive, 250g
  • burro, 100g
  • noce moscata, cannella, chiodi di garofano e zenzero (in polvere), q.b.

Per la mousse:
  • burro, 100g
  • uova, 3 + 1 tuorlo
  • zucchero, 200g
  • succo di limone, 150ml + la scorza grattugiata
  • colla di pesce, 12 grammi
  • panna liquida per dolci, 400ml

Per il top e la decorazione:
  • gelatina per torte, 1 bustina
  • zucchero, 3 cucchiai
  • succo di limone, 100ml
  • acqua fredda, 150ml
  • colorante alimentare giallo, qualche goccia
  • nocepesca, 1 matura sbucciata
  • noce di cocco grattuggiata, q.b.
  • zucchero a velo 

preparazione

Preparazione della base.
Frullate i biscotti al mixer insieme alle spezie in polvere.
Sciogliete il burro e mescolate rapidamente.
Schiacciate sul fondo di una tortiera apribile (25cm) rivestita di cartaforno.
Ponete in frigo a raffreddare.

Preparazione della mousse.
Sciogliete il burro e mescolatelo allo zucchero. Lasciate raffreddare.
Unite le uova leggermente sbattute, il succo di limone e la scorza grattuggiata.
Ammollate la colla di pesce in acqua fredda, quindi (passato il tempo indicato nella confezione) strizzatela e scioglietela in un pò di latte caldo (o liquore a vostra scelta).
Unite la colla di pesce ad un pochino della mousse tirata da parte, per poi mescolarla a tutta la crema in modo omogeneo.
Versate sulla base biscottata e ponete nella parte fredda del frigo per almeno 12 ore (preferibilmente di notte, quando il frigo non viene aperto).

Preparazione del top al limone (dopo le 12 ore di raffreddamento della mousse).
Mettete la gelatina in un pentolino con lo zucchero e il succo di limone, qualche goccia di colorante e l'acqua versata a filo.
Mettete sul fuoco e portate a ebollizione, quindi spegnete e lasciate raffreddare un pò.
Prima che si solidifichi troppo, versatela sulla mousse in modo omogeneo e decorate a piacere con fette di limone o frutta.
Lasciate raffreddare in frigo per mezzora circa, quindi cospargetela di fette di frutta, noce di cocco grattuggiata e abbondante zucchero a velo (per dolcificare la frutta).

Sformare con l'aiuto di un coltello bagnato, dal lato liscio della lama.

giovedì 18 agosto 2011

Voul-au-vent ai formaggi aromatici

voulavant al formaggio

Voul-au-vent, vola via col vento: per la loro leggerezza, questi cestini sono chiamati così nella cucina francese.
Sono preparati con la pastasfoglia, e possono essere farciti con qualunque cosa. In genere sono serviti come antipasto, spopolano nel periodo natalizio, e sono perfetti per un aperitivo.
Si trovano già pronti, o si possono preparare in casa: il procedimento non è difficile, la ricetta migliore l'ho trovata qui.
Il ripieno invece lascia libera la vostra fantasia dal dolce al salato, dal rustico al raffinato. Io ho usato il mixer e qualche ingrediente che avevo in frigo: curry, wurstell, peperoni sott'olio, prezzemolo e aglio. Semplicissimi, serviti con ginger e bitter, perfetti per passare del tempo in modo conviviale, in attesa che la brace cuocesse la carne.
Tempo di preparazione brevissimo, qualora si abbiano i voul-au-vent già pronti, o del formaggio spalmabile che potete acquistare già insaporito in diversi gusti.

voulavant al formaggio

ingredienti
Per i vou-au-vent (25 piccoli):

  • pasta sfoglia, 2 rotoli
  • uovo, 1


Per il ripieno:

  • formaggio spalmabile, 2 confezioni
  • wurstell, 2
  • prezzemolo, q.b.
  • peperoni sott'olio, alcune falde
  • curry, un cucchiaino
  • aglio, mezzo spicchio

preparazione

Stendete la pastasfoglia e ricavatene dei cerchi che saranno la base dei vostri voul-au-vent.
Ricavate altri cerchi, che taglierete ulteriormente a ciambella, in modo da sovrapporli ai primi (ne farete tanti quanto vorrete che sia alto il vostro cestino).
Spennellateli con uovo battuto, sovrapponeteli.
Bucherellate abbondantemente il primo strato, quello più in basso, per evitare che gonfi in cottura.
Infornate a 180° finché non saranno gonfi e dorati.

