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mercoledì 26 febbraio 2014

Kebab di tacchino fatto in casa, con salsa allo yogurt: ricetta dietetica

Per gli amanti del kebab proponiamo una versione da fare a casa, che forse non eguaglia la versione allo spiedo, ma accontenterà di certo il vostro gusto!

Kebab di tacchino con salsa allo yogurt

Ha poche calorie questo secondo di carne, e prendo due piccioni con una fava: faccio contenta mia moglie, e mi godo il piatto anche io. Questo è un tipico esempio di come una ricetta leggera possa essere preparata con (buon) gusto e accuratezza. Non ne convenite anche voi?
Provate, e fatemi sapere.

Enjoy, Zenzero.

Kebab di tacchino con salsa allo yogurt

ingredienti

Per due-tre persone:



Per la salsa allo yogurt:

  • 125 ml di yogurt compatto greco
  • tre o quattro cetriolini sottaceto sgocciolati e sciacquati
  • sei foglioline di menta fresca
  • un pizzico di aglio in polvere
  • sale
  • qualche goccia di tabasco


preparazione

Cuocete la coscia di tacchino, o al forno o in pentola a pressione (l'ideale sarebbe al barbecue, ma questa è una ricetta... casalinga).

Disossatela, privatela della pelle, e sfilacciate la sua carne.

In una padella antiaderente molto calda, versate il cumino o il ras el hanout in modo da farne uscire gli olii essenziali e renderli più aromatici.

Versate quindi gli sfilacci di carne, su fuoco vivace, fino a renderla un po' croccante e dorata.

Nel frattempo (ancora meglio se riposa qualche ora) preparate la salsa allo yogurt:
tritate i cetrioli e la menta, mescolando poi tutti gli ingredienti e mettendo in frigo.

Servite la carne con la salsa di accompagnamento e delle verdure fresche, come pomodoro, insalata verde, carote.


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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.


lunedì 30 dicembre 2013

Arista di maiale in salsa al latte, in pentola a pressione: ricetta facilissima

Un arrosto aromatico con salsa al latte, da cuocere in pentola a pressione. Richiede una preparazione minima, ed il successo è garantito. Non è estremamente elaborata negli ingredienti, cosa che la rende un piatto leggero e povero di grassi, soprattutto se paragonato alle pietanze più elaborate dei giorni di festa.

arista

Ultimi giorni di questo anno che se ne va. Il cibo mi da la nausea, e di cucinare non ne posso davvero più. Oltre ai giorni di festa, passati in famiglia, ci sono i giorni in mezzo alle feste, passate con gli amici più cari, quelli che non puoi fare a meno di vedere e per i quali rinunci al sonno, al riposo, alla dieta. E così il tour de force va avanti, fra carrellate di piatti buonissimi e di ore di sonno perse.

Sono stanchissima, ma in qualche modo felice: quest'anno avevo deciso di non avere aspettative sul Natale, sulle riunioni in famiglia, fermamente convinta che in tutto c'è qualcosa di positivo e che io avrei trovato il mio bilancio favorevole. Ci sono riuscita.
Mi sono sforzata -e tanto- di guardare oltre, di alzare lo sguardo dai particolari per cercare il senso generale delle cose, il senso che unisce come un filo le tradizioni che ogni anno si ripetono, e quelle piccole novità date dal tempo che passa.
Quest'anno mi sono allenata in strada tutti i giorni, compresa la mattina di Natale. Non ho dimenticato, nel tran tran massacrante, di dedicare un po' di tempo a me stessa e alla mia salute, e per quanto sia stressante aggiungere l'esercizio fisico alla stanchezza del periodo, è anche molto rigenerante.
In strada tutto è pulito, si prendono le distanze da certi pensieri, si torna in contatto con se stessi, senza contare che camminare, anche lentamente, per me è massaggiare il mio stomaco "cullato" dall'interno, cosa che mi rimette sempre a posto ogni dolore legato all'eccesso di cibo.

