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venerdì 18 marzo 2011

Torta di limoni e mele: non chiamatela solo "torta di mele"

torta limone e mele

Ho ricevuto in regalo, un pò di tempo fa, dei limoni biologici: non è una cosa strana dalle nostre parti, perché il limone è davvero comune, infatti costa anche poco (ed io non li compro MAI). Chiunque abbia un pezzetto di terra anche minuscolo, riesce a far crescere l'albero con estrema facilità, anche perché non richiede cure particolari.
Noi, a dire il vero, i limoni li usiamo proprio poco. Però, quando ci sono, un modo per utilizzarli dobbiamo proprio trovarlo (ho in mente qualche altro esperimento, be tuned!).
Per questo ho pensato alla torta al limone e mele (ordine degli ingredienti del nome non casuale!): la buccia grattugiata dei limoni, quando si è certi della loro provenienza, è davvero profumata, ed io la trovo ineguagliabile nelle torte lievitate. In questo dolce è particolarmente in evidenza.
Le mele, invece, fanno parte di un percorso di riflessione e di ricerca, nonché di meditazione personale per raccogliere le forze ed il tempo per fare la famosa torta di mele di Nonna Papera: tratta dall'omonimo ricettario, da un pò di tempo ho la fantasia di fare proprio quella. Non l'apple-pie, che somiglia alla crostata, ma la torta lievitata con l'impasto che trasborda di mele. Avete presente?
Forse perché la torta di mele è un classico che mi ricorda tanto la mia nonnina: ne esistono infinite versioni, ma io (come molti!) non sono mai riuscita a trovare la ricetta perfetta, anche se quasi tutte sono buone.
Insomma, dall'improvvisazione del momento, in una mattina di sole, è nato questo connubio: un gusto di limone "un pò spinto" (nel senso che sa molto di limone) e una decorazione avvolgente di mele cremose (forse una delle poche volte in cui mi sono impegnata a non metterle un pò a caso, e a renderla esteticamente gradevole).
Ovviamente ho pensato alla merenda della mia bimba: c'è un dolce che più di questo è adatto ai bambini?
Sinceramente, credo che anche i grandi non disdegnino: il papà, infatti, ha apprezzato, in particolare l'effetto caramellato che lo zucchero di canna (tanto più profumato, a mio parere, dello zucchero raffinato) dà alle mele in superficie.
Proprio a voler fare un appunto, la prossima volta userei il doppio delle mele: una metà sul fondo dell'impasto, e il resto sulla superficie, per avere le mele anche all'interno.
Ma la torta di mele, si sa, è una ricetta "viva", che richiede sperimentazione e pazienza, pur nella sua apparente semplicità.
Vi va di provare? Fatemi sapere.
Intanto vi mostro la mia. 

torta limone e mele

ingredienti
  • farina, 200g 
  • burro, 160g 
  • zucchero,  120g 
  • scorza di limone, (grattugiata) 2 cucchiai colmi 
  • limone, il succo di uno 
  • sale, 1 pizzico
  • uova, 2 medie
  • mele, 3 gialle
  • lievito per dolci, 2 cucchiaini colmi 
  • zucchero di canna, 2-3 cucchiai (per la superficie)  

torta limone e mele

preparazione

Sbucciate e tagliate le mele a fettine sottili di circa 5 mm, cercando di tagliarle quanto più possibile uguali tra loro, e adagiale in un piatto.
Ponete in una terrina la farina, lo zucchero, ed il burro spezzettato, leggermente ammorbidito.
Aggiungete la scorza di limone grattugiata (non so dirvi quanti limoni vi occorreranno per la scorza, dipende dalla loro grandezza) e le uova intere.
Unite a filo il succo di limone, il sale ed il lievito. Mescolate bene il tutto.
Mescolate prima un pò coi polpastrelli, poi proseguite con le fruste elettriche.
Se necessario unite un pò di latte o un pò di limoncello, tanto quanto basta a lavorare l'impasto, che deve risultare fluido ma non molle.
Imburrate uno stampo da 24 cm, versate l'impasto della torta, livellatelo.
Disponete le fette di mela a raggiera, usando le più grandi nel cerchio esterno, sovrapponendole un pò, e le più piccole nei cerchi più interni.
Cospargete generosamente di zucchero di canna.
Infornate a 200° per 40 minuti, e lasciate ancora un pò nel forno prima di uscire la torta.
Una volta fredda (se no si rompe), sformatela con delicatezza, usando due piatti senza bordo, come per girare la frittata. 


torta limone e mele

Con questa ricetta partecipo al contest

 

lunedì 19 novembre 2012

Torta di carote di Delia Smith: ricetta con farina integrale, cocco e Demerara

Una torta di carote scura, profumata e compatta, molto semplice da fare. E' impreziosita dalle spezie e dalla farina di cocco (giusto un poco per darle un sapore ricco) e contrariamente alle tantissime ricette di torta di carote, non prevede l'aggiunta di mandorle.

torta di carote Collage

Questa ricetta è tratta dalla collezione di ricette vegetariane di Delia Smith. E 'anche apparsa in Magazine Sainsbury (Collection Dairy).

Esistono molte versioni della torta di carote, almeno tante quante ne esistono della torta di mele. Sono ricette antiche, semplici, che appartengono a numerose culture e tradizioni.
Io nella mia vita ne ho fatte tantissime, ed ogni volta mi sembra di aver trovato la versione più buona, più esaltante, più incredibile. Fino a trovare la successiva.