Passate al mixer il formaggio in quattro diverse salse, e tenete in frigo a solidificare.
Una volta freddi, riempite i voul-au-vent con queste creme.

mercoledì 17 agosto 2011

Cous cous di manzo e salsiccia

couscous di manzo e salsiccia

Ormai lo sapete: il cous cous nella mia famiglia è un piatto forte.
D'estate poi vive il suo momento migliore: tradizionalmente lo prepariamo col pesce, per non rinnegare le nostre origini, ed il pesce d'estate è migliore, perché è il pesce della nostra isoletta.
Capita però che Zenzero, grande buongustaio di carne, me lo chieda così, anche se siamo in pieno Aogosto. Ed io, come in una divertente commedia matrimoniale, prima gli dò del matto, poi mi scandalizzo che voglia preparare la zuppa di carne con questo caldo, poi mi metto a pensare ad un compromesso, ed alla fine lo accontento.
Ecco come in questi giorni è nato il cous cous di manzo e salsiccia: è semplicissimo da preparare, perché la carne non richiede particolari puliture (non va disossata), ma nello stesso tempo è grassa quel che basta a non appesantire la digestione (la carne troppo magra, tuttavia, non darebbe un buon sapore alla zuppa, che nel couscous è tutto).
La salsiccia dà quel tocco in più, impreziosito ulteriormente dal finocchietto molto aromatico qui nel trapanese.
Il procedimento è simile alle altre ricette già pubblicate che vi consiglio di leggere, per avere un'idea più completa. Il sapore è meno intenso rispetto al couscous di pesce, e meno elaborato rispetto al couscous di tre carni e sette verdure, ma è ugualmente gustoso, e permette agli aromi di sprigionare meglio il loro profumo.

couscous di manzo e salsiccia

ingredienti
Per 10-12 persone: 

semola di grano, 1kg
olio e.v. d'oliva, q.b.
acqua, q.b.
prezzemolo, 1 mazzetto
carota, 2 medie
cipolla, 2 medie

Gli aromi per l'incocciata della semola:
• noce moscata
• chiodi di garofano
• cannella
• zenzero in polvere
• scorza di 1 limone

Per la zuppa:
• 1 kg di carne di manzo tipo spezzatino o bollito (anche misto)
• 500g di salsiccia di maiale al finocchio
• 250g di pomodoro tondo da sugo
• 750ml di acqua
• sale & olio
carote, 2
cipolle, 2
prezzemolo
• alloro 
aglio, 4-5 grossi spicchi  (facoltativo)
preparazione

1. La zuppa. 
Tritate molto finemente la carota, la cipolla, il prezzemolo, e tenete da parte. Usatene una parte per fare un soffritto per la zuppa: rosolateli leggermente in olio d'oliva insieme all'aglio (che potete tritare o lasciare intero e poi togliere), quindi unite la carne e la salsiccia.
Dopo qualche minuto unite il pomodoro tagliato e pulito, l'alloro spezzato, e regolate di sale. Lasciate cuocere una decina di minuti, quindi allungate con l'acqua e fate restringere finché il sugo non profuma di carne.

2. L'incocciàta. 
Incocciàre in siciliano indica qualcosa di simile a "incontrare". In questo caso la semola incontra l'olio o l'acqua e li assorbe. Una delle proprietà della semola, infatti, è quella di assorbire al suo interno i liquidi che incontra, e questo le dona il grande pregio di poter avere al suo interno i sapori che le si vogliono dare.
Ponete la semola cruda sul piano di lavoro e mettetevi accanto due ciotoline, una con olio e.v.d'oliva, l'altra con acqua a temperatura ambiente. Lavorate piccoli mucchietti di semola per volta.
Versate a filo l'olio al centro di un mucchietto di semola, e cominciate a girare con i polpastrelli piccole quantità di semola per volta. Usate tre dita in senso rotatorio. L'intento è quello di "raggrumare" la semola in piccole palline agglomerate poco più grandi della punta di uno spillo. Usate le proporzioni che preferite di acqua e olio, e fate in modo che il vostro movimento, in senso orario, si irradi dal centro verso l'esterno, di modo che tutta la semola venga inumidita dall'olio.
Procedete con l'acqua, con la stessa operazione, in modo da inumidire leggermente la semola e raddoppiarla circa del suo volume. Tutta la semola dev'essere inumidita e deve aver cambiato colore, diventando meno trasparente e scura, ma non dev'essere bagnata o zuppa, e i grani devono poter ancora scivolare via tra loro, senza attaccarsi troppo. Salate.
Unite il trito di carota, cipolla e prezzemolo, e ripetete il gesto dell'incocciatùra. Unite quindi le spezie in polvere, se volete aggiungete delle mandorle tritate, mescolate ancora, e tenete da parte.