Non sono troppo fiera di me: nonostante tutto la bilancia sale (di poco ma sale). Ma è Natale, e avevo anche voglia di questi eccessi, di essere sopra le righe, di vivere questi pranzi in modo diverso. So che a Gennaio, come molti, tornerò a dieta. Questo è quello che vorrei fare, questo è quello di cui avrei bisogno.
Nel frattempo, guardandomi allo specchio, trovando il tempo della pausa che le feste ti concedono, mi riscopro ad apprezzarmi tanto, e riscoprirmi soddisfatta di me. Quest'anno, per il 31, butterò via (davvero o simbolicamente non so) qualcosa che appartiene alla vecchia me, probabilmente un vecchio indumento largo, sperando che, a prescindere dalle mangiate di queste feste, io abbia chiuso definitivamente con quello stile di vita.
 
ingredienti
  • arista di maiale legata, 1 kg (potete sostituire con dell'arrosto, anche di vitello)
  • chiodi di garofano, 5 o 6
  • alloro, 2 foglie
  • salvia, 1 foglia
  • rosmarino, qualche ago
  • cipolla bianca, una media
  • carote, 2 piccole
  • sedano, un pezzetto
  • scorza di arancia, un pezzetto piccolo
  • sale, q.b.
  • olio, 3 cucchiai
  • latte p.s., 350ml
  • brandy (facoltativo, io non l'ho messo)
preparazione

Preparate un trito di cipolla, sedano, carota e scorza di arancia, e versatelo insieme all'olio sul fondo della pentola a pressione.
Ponete sul fuoco e rosolate.

Inserite quindi il tocco di carne in cui avrete inserito i chiodi di garofano, ambo i lati, equamente distribuiti. Sigillate la carne da tutte le parti.
Se scegliete di usarlo (io no) inserite qui qualche cucchiaio di brandy e fate sfumare.

Inserite i restanti aromi, il sale, e per ultimo il latte.
Chiudete il coperchio a pressione, e dalla fuoriuscita del vapore fate cuocere 40-45 minuti.
Spegnete e lasciate in pentola. Sentirete che profumo!

Una volta fredda, aprite la pentola a pressione e scolate l'arista.
Tagliate la rete o lo spago con delle forbici e tagliate a fette molto sottili.
Con un frullatore ad immersione frullate il fondo di cottura, che io ho servito così com'è. Volendo potete addensarlo con un po' di farina (senza glutine per i celiaci) e farne una salsa più densa, che sarà indispensabile per l'accompagnamento del piatto.

Disponete le fette a strati in un conenitore dai bordi alti, irrorandole con la salsa strato per strato.
Chiudete col coperchio e lasciate a insaporire per qualche ora.
Quindi disponete in un piatto a servire, scaldate al microonde, e servite con la rimanente salsa a parte.


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© Melazenzero. Immagini e contenuti sono protetti da copyright. Si prega di non utilizzare le immagini senza previa autorizzazione. Se si vuole ripubblicare questa ricetta o i concetti espressi nella descrizione, si prega di ri-scrivere la ricetta con parole proprie, e porre sempre e comunque un link a questo post per la ricetta.

lunedì 23 aprile 2012

Pastiera napoletana con frolla allo strutto

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

Dato che la pasqua era ancora nell'aria, e in questa stagione la ricotta è davvero fresca e saporita, ho voluto provare alcune varianti della pastiera (e della frolla, ovviamente!) che vi racconterò nei prossimi giorni.

Quella di oggi è una versione della pastafrolla preparata con lo strutto, che dà alla pasta una particolare friabilità.
A scapito, però, del sapore: ho usato uno strutto "generico", da supermercato, e devo dire che il suo sapore non equivale a quello del burro.
Ne ho visto uno in un negozio specializzato in articoli da pasticceria: potrebbe fare la differenza?
In attesa di rispondervi, vi garantisco che in risultato, quanto a friabilità, è davvero notevole: croccate, sabbiosa, diversa dal solito. Mi ha piacevolmente sorpreso.