La verità è che la torta di carote mi piace molto, soprattutto se con le mandorle. Ma stavolta avevo voglia di qualcosa di diverso, e sono stata catturata dall'idea di provare una lista di ingredienti davvero varia (anche se semplice) e che non prevedesse le mandorle. Oddio, a ben pensarci, basterebbe sostituire l'equivalente in peso alla farina di cocco. Ad ogni modo, volevo fare la prova a vedere quanto potesse essere gustosa senza il mio prezioso ingrediente.

Sono rimasta colpita: non ho aggiunto la glassa, la farcitura e la decorazione, ma anche mangiata così, in semplicità, ha un sapore particolare dovuto alle spezie e alla qualità dello zucchero. La farina integrale le dà sapore e consistenza, e trovo che nutrizionalmente sia molto equilibrata.

A questo si aggiunge il fatto che questa torta, dai colori caldi ed affascinanti, ha conquistato mia figlia: l'ho fatta solo per provare e con l'intento di regalarla, e lei, fetta a fetta, l'ha mangiata tutta. Da sola. Una fetta al giorno per la scuola, nello zainetto.
Credo che questo, per una madre, sia il regalo più bello... quindi, grazie Delia: ti ho sempre stimato, ma ora di più!

ingredienti

Per la torta
  • 200 g di farina integrale con lievito
  • 3 cucchiaini di spezie miste, in polvere (cannella, zenzero, chiodi di garofano)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 175 g di zucchero di canna scuro morbido 
  • 2 uova grandi
  • 150 ml di olio di semi di girasole
  • scorza grattugiata di 1 arancia
  • 200 g di carote, sbucciate e grattugiate grossolanamente
  • 110 g di uva sultanina
  • 50 g di cocco disidratato
  • 50 g di noci pecan
Per la glassa allo sciroppo:
  • il succo di 1 piccola arancia
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 75 g di zucchero di canna scuro morbido
Per la farcia:
  • 250 g mascarpone
  • 200g di formaggio fresco, all'8% di grassi
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
Per guarnire:

  • 50 g di noci pecan

preparazione

Preriscaldate il forno a 200 ° C, poi abbassate a 170 ° C e tostate le noci pecan.  
Inserite tutte le noci pecan su una teglia e tostatele in forno per 8 minuti.  

Ora tenetene da parte la metà circa per il dolce e il resto tritatelo più finemente, per la farcitura.  

Riportate il forno a 170 ° C.  
Per fare la torta, con una frusta montate lo zucchero, le uova e l'olio per 2-3 minuti, quindi verificate che lo zucchero sia sciolto.  

Ora setacciate la farina, le spezie miste e il bicarbonato di sodio nella ciotola, ribaltando il setaccio per unire  anche i granelli di crusca rimasti nelle maglie. Poi mescolate delicatamente il tutto, seguito dai restanti ingredienti della torta.

Dividete l'impasto in modo uniforme negli gli stampi imburrati e cuocete le torte sul ripiano centrale del forno per circa 30 minuti. Dovrebbero essere ben lievitati, sodi ed elastici al tatto se premete  leggermente nel centro, e dovrebbero ritirarsi leggermente dai lati della teglia. In caso contrario, dare loro altri 2-3 minuti e ricontrollate di nuovo.  

Nel frattempo, fare la farcia sbattendo tutti gli ingredienti in una ciotola fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Poi coprire con pellicola trasparente e in frigo per 1-2 ore, fino a quando si è pronti per glassare le torte.

Per fare la copertura allo sciroppo, sbattere insieme i succhi di arancia e limone e lo zucchero in una ciotola e poi, quando le torte escono dal forno, punzecchiatele con uno spiedino e rapidamente irroratele di sciroppo con un cucchiaio in modo uniforme.

Ora lasciarli da parte per il raffreddamento nella loro bagna, durante il quale lo sciroppo sarà assorbito.

Poi, quando le torte sono completamente fredde, rimuoverli dagli stampi.

Disporre un terzo del ripieno su una delle torte, posizionare l'altro nella parte superiore, quindi ricoprire la parte superiore e laterale con la glassa rimanente.

Sbriciolare i pezzetti rimanenti di noci pecan tostate sopra la superficie.

mercoledì 5 giugno 2013

Torta di ciliegie (della mia nonna)

Una torta soffice che sa di burro, in cui affondano goduriosamente le ciliegie. Come la torta di mele della nonna Annina, cambiando il frutto. E sopra, una crosticina croccante di zucchero semolato.

Torta di ciliegie

Cosa non si fa per rendere felici i propri bimbi...
Quest'inverno mia figlia ha visto in un cartoneanimato una nonna che preparava una torta di ciliegie. Da allora è partito un vero e proprio tormentone, che si è pacificato solo con la promessa che la torta di ciliegie sarebbe arrivata quando delle ciliegie sarebbe stata la stagione.

Torta di ciliegie

La stagione è arrivata, il nostro alberello ha fruttificato, e noi ci siamo ritrovati davanti al compito di interpretare il desiderio della pincipessa. Stavolta la fortuna mi ha assistito, ho indovinato a primo colpo: la torta della mia nonna (grazie nonna! Da lassù sei stata benefica!), a cui ho sostituito le mele con le ciliegie.
Tutto qui? Già mi vedevo in innumerevoli tentativi e ricerche di torte alle ciliegie nel tentativo di identificare la torta sognata. Sì, è stato facile... per questa volta.