3. La cottura della semola 
Mettete su una pentola dello stesso diametro della couscousièra acqua per tre quarti del suo volume. Potete profumare l'acqua con ciò che volete: altri aromi, verdure… i
Lasciate cuocere per circa 20 minuti dal raggiungimento del bollore. Se la couscousièra non poggia perfettamente, fate una cuddùra di acqua e farina impastati a formare un cordoncino, e sigillate il bordo tra la couscousièra e la pentola, per non lasciare fuoriuscire il vapore. In cottura, coprite con un coperchio.

4. Il bagno di brodo ed il riposo. 
Trascorso il tempo di cottura, versate subito la semola in una mafaràdda, e irroratela, poco alla volta, con il brodo della zuppa.
Lasciate che si assorba gradualmente, mescolando di continuo, prima di aggiungerne altro.
Coprite con una tovaglia, e tenetela in caldo fino al momento di servire (anche alcune ore vanno bene): questo tempo di riposo completerà la cottura, quindi siate accorti nel tenere la semola al dente.

5. Impiattare. 
Servite il couscous irrorato col brodo della zuppa e con la carne a piccoli pezzi poggiati sulla superficie.
Portate in tavola delle ciotole con il brodo caldo, di modo che ciascun commensale possa aggiungerne a suo gusto.
L'ideale è che non sia troppo zuppo, e che ognuno regoli la sua quaantità di brodo.

venerdì 12 agosto 2011

Cheesecake di ricotta (senza cottura)

cheesecake alla ricotta

Due anni, un amore infinito, una fatica incessante che ha trovato il suo senso, e ha dato senso a tutte le cose. Per Bry una torta colorata che rallegrasse la festa.
Non posso sapere ancora se le è piaciuta davvero, se si è divertita ad posare la cialda con le sue manine, o i confetti sulla superficie della torta (certo se l'avessimo comprata non sarebbe stato così divertente), e aspetto il tempo in cui fare la torta e decorare casa per il suo compleanno sarà una cosa che potremo fare insieme.
Intanto provo ad indovinare ciò che le piace, e spero di farla felice. Solo una speranza, ma piena d'amore.

cheesecake alla ricotta

Ho fatto questa torta dopo aver letto e riletto tutte le ricette di Imma sulle cheesecake senza cottura. Qui nella casa al mare mi sento un pò menomata perché il forno non è il mio solito, e non oso rischiare cotture che non sarebbero come io le voglio.
E allora ho cercato una torta che resistesse ai mille tanti auguri a teeee senza sciogliersi al calore dell'estate e delle candeline, ma che fosse anche fresca al gusto e colorata alla vista. Semplice, per non complicarmi troppo la vita, e golosa.
Qualcuno chiama questa ricetta semifreddo di ricotta, ma la mia idea è che il cugino siciliano della cheesecake (il semifreddo) non abbia tanti ingredienti nella crema (ma solo ricotta, appunto) e senza la base biscotto, che invece accompagna con la sua setosa croccantezza questa specie di mousse candida e soda.
La base biscotto è delicatamente speziata, mentre la crema è soffice ma consistente: un connubio perfetto.

Anche il frigo qui al mare non rende al meglio delle sue possibilità: per il rafreddamento questa torta ha bisogno di una temperatura costante e non troppo bassa. Consiglio di prepararla il giorno prima, soprattutto per farla rassodare in un momento in cui il frigo non si apre spesso.



ingredienti

Per la base:
  • biscotti secchi, 150g
  • amaretti, una ventina
  • burro, 150g
  • cannella, q.b.
  • noce moscata, un pizzico
  • zenzero in polvere, q.b.
  • chiodi di garofano, q.b. 