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

Altre variazioni hanno riguardato la lavorazione del ripieno: ho setacciato la ricotta in un colino a maglia stretta. Procedimento certo più lungo, ma con una migliore resa sulla crema, più leggera e soffice. 
Non ho aggiunto né canditi né cioccolato, che la arricchiscono, ma stavolta volevo concentrarmi sulla ricotta e sui fiori d'arancio.
La crema va versata, in teglia, fino a un o due centimetri dal bordo. Se siete più bravi di me, fate delle belle strisce larghe, in modo da contenere il ripieno e non farlo seccare (le mie sono orribili) e non ripiegate la pasta verso l'interno: la pastiera non ha "ripiego", e le strisce si attaccano direttamente al bordo.

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

ingredienti

Per la frolla allo strutto
  • 400g. di farina
  • 200g. di zucchero
  • 200g. di strutto (se non lo trovate sostituite col burro)
  • 2 uova
  • Un grattata di scorza di limone
  • Un pizzico di sale
Per il ripieno:
  • grano cotto (in pentola a pressione per più di un'ora), 300g
  • latte, 175g
  • zucchero, 225g
  • acqua di fiori d'arancio, 1/2 di fialetta 
  • 250g di ricotta
  • macedonia di frutta candita, 25g (io preferisco solo arancia)
  • gocce di cioccolato, 1 cucchiaio
  • uova, 3 medie
  • scorza d'arancia grattugiata
  • cannella, chiodi di garofano, vanillina
preparazione

Cominciate due o tre giorni prima mettendo la ricotta  a scolare in uno scolapasta a maglie strette (se non lo avete ponete sul fondo un telo sottile di lino o di cotone) e lasciate scolare completamente (vi sorprenderà quanto siero riesce a cacciare fuori dopo 24-48 ore).

Preparate la pastafrolla, con gli ingredienti indicati in questa pagina e il procedimento nel link qui indicato. Potete prepararla anche il giorno prima, e lasciatela riposare in frigo 2 o più ore.
Ricavatene quindi un disco più una parte per le strisce.

Preparate il ripieno.
Versate il grano cotto con metà del latte in un tegame, unite 1 cucchiaio di zucchero dal totale,1/4 di fialetta di fiori d'arancio, una parte degli aromi in polvere e una grattata di scorza d'arancia.

Amalgamate e lasciate bollire a fuoco lentissimo per 10-15 minuti.

Mescolate la ricotta (lasciata a scolare e poi setacciata) con 100g di latte.

Montate gli albumi a neve e tenete da parte.

Montate quindi i tuorli con lo zucchero e la restante acqua di fiori d'arancio.

Unite al composto di uova la ricotta, la frutta candita, il cioccolato in gocce, gli aromi in polvere, il composto di grano cotto. Mescolate.

Unite infine gli albumi a neve incorporandoli delicatamente.

Disponete la pastafrolla in una tortiera (io da 30cm) rivestite di cartaforno.
Tenete i bordi piuttosto alti.

Versate in ogni tortiera metà del composto (o tutto in una tortiera grande) e adagiate parte dei bordi verso l'interno, decorando a piacere. Infornate in forno statico, 180° per circa 20 minuti (non accendete la parte superiore) e abbassate, successivamente, la temperatura a 150° lasciando cuocere il dolce per un’altra ora e venti, circa.

Quindi spegnete il forno e lasciate a riposare (se il colore è già abbastanza bruno aprite leggermente il forno per abbassare la temperatura).
Conservate in frigo, o a temperatura ambiente se non fa caldo, e servite a partire dal giorno successivo alla cottura.

lunedì 2 aprile 2012

Vitello alla messicana con peperoni e arancia: ricetta in pentola a pressione

vitello alla messicana con peperoni e arancia

Io associo la cucina messicana al piccante. Per questo motivo, la ricetta del vitello in umido alla messicana  mi ha sorpreso notevolmente: è insolita, ma non ha nemmeno l'ombra del turistico sapore che associamo al Messico.
E' una ricetta che ho scovato sul libro di Allan Bay, Le ricette degli altri - scorribande tra i piatti e sapori di tutto il mondo.
Libretto piccolo ma simpatico, che permette di scoprire ricette semplici come questa, che in sé non hanno nulla di straordinario, ma suggeriscono una mescolanza di sapori noti eppure piacevolmente sorprendenti se accostati tra di loro nell'ordine suggerito.
Ecco il mio stupore: non ho comprato nulla degli ingredienti necessari per preparare questo piatto, erano tutte cose che avevo già in casa, inclusa la carne che era surgelata.
E dalla combinazione degli ingredienti è venuta fuori una cena un pò insolita, non estrosa, ma interessante.