Torta di ciliegie 

Questa torta ha un profumo di burro davvero notevole: credo che sia questo che la caratterizza, e che la rende amata a tutti i membri della mia famiglia, da generazioni (la sua ricetta originale si perde nella notte dei tempi, e anche dei luoghi!).
L'ho preparata nel passaggio tra la notte e il giorno, dal momento in cui il mio primo nipotino ha rotto le membrane (della sua mamma) a quando è venuto al mondo.
Ora sono zia: e questa torta mi lega irrimediabilmente al suo profumo: il profumo di un piccolo miracolo appena atterrato su questa terra.
[La fetta che manca, nella foto... l'ha mangiata la sua mamma!]
 
ingredienti


Per una tortiera 18cm di diametro
(la dose originale è per tortiera da 26cm, con tre uova, quindi un terzo in più di tutti gli ingredienti)
  • 2 uova intere
  • 100 grammi di burro
  • 100g di zucchero di canna
  • 135g di farina 00
  • 400g di ciliegie dolci e mature
  • 1/2 bacca di vaniglia bourbon
  • 1 tappo di liquore amaretto
  • 2/3 di busta di lievito per dolci (10 grammi)
  • zucchero semolato (di canna) per la superficie
  • zucchero a velo vanigliato (facoltativo)
preparazione


Denocciolare le ciliegie e tenerle da parte.

Montare burro e zucchero: cominciate con un cucchiaio di legno in una ciotola, amalgamate fino ad ottenere un impasto cremoso, quindi montatelo con le fruste della planetaria finché non è chiaro e ben montato.

Prelevare i semi dalla bacca di vaniglia e mescolarli all'impasto.

Unire le uova intere, uno alla volta, continuando a mescolare finché ciascuno non si assorbe, prima di inserire il successivo. Continuare a montare.

Unire la farina setacciata con il lievito, l'amaretto e versare in teglia da 18cm (se la volete più bassa usatene uno da 20-22: questo cambierà la proporzione tra impasto e ciliegie), imburrata e infarinata.

Affondare le ciliegie nell'impasto (io a raggiera).

Cospargere di zucchero semolato e cuocere a 180° per 30-35 minuti.

Sformare dallo stampo dopo qualche minuto e fare raffreddare su una gratella prima di tagliare.

Suggerimenti: tenete le ciliegie denocciolate a bagno in uno sciroppo di acqua e zucchero, se le desiderate più dolci. Si possono preparare la sera prima, versandovi sopra lo sciroppo caldo e lasciandole in un barattolo tutta la notte (o anche di più). Aggiungetele scolate all'impasto. 

Questa torta ha un impasto denso, ed è buona proprio perché è molto burrosa. La sua caratteristica è questa, insieme alla crosticina in superficie, che non vi permetterà di capovolgerla dopo la sua cottura. La sua dose originale è preparata in uno stampo più grande, quindi viene una torta più bassa.

Se non desiderate le ciliegie sul fondo della torta, poggiatele appena quando le sistemate sulla torta (quando la stendete nello stampo, ha l'altezza delle ciliegie): l'impasto lievitando, inevitabilmente, le avvolgerà.

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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

martedì 11 febbraio 2014

Strudel di Mela & Zenzero dell'MTC

Lo strudel è un vortice di pasta che avvolge un ripieno dolce o salato. Lo strudel è uno scrigno che segna l'equilibrio tra la croccantezza e la delicatezza, lo stesso equilibrio che ritroviamo nel suo ripieno. Lo strudel è descritto benissimo da Mari e da Alessandra, perché è la trentaseiesima sfida dell'MTC. Se vi va di partecipare, andate a dare un'occhiata.

Strudel di mela e zenzero

Non sprecherò parole nel descriverlo, perché c'è chi ha parlato dello strudel molto meglio di me. Ho deciso di comentarmi nella ricetta della sfida perché le papille gustative dicevano "siii, siiiii!".
Non ho nessuna pretesa di partecipare: ho seguito la sfida da lontano parecchie volte, e so che se anche mi mettessi a cucinare meraviglie e a descriverle poi con parole sopraffine, sarei costretta a competere con gente molto più brava e fantasiosa di me.
Ma il vero motivo non è questo: non ho la certezza di garantire otto partecipazioni in un anno.

Quindi eccomi qui, solo per non perdermi l'occasione di impiattare un Mela&Zenzero: come avrei potuto, IO, non fare una ricetta così?

Strudel di mela e zenzero


Ok, forse sarà una scelta banale, ma nella nostra vita (nella mia e in quella di Zenzero) banale non è stato: il sapore rotondo della mela, la sua consistenza morbida eppure croccante, e l'originale gusto pungente dello zenzero, agre quanto basta ma non prima di averti sorpreso con la sua freschezza.  
Insieme sono perfetti.

Questi siamo noi, e questa è la nostra ricetta di strudel: semplice, pulita, Mela & Zenzero.


ingredienti

Dal blog di Mari:

Per la sfoglia:
  • 150 g di farina 00
  • 100 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • 700 g di mele golden
  • 80 g di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di marsala dolce
  • 40 g di noci
  • 30 g di uva passa
  • 30g di nocciole 
  • 1 cucchiaio di granella di amaretto
  • 10g di zenzero candito
  • 1 centimetro di radice di zenzero fresca
  • 70 g di pangrattato
  • 30 g di burro
  • la scorza di ½ limone grattugiata
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
Per terminare:
  • 20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia
  • zucchero a velo a piacere per la superficie
  • una dose di crema pasticciera

preparazione
[Ho qualche foto delle fasi di preparazione scattata col cellulare, che prometto di unire al più presto a questo post]

Preparate l’impasto per la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Preparate il ripieno.
Mettete a bagno l'uva passa nel marsala.
Fate sciogliere in un tegame il burro e poi fatevi rosolare il pangrattato fino a farlo dorare (attenzione, basta un attimo per passare dallo stadio della doratura a quello della bruciatura). Spegnete il fuoco, versate il pane in un recipiente, fatelo leggermente raffreddare, quindi aggiungete la scorza del limone grattugiata, la cannella e mettete il composto da parte.
Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, i pinoli, le noci spezzettate, le nocciole precedentemente avvolte in un panno e battute con un matterello, l’uva passa e il marsala, lo zenzero candito a piccolissimi pezzi, lo zenzero fresco grattuggiato e mescolate bene il tutto.
Stendete la sfoglia.
Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. 
Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. 
Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato, quindi sopra ad esso il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo.
A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine.
Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, io sulla leccarda del forno rivestita di cartaforno, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere.