Per la crema:
  • ricotta di pecora, 500g
  • zucchero a velo, 6 cucchiai colmi 
  • panna da montare, 200ml
  • yogurt bianco dolce, 2 vasetti
  • colla di pesce, 8 fogli
  • liquore amaretto, q.b.
  • gocce di cioccolato fondente, 2 cucchiai 
  • scorza di un limone grattugiata 
Per la decorazione:
  • una cialda già pronta (scelta dalla festeggiata)
  • confetti colorati di varie misure 
  • un nastro 

preparazione


Rivestite il fondo di uno stampo a cerniera  da 26cm di diametro con la carta da forno.
Tritate i biscotti e gli amaretti con la cannella e gli altri aromi, fino a ridurli in polvere. 
Sciogliete il burro al microonde e poi versatelo nella ciotola con i biscotti tritati.
Mescolate bene e stendete il composto sulla base della teglia, premendo con dorso di un cucchiaio in modo da compattarlo.
Mettete lo stampo in frigorifero, quindi preparate la crema.

Mescolate la ricotta con lo zucchero a velo.
Montate la panna per dolci già zuccherata e unitela alla crema di ricotta.
Grattugiate la scorza di un limone nella crema. 
Ammollate la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti, strizzatela, quindi versatela in una ciotola insieme ad una tazzina di amaretto di Saronno.
Scaldatela appena al microonde senza far giungere all'ebollizione.
Unite quindi un pò di crema alla colla di pesce sciolta, e poi il piccolo quantitativo all'intera crema.
Versate il tutto sulla base biscotto e ponete in frigo o freezer (in questo caso però uscitela prima di servirla) per due o tre ore. Io l'ho tenuta in frigo per 24h.

giovedì 11 agosto 2011

Pesce spada in panatura di menta e limone (piscispata 'mpanatu)

pesce spada 'mpanato

Il pesce spada è un "pesce mediterraneo" per eccellenza: vive nelle calde acque del Tirreno del sud, anche se si trova anche in acque spagnole e greche, e non si può escludere che le diverse condizioni del mare lo spingano oggi a cercare territori migliori.
La sua pesca, raccontata sin dai tempi dell'antica grecia, è sempre stata difficile e costituita da rituali che servivano a propiziare gli dei e il bottino: in tempi antichissimi non era certo impresa semplice come oggi.
Si dice che nello stretto di Messina fosse più facile catturare pesci di grossa taglia che attraversavano il canale: vero o no, di certo in tempi antichi quelle acque erano meno trafficate e più generose.
Si dice anche che i pescespada, animali da fondale, vengano in superficie solo per amore: ed è allora che vengono arpionati, prima la femmina, e poi il maschio, che senza la sua compagna non abbandona il territorio nel tentativo di ritrovarla.
La storia d'amore è di certo struggente e d'effetto. Per questo motivo trovo che la carne di questo pesce sia degna di rispetto e di onore.
Leggera, nutriente, sana, facilmente proponibile ai bambini perché priva di lische minute e dalla consistenza compatta. Questa è la mia proposta dal profumo siciliano: un gusto rinfrescante di menta e limone per una carne dalla superficie croccante e dorata e dal cuore tenero, tanto apprezzata dalla mia bimba.

pescespada 'mpanato

ingredienti
  • pescespada, una fetta a testa di spessore medio
  • pangrattato, q.b.
  • olio e.v.d'oliva
  • sale
  • foglie di menta fresca
  • scorza di un limone bio appena raccolto
preparazione

In un largo piatto versate abbondante olio d'oliva e passatevi le fette di pesce spada, rigirandole ambo i lati. Lasciare qualche minuto ad ammorbidire.

Nel frattempo disponete il pangrattato in un altro piatto, aggiungete il sale, la scorza di limone "rigata"(anche a riccioli va bene) e le foglioline di menta tritata.

Passate le fette in questo trito, pigiandole bene per far aderire il pangrattato condito.

Cuocete ai ferri, o alla brace, fino a doratura della crosticina.
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E' per questo che ogni tanto latitiamo...