vitello alla messicana con peperoni e arancia
ingredienti
Per 4 persone:
  • carne di vitello (o manzo) a cubetti, 1kg
  • cipolla, una grande
  • acqua calda, q.b.
  • peperoni, 2 verdi (io uno giallo)
  • cumino in polvere, 1 cucchiaino da tè abbondante
  • chiodi di garofano, 3
  • pomodori sbollentati, 2 grandi
  • scorza e succo di un'arancia non trattata
  • tequila, 1 bicchierino
  • sale e pepe, q.b.
  • olio e.v.o., q.b.
  • prezzemolo tritato, 1 ciuffo
preparazione

Tagliare la cipolla in grossi pezzi e metterla in pentola a pressione con qualche cucchiaio di olio.
Farvi rosolare anche la carne, quindi aggiungere un pò di acqua calda.

Privare i peperoni della calotta e dei semi, tagliarli in grossi pezzi e unirli alla carne insieme al cumino, ai chiodi di garofano leggermente pestati, ai pomodori sbollentati privati della buccia e tagliati in piccoli pezzi.

Regolare di sale e grattugiare una parte della scorza d'arancia (secondo il vostro gusto, si sentirà parecchio) in pentola. Unire quindi il succo della stessa arancia.

Unire infine la tequila e regolare di sale se necessario.
Chiudere la pentola a pressione e portare avanti la cottura per circa 20 minuti dopo il "fischio".

Trascorso questo tempo spegnere il fuoco, lasciare sfiatare la pentola, quindi aprirla.
Se avrà troppo liquido, farlo evaporare leggermente su fiamma vivace.
Aggiungere una grattugiata di pepe fresco ed il prezzemolo.

lunedì 24 ottobre 2011

Maiale alla senape e miele, con purea di mele e patate

maiale alla senape e miele con mele e patate

Alla fine, dopo tanto leggere (ma proprio tanto eh!) il maiale alle mele l'ho preparato così. Sono andata per giorni alla ricerca della ricetta perfetta, per poi ri-trovarmi a "casa mia".
Qualcuno usava la birra, o il latte, altri il vino rosso... ho letto di ariste, di medaglioni, e di varie interpretazioni. Le mie fonti più grandi di ispirazione sono state Giulia e  Artemisia (mica poco!), perché leggendo le loro ricette si è formata l'immagine di ciò che volevo.
Tutto quello che ho letto, in realtà, ha contribuito a forgiare la mia idea di maiale alle mele.
Sul taglio non avevo dubbi: i bocconcini si cuociono molto rapidamente, sono più pratici nella cucina di ogni giorno, l'Arista è un buon compromesso per i pranzi più importanti.
Anche sul gusto, che immaginavo agrodolce, ero abbastanza sicura. Alla fine mi è tornata in mente una vecchia ricetta di mia suocera che è diventato un mio cavallo di battaglia delle feste natalizie: l'arista di maiale all'americana.
Questa mia ricetta prevede la cottura in forno e l'uso di miele e senape per creare una salsina vellutata e ricca di contrasti. Unita alle mele e alle patate, secondo me, sarebbe stata perfetta.
E così: in cottura ho usato la pentola a pressione e non il forno, e il risultato è stato molto soddisfacente, oltre che rapido e facile da preparare. Non ci credete? L'unica difficoltà è stata sbucciare mele e patate.