A 180° ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.
Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel.
Una volta freddo cospargete di zucchero a velo.
Servite freddo (secondo me è più buono se riposa) accompagnandolo con una pallina di crema.

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mercoledì 12 gennaio 2011

Brisé di crema di mele e cannella

melatrio

Un dolce light, sicuramente più della crostata.
Nasce dall'esigenza di consumare dei vasetti di frutta al naturale troppo vicini alla scadenza. L'ispirazione è venuta leggendo delle ricette di crostate che usano la polpa di mela cotta in tegame, e poi frullata e addensata in vari modi. In questo modo, se non hai voglia di perdere tempo, prepari il dolce in pochi minuti: apri, versi, mescoli, inforni. Lo giuro.
La brisé l'ho scelta perché l'avevo in frigo, già pronta, e non avevo il tempo di impastare la pastafrolla: sincerità. Il risultato non è male, soprattutto nel bordo dà un gusto di dolce-salato molto leggero.
Il decoro è a scelta, io nella preparazione ho omesso mandorle e cioccolato (che mi sono subito venuti in mente per compensare in croccantezza il morbido della crema) perché voglio prima provarla "in purezza". Forse poteva anche starci un liquore aromatico, come l'amaretto, ma questa è  la prima versione, molto "for baby"...

IMG_6058

ingredienti
    IMG_6053
  • 1 rotolo di pasta brisè
  • 4 vasetti di polpa di mela al naturale (vanno bene quelli che trovate al supermercato nel banco-frigo, o quelli per bambini, ma senza zucchero)
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 30 g di farina
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 20 g di mandorle a lamelle o scaglie di cioccolato (facolatative)
  • zucchero a velo per decorare

IMG_6060 preparazione

Srotolare la brisé e
cospargela con qualche pizzico di zucchero di canna, soprattutto nella parte dei bordi, prima di ripiegarli su se stessi (in modo da "farcirli"); adagiarla in teglia, arrotolando i bordi;  bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.

Mescolare la polpa di mela con l'uovo intero, la farina, i due cucchiai di zucchero e la cannella.
Passare al mixer per amalgamare.

Versare sull'impasto ed infornare a 200° per 45 minuti circa.


martedì 12 novembre 2013

Biscotti di San Martino ripieni di crema di ricotta con lievito madre

Biscotti tipici del giorno di san Martino in Sicilia, questi dolcetti morbidi ripieni di crema di ricotta. Quest'anno in versione col lievito madre, per la versione con lievito di birra cliccate qui.

Biscotti di san martino ripieni con lievito madre

Come molte delle cose sicule, hanno due volti: semplici all'apparenza, questi dolcini nascondono al loro interno un tripudio di sapori. Aromi intensi come l'anice, la cannella, la scorza di limone, il profumo del moscato. Sapori che si sprigionano al meglio nel riposo, "conoscendosi" e mescolandosi tra loro.

Un morso è trasbordante di sofficità e di crema: io li adoro così.

Non li ho glassati né decorati, quest'anno (solo nei primi un po' di zucchero a velo, ma alla fine li abbiamo mangiati così come li vedete). Ho concentrato tutte le mie energie nell'attesa, quella importante che caratterizza le preparazioni con il lievito madre. Quest'anno son venuti morbidi come brioche!

Facilissima la preparazione, poi fanno tutto da soli: lievitano, inondano la casa di profumo, vi innamorano. Sapori senza mezze misure, non per tutti: come la sicilia, del resto.

ingredienti

Per 20 pezzi (circa)

  • farina 00, 380g
  • lievito madre, 120g (di un anno fa è la versione con lievito di birra)
  • acqua, q.b all'assorbimento(200-250gr circa, regolatevi ad occhio)
  • zucchero di canna, 120g (anche un pò di più se vi piacciono più dolci)
  • strutto, 60g
  • semi di anice, 1 cucchiaio
  • cannella in polvere, 1 cucchiaino
  • sale, q.b.
Per la bagna
  • acqua calda, 100g
  • zucchero, 60g
  • moscato, 30-40g
Per la crema di ricotta
  • ricotta di pecora, 400g
  • zucchero, 100g
  • scorza di limone bio grattugiata
preparazione 

Cominciate dalla crema di ricotta (la sera prima o anche più).

La farcitura necessita di tempo per riposare e solidificarsi.
La ricotta dev'essere rigorosamente di pecora, e dovete lasciarla scolare finché non risulta asciutta e soda. Se necessario, eliminate il siero di scolo più volte. Quest'operazione è molto importante soprattutto se usate una ricotta non industriale, più ricca di siero.
Unite lo zucchero e la scorza di un limone grattugiata.
Va mescolato con una forchetta o con una frusta in acciaio per mantenere una certa consistenza, oppure passato a setaccio (perfetto il passaverdura a fori larghi, come faceva la mia nonnina).
Fate riposare in frigo, coperta, per qualche ora o per tutta la notte.