maiale alla senape e miele con mele e patate

Due parole sulla senape: con senape si intende in realtà solo la farina ottenuta dai semi dell'omonima pianta. Il prodotto in questione, in realtà denominato mostarda, si distingue  in tre diverse tipologie, a seconda che venga prodotta in Italia, in Francia o nel Regno Unito. L'uso che ne avevo fatto finora riguardava, purtroppo, dei prodotti assolutamente commerciali, che, come ho scoperto solo adesso, sono ben lontani dal gusto originale, molto più sintetici e poco speziati. Il risultato è un sapore più "dolce" di conseguenza appiattito.
Non godo della possibilità di utilizzare un prodotto artigianale (ho saputo però che è in vendita da Natura sì), ma da Lidl (il massimo della pubblicità gratuita che mi concedo in questo post) ho trovato un tipo di senape ben lontana dai prodotti italiani da banco. Questa è quella che ho usato. E' più piccante, si usa con più parsimonia, ha un sapore fortemente più deciso, ma è ben lontana dal derivato della maionese industriale al quale siamo abituati. Non oso immaginare come sarà l'originale...

Sul miele di eucalipto: è tipico del sud italia, e vale la pena di cercarlo; lo amo particolarmente in cucina per il suo sapore meno dolce e adatto ai piatti salati. E' poco liquido, compatto,  ricorda aromi "amari" come la liquirizia, il curry, l'aroma del sottobosco. Perfetto con i formaggi e con le carni.

ingredienti
  • bocconcini o carrè di maiale, 600g
  • cipolle, 2 bianche grandi
  • miele di eucalipto, 3 cucchiaini da tè
  • senape di Digione originale, 3 cucchiaini da tè
  • mele, 2 renette
  • patate, 2 grandi
  • olio e.v. d'oliva, 3 cucchiai
  • sale e pepe 
preparazione

Mettete in pentola a pressione l'olio e lasciate scaldare a fuoco lento.
Nel frattampo sbucciate e affettate a rondelle le cipolle.
Mettete nell'olio caldo la carne, e fatela sigillare mescolandola rapidamente, quindi unite le cipolle.
Volendo, potete sfumare con del vino, io non l'ho fatto.

Sbucciate le mele, affettatele grossolanamente.
Sbucciate e tagliate a tocchetti le patate.
Mettete in pentola insieme ad un pò d'acqua calda, e lasciate rosolare.

Infine, unite la senape e il miele (assaggiateli entrambi, e variatene le proporzioni a seconda del vostro gusto: io ho trovato un equilibrio usando cucchiaini più colmi per il miele), sale e pepe, e chiudete la pentola a pressione.
Fate andare per 20 minuti oltre il fischio.
Quando aprirete (spegnete e fate sfiatare senza aprire), si sarà formata una specie di purea di mele, con qualche tocchetto di patate.

venerdì 11 marzo 2011

Orzotto alle verdure: un cereale preparato con la cottura "a risotto"

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Origini del nome orzotto. Prendiamo l'argomento alla larga: la "cottura a risotto" è un metodo di cottura del riso tipicamente italiana, che consiste nel tostare il riso ad alta temperatura, unendo poi un soffritto di aromi rosolato a parte, e, gradualmente, un liquido caldo tipo brodo fino al raggiungimento della cottura.
L'unica informazione che sono riuscita a reperire sulle origini del metodo di cottura a "orzotto", ovvero la stessa tecnica sopra citata per il riso, riguarda la pagina del comune di Brenzone , che segnala la scelta culinaria di dar vita all'orzotto, dal momento che il riso a 1900 metri ha problemi di cottura. Vero o no, è affascinante.
Questa indicazione, non altrimenti verificata, la prendiamo per buona e la uniamo alla convinzione che questo cereale, particolarmente ricco di doti, così cucinato è particolarmente saporito, perché in cottura assorbe moltissimo i profumi.
Da quando mi sto dedicando a questa recente dieta dimagrante ho anche imparato a variare più frequentemente la tipologia di cereali alternandoli al pane e alla pasta: mi sembra un pratica abbastanza salutare, dal momento che ciascuno di essi ha proprietà organolettiche e nutritive differenti, e alcuni, rispetto ai derivati del frumento, sono anche meno raffinati, dunque integrali.
Ho scoperto, ad esempio, che il betaglucano contenuto nell'orzo, tra le tante virtù, aiuta a combattere il colesterolo e a migliorare il metabolismo del glucosio: ottimo per me che ho un metabolismo glucidico lento. Nella mia dieta viene anche suggerito (per chi ne apprezza il sapore) di bere una tisana d'orzo ogni mattina.