Preparate i biscotti di san Martino.
In una planetaria o in una ciotola versate la farina e lo zucchero, versate al centro il lievito madre spezzettato ma non schiacciato, i semi di anice, la cannella e lo strutto a piccoli pezzi.
Impastate per qualche giro a bassa velocità aggiungendo acqua tiepida (ma non calda) a filo molto lentamente, aspettando che la assorba tutta prima di aggiungerne altra. Ne ho aggiunto un bicchiere scarso, ma la quantità varia in base al tipo di farina.
L'impasto deve risultare compatto ed elastico, liscio ed omogeneo, della consistenza di una pasta da pane.Ci vorranno 15-20 minuti ad incordarlo.
Ponete in un contenitore stretto e lungo, appena oliato, in luogo tiepido fino al raddoppio (io più di 12 ore).
Quindi rovesciate l'impasto sulla spianatoia, eseguite delle pieghe, arrotondate e coprite a campana per 10-15 minuti.

Dividete quindi a bastoncini, lunghi circa 8-10 centimetri, che ripiegherete su se stessi, ottenendo così delle chiocciole.
Io ho fatto così: ho preso il bastoncino e l'ho arrotolato su due dita (indice e medio) della mano sinistra mentre con la destra formavo la chiocciola.
Imburrate una placca da forno o rivestitela di cartaforno e disponetevi le "ciambelline" ben distanziate tra loro. Mettetele in un luogo tiepido, copritele con un canovaccio e lasciatele lievitare. Io le ho lasciate 6 ore abbondanti.
Fateli cuocere nel forno , precedentemente riscaldato a 200°, per 20-25 minuti circa, tirateli fuori quando saranno dorati e morbidi al tatto, (fate attenzione a non farli diventare scuri e quindi troppo cotti).
Metteteli su una gratella e lasciateli raffreddare.


Farcitura.

Prendete i biscotti, tagliate la calotta superiore, e con l’aiuto di un cucchiaino scavate leggermente all’interno del biscotto, con molta delicatezza in modo da formare una piccola cavità.
Versate il moscato in una ciotola, diluitelo con l’acqua calda e lo zucchero, e con un cucchiaino inzuppate generosamente i biscotti.
Ora prendete un pennello e bagnate la calotta superiore e la superficie esterna di ogni biscotto.
Riempite i biscotti con la crema di ricotta che avete preparato precedentemente (che ora sarà rassodata), posizionate sopra ogni biscotto la propria calotta, spolverizzate i raschi di zucchero a velo, metteteli su un piatto da portata.
Mettete della cannella in polvere in un piccolo cono ottenuto con la cartaforno, e fate una riga di decorazione su ogni calotta.
Fate riposare una notte intera e servite rigorosamente il giorno dopo, per permettere a tutti gli aromi di sprigionarsi al meglio.
Se volete ottenere la classica versione croccante:
invece di farcire i biscotti, dopo il raffreddamento ri-infornateli con lo sportello semiaperto, a 150° per 10/15 minuti, stando attenti che non diventino troppo scuri. 
 



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domenica 26 ottobre 2008

Sticky buns: girelle di pasta lievitata alla cannella, senza impasto

Questo è un dolce ipercalorico che gli inglesi servono col tè. Un lievitato semplive anche grazie al fatto che si prepara con la tecnica "senza impasto".






Da Dolci&Delizie

Per l'impasto:
500g di manitoba (va bene anche una 0 per pizza)
55ml di acqua tiepida
75g di zucchero
225g di burro 

2 uova 

225g di panna acida (o 225 di panna liquida a cui aggiungere il succo del limone)
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
7g di lievito di birra essiccato
sale q.b.

Per il ripieno:
125 g di burro fuso
100 g di zucchero di canna
2 cucchiaini di cannella
uvetta

Per lo sciroppo:
100 g di zucchero di canna
100 g di burro fuso
4 cucchiai di golden syrup
noci pecan leggermente tritate

Preparazione:
Attivare il lievito nell’acqua tiepida e preparare l’impasto in una ciotola.

Versare nel mixer il burro fuso e lo zucchero e mescolare.
Aggiungere entrambe le uova con due o tre cucchiai di farina e mescolare.

A questo punto aggiungere i restanti ingredienti: la farina, il lievito, la panna, il sale e l'estratto di vaniglia.
Versare l'impasto sul piano di lavoro e lavorarlo un po', quindi riporlo in una terrina e lasciare lievitare in frigo per circa due ore.


Coprire con la pellicola trasparente e lasciare riposare in frifo fino a quando l'impasto raddoppierà (circa 2 ore).
(Dopo 2 ore puoi usarlo o tenerlo in frigo per un massimo di 2 giorni).

A parte, preparare il ripieno mescolando il burro fuso, allo zucchero ed alla cannella.

Prendere l’impasto dal frigorifero, lavorarlo sommariamente e stenderlo con le mani su un piano leggermente imfarinato (non dev'essere steso troppo sottile).
Cospargervi sopra tutto il ripieno spennellandolo, ed arrotolare l'impasto dal lato più lungo.

Tagliare il rotolo in porzioni tipo girelle e posizionarle negli stampini dei muffin mostrando il ripieno dal lato alto.

Cuocere in forno a 200° per 20 minuti.

Preparare la sciroppo, versarlo sugli Sticky buns e spolverarli poi con le noci pecan tritate, uvetta e cannella.

giovedì 21 febbraio 2013

Muffin al latticello e ciliegie disidratate: cucinare coi bambini

Il latticello dona ai lievitati una particolare sofficità, ecco perché lo abbiamo provato in questi muffin molto semplici che hanno un cuore di ciliegie disidratate, come richiesto dalla mia bimba (che mi ha aiutato a prepararli).
Un avviso per i malcapitati: questo post contiene foto di e scattate da mia figlia: non provate a copiarle perché "vi faccio nuovi". E vi avviso sin dalle prime righe!
(Firmato, mamma tigre)

muffin di carnevale

Carnevale è passato da tempo, lo so, ma io col tempo per ora non ci vado molto d'accordo. Non mi basta mai. Cucino tanto e pubblico poco. Ma se mettiamo da parte il girotondo di coriandoli di zucchero, questo muffin si può preparare in qualsiasi periodo dell'anno.

L'idea ovviamente, è di Brioscina: commissionata in tutto e per tutto, dalla forma del dolce alla scelta degli ingredienti. Li voleva così, con le ciliegie, e ne ha chieste tre per ogni muffin.
Io mi sono limitata ad aggiungere solo la ricetta al latticello, ché ero troppo curiosa per non provarla: è vero che aggiunge sofficità, ma non più di altre ricette (se non lo avete, unite dello yogurt).


Li abbiamo provati in due versioni: la prima ha un frosting semplicissimo, preparato con formaggio cremoso dolcificato, palline di zucchero, e gocce di cioccolata (i bambini impazziscono per il colore sui dolci). La seconda, opera anche questa di Bry (come potete vedere), con dei confetti colorati, che lei non si è limitata ad usare per il dolce, ma anche -manco a dirlo- per la mise en plate.
E volete saperla tutta??? Le foto in alto sono state scattate tutte da lei, tranne quella dei muffin in teglia.

Che dire: è mia figlia.
 
Brioscina decora i muffin

  ingredienti


Per 8 muffin
  • 100ml di latticello
  • 50g di burro
  • 1 uovo medio
  • 125g di farina 00
  • 1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci (da the)
  • 70g di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • ciliegie disidratate
Per la copertura
  • formaggio spalmabile (Philadephia), 1 cucchiaino per ciascun muffin
  • zucchero di canna, 1 o 2 cucchiaini per muffin
  • decorazioni di zucchero
preparazione

Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola.

A parte mescolate l'uovo, il latticello e il burro fuso freddo.

Unite i liquidi alla ciotola con gli ingedienti secchi, mescolate rapidamente, e versate nei pirotti usa e getta. Per ciascuno, ponete al centro delle ciliegie disidratate, due o tre.

Infornate in forno preriscaldato a 180°per 15-20 minuti.

Per la copertura, sbattete con una frusta il formaggio e lo zucchero, versate quindi su ogni muffin e decorate a piacere.

lunedì 7 febbraio 2011

Maltagliati di frolla alle mandorle e miele

IMG_6463

    Sbagliando si impara: nel mio caso significa che sbagliando una ricetta se ne impara un'altra. Chi mi ha seguito ieri su Facebbok sa che volevo fare una crostata, ma uscendola dal forno si è irrimediabilmente rotto il bordo, quindi, essendo vuota, ho dovuto rinunciare a farcirla di crema e frutta.
    Ho asportato tutto il bordo, e sono rimasta in attesa dell'ispirazione riguardo a cosa farne. E' arrivata poco fa: l'ho cosparsa di zucchero di canna, poi di mandorle a lamelle, e infine di miele caldo a filo.
    Pochi minuti di grill.. et voilà!
    Il profumo è dolcissimo, il sapore è aromatico, sono perfetti prima del caffè!

    IMG_6474

    IMG_6470ingredienti
    • un rotolo di pastafrolla, 250gr
    • 2 cucchiaini di zucchero di canna 
    • 1 cucchiaino di miele grezzo
    • mandorle a lamelle q.b.
    preparazione
     

    IMG_6469Cuocete la pasta frolla vuota, stendendola nella teglia senza rialzare i bordi, e lasciatela raffreddare completamente.
    Cospargetela con zucchero di canna, poi con le mandorle.
    Riscaldate il miele al microonde, quindi versatelo a filo su tutta la superficie.
    Passate il tutto sotto il grill per 8 minuti circa, o finché non si sono dorate la mandorle.
    Tagliate con un grosso coltello da chef.




    lunedì 1 febbraio 2016

    Palline fritte dolci allo yogurt: come fare frittelle asciutte in 5 minuti

    Piccole palline dolci di pasta fritta che si preparano in 5 minuti di orologio. Sono facili, buone, con lo yogurt nell'impasto. E sono così asciutte che faticherete a cospagerle di zucchero!

    palline fritte dolci allo yogurt

    Le frittelle piacciono a tutti, si sa... Ma spesso non si ha voglia di mettersi a impastare e aspettare la lievitazione.

    Queste però sono davvero veloci da preparare, e non richiedono lunghe attese. In 5 minuti sono pronte per la frittura!
    Perché il vostro fritto sia perfetto non dimenticate le regole d'oro, che trovate in questo post ;)

    In più, vi garantisco che per realizzare queste palline non sporcherete assolutamente il vostro piano cottura. E alla fine avrete da lavare solo la ciotola, due cucchiaini, una frusta e il tegame dove avete fritto. Mica male, no?

    palline fritte dolci allo yogurt
    ingredienti

    Per una quarantina di palline, circa:
    • 200gr di farina 00 integrale bio
    • 50gr di amido di grano
    • 150gr di yogurt compatto greco
    • 100gr di zucchero di canna
    • 8gr di lievito per dolci
    • 2 uova piccole oppure 1 grande
    • liquore a scelta (io limoncello)
    • un pizzico di sale
    • scorza di mezzo limone piccolo, finemente grattugiata
    • olio di semi di girasole per friggere (circa mezzo litro)
    • zucchero semolato per decorare (se volete anche di canna)
    preparazione

    In un contenitore a bordi alti setacciate le farine e versate al centro le uova leggermente sbattute.