IMG_7025C'è un'altra questione per me non trascurabile: io so fare molti risotti, ma non per questo mi definirei abile a prepararli, anzi, il contrario. Il riso all'onda non mi viene fuori quasi mai. Ma da quando uso il farro e l'orzo, il diverso contenuto di amido di questi cereali mi aiuta ad avere un risultato quasi perfetto, perché nella mantecatura cedono un quantitativo di amido superiore.
E' il caso di questo piatto: mi sono ricordata di una scuola di pensiero che ritiene che un buon risotto si prepari aggiungendo il brodo ma senza mai mescolare, e così ho simulato nella cottura di questo orzo. Qualcuno dice che la perfezione di farro e orzo si ottenga lasciandoli riposare qualche minuto dopo la cottura. Io mi sono limitata a mantecarli con verdure, burro e parmigiano, e a lasciarli in pentola per il tempo necessario ad apparecchiare.
 A voi la prova: con pochissimi ingredienti io ho ottenuto la mia "onda", e ho anche preparato un piatto che in termini di tempo davanti ai fornelli mi ha fatto notevolmente risparmiare rispetto ad un risotto. Ho anche constatato che è vero che l'orzo (dal momento che gonfia di precchio il suo volume e passa lentamente attraverso l'intestino) mantiene il senso di sazietà più a lungo. Con una porzioncina che sembrava modesta, inoltre, ne ho ricavato dei piatti ben abbondanti.
Una ricetta light, rapida, ma molto saporita. E decisamente adatta ai più piccoli!

ingredienti 
  • orzo perlato*, 60g a testa (peso a crudo)
  • passato di verdure a vostra scelta
  • burro, una grossa noce a testa
  • parmigiano grattugiato, q.b.
* "perlato" indica la foggia che assume un cereale quando viene decorticato e purificato meccanicamente. Privato delle parti esterne, quindi più raffinato, assume un colore lucido.
 
preparazione


Due diversi percorsi: il primo più dietetico, il secondo più saporito.

orzotto

1. Per me l'ho preparato così.

Lessate l'orzo in abbondante acqua salata in un rapporto di una parte - una parte e mezza di acqua per ogni parte di orzo (esempio: 100g di orzo e 100-150g di acqua).

Io non l'ho tenuto in ammollo dalla sera prima, e non l'ho nemmeno sciacquato. L'ho cotto così com'era, partendo da acqua fredda, in 40-45 minuti a fuoco medio. Praticamente "metti in pentola e vai via".
Mi piace un pò al dente, quindi ho ottenuto la consistenza che volevo. In pentola a pressione si fa prima (metà del tempo) ottenendo una consistenza più morbida.

Appena spento, l'ho lasciato nella poca acqua di cottura che era rimasta, in pentola senza coperchio. Di tanto in tanto rimescolavo.
Dopo pochi minuti l'acqua era quasi completamente assorbida ma l'orzo era umido.

Ho aggiunto un passato di verdure molto caldo (semplicemente lesse e passate al mixer) a cui avevo scolato l'acqua di cottura, nella giusta quantità per non farne un brodo, e ho aspettato che anche questo si assorbisse un pò.