    Unite lo yogurt, mescolate, leggermente, unite quindi lo zucchero, il liquore, la scorzetta di limone (senza la parte bianca)  e per ultimo il lievito.

    Mescolate per un minuto con le fruste elettriche, fino ad ottenere una pastella soda che potrete maneggiare tra due cucchiaini.

    Intanto portate a temperatura l'olio in un tegame a bordi alti.
    Sarà pronto quando raggiungerà la temperatura di 180° (se non avete il termometro usate uno sbuffo di farina, che dovrà sfrigolare quando la versate sull'olio.

    Prendete una piccola quantità di impasto con un cucchiaino (quando sarà nell'olio gonfierà parecchio, quindi non abbondate) e lisciatelo passandolo tra un cucchiaino e un altro. Versatelo quindi nell'olio: vedrete che le palline si girano praticamente da sole! Non mettete troppe palline per volta per non abbassare la temperatura dell'olio.

    Assicuratevi che abbiano un colore uniforme su tutti i lati quindi sollevatele con una schiumarola. Passatele su un piatto coperto con un tovagliolo, anche se praticamente ne uscirà ASCIUTTO!

    Ci tengo a sottolinearvi che se procederete correttamente QUESTE FRITTELLE NON SCHIZZANO, e la vostra cucina rimarrà intatta come appena pulita. Vi do la mia parola.

    Terminata la frittura, cospargete con zucchero semolato e servite.

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    © Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

    giovedì 27 novembre 2008

    Crumble di mela

    Questo è il mio primo crumble di mele. Per essere una prima volta devo dire che non è male, ma voglio riprovarci per renderlo migliore.
    "To crumble" in inglese significa "sbriciolare", ed è questo l'effetto del dolce: sabbioso impasto che avvolge una crema morbida di mela.
    E stasera casa nostra profuma di dolcezza...

    Ingredienti
    :

    • 4 mele
    • 100g di farina
    • 50g di zucchero
    • 75g di burro (ne userei di meno perchè viene col sapore molto burroso)
    • 100g di mandorle non pelate
    • 1 cucchiaino abbondante di cannella
    • zucchero di canna
    Procedimento:
    Se decidete di servirlo con la salsa allo yogurt* cominciate col prepararla.
    Affettare sottilmente le mele sbucciate.
    Mettere nel robot da cucina farina, zucchero, burro ben freddo a pezzetti, cannella e mandorle.
    Frullare alla velocità massima per 30" (si deve ottenere un composto in briciole).

    Distribuire metà dell'impasto sul fondo della pirofila e disporvi sopra le mele, poi l'altra metà del composto senza livellare ma schiacciando bene (qualcuno decora la superficie del dolce con i rebbi della forchetta).
    Trovo che sia d'obbligo usare dei pirottini monoporzione o una teglia a cerniera, altrimenti (come è successo a me) sarà difficile sformare il dolce che ha una consistenza molto morbida.
    Cospargere la superficie del dolce con un pò di zucchero di canna per far formare una crosticina
    Infornare a 230° per 30 minuti.
    Servire caldo (ma non bollente) con una pallina di gelato alla vaniglia o con una salsa di yogurt.

    *Salsa allo yogurt:

    • 150 gr. di yogurt bianco dolce
    • 150 gr. di panna liquida per dolci
    • succo di limone.
    Mescolare bene gli ingredienti, coprire con la pellicola e tenere in frigo (meglio se preparata con un giorno di anticipo).




    lunedì 29 luglio 2013

    Costine di maiale (ribs) "Kansas City Style": ricetta al barbecue

    Un tocco di maiale tenero e succoso, in crosta di spezie e glassato in salsa agrodolce. Una ricetta molto tecnica e laboriosa ma che appassionerà gli amanti del Barbecue.

    Costine di maiale Kansas City Style

    Zenzero ha la passione per il barbecue. Che originale! Siamo in estate, e il 99% degli italiani (stima approssimativa al ribasso) griglia alimenti di vario genere sul fuoco dichiarandosi appassionato e competente. Ma non è davvero così.

    Mi tocca precisare: a Zenzero piace IL Barbecue. E nemmeno lui sapeva che cucinare al barbecue non significa piazzare la carne sui carboni ardenti e ritirarla quando ha acquisito un bel color catrame scuro ed omogeneo. Solo da poco ha appreso che cucinare al Barbecue significa "grigliare a 110°, col calore somministrato per convezione, e affumicando la carne con fumo di legna aromatica, per lungo tempo". Gli americani, maestri del Barbecue, lo chiamano Low&Slow.

    Costine di maiale Kansas City Style

    Ecco, a Zenzero piace il Low&Slow. Così tanto che, essendo sprovvisto dell'attrezzatura con cui realizzare questo tipo di cottura, si è fatto regalare dalla sottoscritta un bel kettle a carbone (vedi qui). Ve lo mostro:

    Costine di maiale Kansas City Style

    A Zenzero piace così tanto il Barbecue che è disposto a stare un pomeriggio intero davanti al kettle per cucinare (non ditegli, però, che se fosse un po' più padrone delle tecniche di cottura, potrebbe anche dedicarsi ad altro mentre la carne lentamente cuoce!).

    Ma Zenzero si è talmente appassionato di Low&Slow che è disposto a torturare per giorni e giorni il macellaio dell'isoletta, pur di ottenere il pezzo di carne esattamente come gli serve per la sua ricetta (ma non è così, ogni volta che ci si appassiona davvero a qualcosa?). E quando finalmente torna a casa vittorioso, con dentro la borsa della spesa il suo prezioso trofeo, che ci fa?

    Mettetevi comodi: Zenzero vi racconterà un storia lunga, ma dal finale davvero gratificante per il palato!
     
    ingredienti

    Per 3 persone
    (ricette di Gianfranco Lo Cascio)
    • un' ala di costine di maiale da circa 1,5 kg (vedi foto, più in basso)
    • aceto di mele
    • senape di Digione

    per il RUB* (dosi per due ali di costine)
    • 120 g paprika dolce
    • 50 g sale
    • 20 g aglio in polvere
    • 15 g cipolla in polvere
    • 5 g pepe bianco
    • 5 g pepe nero
    • 5 g origano
    • 6 g semi di finocchio
    • 20 g zucchero grezzo di canna

    per la salsa barbecue (dosi per 8 tranci di costine)
    • 250 g ketchup
    • 95 g miele millefiori
    • 25 g senape di digione
    • 6 g salsa Tabasco
    • 30 g salsa worchester
    • 20 g paprika dolce
    • 100 g succo di limone
    • 40 g aceto di mele
    • 20 g zucchero di canna grezzo
    • 1 cucchiaino di aglio in polvere
    • 1 cucchiaino di cipolla in polvere
    • 1 cucchiaino di semi di sedano
    • 1 cucchiaino di pepe nero
    • sale q.b.

    per affumicare
    • 400g di tocchetti (chips) di noce americano (hickory)
     
    preparazione

    Primo step.
    La carne non va messa in cottura così com'è: ci sono alcuni accorgimenti a cui sottoporre il tocco di maiale acquistato, che possono essere fatti anche molto tempo prima della cottura (io lo faccio non appena acquisto la carne, e comunque preferibilmente il giorno prima di cuocerla).

    Bisogna innanzitutto rimuovere la membrana che ricopre le ossa delle costine: questa operazione si fa inserendo uno coltellino liscio tra un osso e l'altro, proprio sotto la membrana (è ben visibile e facilmente individuabile), fino a sollevarne dalla carne quanto basta per poterla afferrare saldamente con la mano e tirarla via, con forza ma senza strapparla. Diversamente rimuovere i residui risulterà molto più arduo.
    Questa operazione è importantissima perché la membrana non è permeabile al fumo, e non dimenticatevi che quel che noi vogliamo è AFFUMICARE.
    Dalla carne vanno inoltre eliminati totalmente gli eccessi di grasso superficiale, fino a portare alla luce la parte magra del taglio di carne.

    Costine di maiale Kansas City Style

    Ci sono altre due cose che è possibile fare il giorno prima della cottura: preparare il RUB e la salsa barbecue.

    *Il RUB è una miscela di spezie che si strofina sulla carne (to rub = strofinare) e ha la funzione di insaporirla e di creare in cottura una gustosa crosticina, che gli americani chiamano "bark". La preparazione del rub per questa ricetta è semplice: è sufficiente ridurre in polvere tutti gli ingredienti e miscelarli insieme sciogliendo con le mani eventuali grumi. Il rub si conserva in un contenitore ermetico, anche per diversi mesi.
    Altrettanto semplice la preparazione della SALSA BARBECUE. E' sufficiente mescolare tutti gli ingredienti in un pentolino, portare a bollore e lasciare ridurre a fuoco lento per 15 minuti, rimescolando di tanto in tanto. La salsa così ottenuta si conserva in un contenitore di vetro ermetico precedentemente sterilizzato tramite bollitura.

    Il giorno della cottura, preparare il barbecue come segue.
    Dividere il braciere del kettle in due zone: 1/3 lo utilizzerete per il combustibile, nel caso specifico bricchetti di carbone compresso, e 2/3 li lascerete liberi. Accendete, con l'ausilio di un cesto accenditore, una dozzina di bricchetti e metteteli nella zona del braciere adibita al combustibile, utilizzando lo schema del "metodo minion".

    Costine di maiale Kansas City Style

    Mentre il kettle si stabilizza sulla temperatura di 110°, stendete con un pennello uno strato di senape su un lato delle costine di maiale.

    Costine di maiale Kansas City Style

    Poi spargete generosamente e uniformemente il rub su tutta la superficie. Girate la carne e ripetete l'operazione dall'altro lato.

    Costine di maiale Kansas City Style

    A questo punto le costine sono pronte per essere messe in cottura nel barbecue.

    Una volta portato il kettle alla temperatura di 110° al livello della griglia, mettete una manciata di tocchetti di noce americano sulle braci; non appena cominciano ad emettere fumo piazzate la carne sulla griglia di cottura.
    La carne va posta fuori dal fuoco, in corrispondenza della zona libera del braciere, e sotto posizionerete una teglia di alluminio vuota per raccogliere eventuali liquidi che colano.

    Le fasi di cottura sono tre: l'affumicatura, la cottura e la finitura.

    L'affumicatura va protratta per tre ore, alimentando il braciere con i pezzetti di legna bagnata quando il barbecue smette di emettere fumo.

    Terminata la fase di affumicatura, si continua a cuocere (indicativamente per due ore), spruzzando sulle costine l'aceto di mele ogni ora su entrambi i lati.

    Il tempo di cottura è relativo, dipende da una molteplicità tale di fattori che è impossibile dirlo con esattezza. Un metodo pratico ed efficace per sapere se la carne è cotta è il cosiddetto "bend test": si prendono le costine da entrambe i lati e si esercita una torsione. Se la carne tende a fessurarsi, allora è pronta. Altro fattore indicativo della cottura è il fatto che la carne si ritira, lasciando scoperto qualche centimetro di ossa.

    A questo punto si passa alla terza e ultima fase, quella di finitura: si cosparge l'ala di costine con la salsa barbecue e si finisce la cottura a 190° per il tempo che serve alla salsa di caramellarsi in superficie.

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    © Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

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