2. Per il resto della famiglia:
Ho aggiunto una noce di burro per ogni piatto, quando ancora era caldo, ed una manciata di parmigiano, ho poi mescolato velocemente per mantecare, ho impiattato.


domenica 27 febbraio 2011

Arista con salsa alla crescenza

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L'arista con salsa alla crescenza è una ricetta molto delicata, ma assolutamente dimenticata negli archivi recenti, e ora ne comprendo anche il motivo: la foto non mi era piaciuta. Ma la ricetta sì, e merita di essere ricordata.
E molto semplice da preparare: la cottura è in pentola a pressione, il metodo che preferisco per i grandi tagli di carne, perché cuoce in fretta mantenendo la carne umida.
Il tipo di carne potete sceglierlo in base ai vostri gusti: anche il manzo o il vitello, o persino il tacchino, legati con spago, potrebbero andar bene, anche se a mio parere il maiale è il tipo di carne che rende meglio, per la compattezza della carne e la delicatezza del sapore.
E' diversa dalle precedenti ricette di arista che ho inserito, per il fatto che non ha la senape, e la salsa non è agre, ma dolce e vellutata. Io preferisco la prima versione, ma questa è perfetta per chi non ha l'ardire di provare l'agrodolce, che a mio parere con l'arista si sposa alla perfezione. De gustibus. Ad ogni modo, i miei commensali talvolta preferiscono questa. Ed io eseguo!
ingredienti
  • arista, 800g
  • cipolla, una grande
  • sedano, una costa grande
  • carota, una grande
  • crescenza 250g
  • olio, q.b.
  • rosmarino, un rametto
preparazione

Tritate finemente sedano carota e cipolla e fateli rosolare dolcemente in 2 cucchiai abbondanti di olio.
Rosolate il tocco di carne in tutte le sue parti, facendo "sigillare" la parte esterna.
Tritate finemente il rosmarino, o, se preferite, ponetelo intero nella pentola (poi lo leverete),e aggiungetelo al fondo di cottura.
Aggiungete mezzo bicchiere scarso di acqua (sarebbe meglio del brodo vegetale, se lo avete) e chiudete la pentola a pressione.
Cuocete per i tempi indicati dalla vostra pentola, che sono circa 30 minuti per i tagli di carne più grandi.
Una volta cotto, tirate fuori il pezzo di carne e lasciatelo raffreddare completamente.
Intanto preparate la salsa:
Frullate il fondo di cottura alla perfezione per ottenere un salsa liscia, a cui unirete, tenendolo su fuoco molto lento, la crescenza.
Mescolate rapidamente, finché non si è amalgamata al sugo, e spegnete il fuoco (tenendola troppo il formaggio si addensa eccessivamente).
Affettate l'arista, e servitela, calda, accompagnata dalla salsa a specchio sul piatto.

Suggerimenti e consigli:
Perché non provarla sostituendo alla crescenza un altro formaggio molle? Pensavo, ad esempio, al gorgonzola dolce, quello con la goccia!  

lunedì 21 febbraio 2011

Spezzatino di manzo ai piselli in pentola a pressione

spezzatino ai piselli


Questo spezzatino di manzo ai piselli è una di quelle ricette di cucina casalinga che ricorda tanto i vecchi tempi, l'infanzia, le nonne.
Lo spezzatino è molto tenero da far mangiare ai bambini, e riscalda le serate invernali.
In questo caso non avevo voglia della solita ricetta in brodo con le patate, ed ho cercato una variante dal sapore diverso, dato dai pomodorini che creano nel fondo di cottura una salsina, che si unisce agli umori della carne e crea un effetto "in umido".
La cottura in pentola a pressione lo rende molto tenero e accorcia notevolmente i tempi di preparazione.
"E' buonissimo, scrivi esattamente come lo hai fatto".
Non l'ho scritto, ma spero di ricordarlo, perché sono passati ormai diversi giorni.
Ma ci tornerò mai a questa pagina del blog per ricordare questo piatto semplice ma di successo per i menù giornalieri? Credo che nella pratica della vita quotidiana non succederà.
Però, che non si dica che non ho appuntato "un pizzino".

ingredienti
  • cipolla, 1 grande
  • carota, 1 media
  • sedano, 1 costa
  • pomodori pachino, 100g
  • spezzatino di manzo, 700g circa
  • olio e.v.o., q.b.
  • brandy, q.b.
  • piselli surgelati, 3 o 4 manciate
  • sale
  • alloro, 3 o 4 foglie
preparazione
 

Tagliare un trito finissimo di carota sedano e cipolla.
Porre in pentola a pressione qualche cucchiaio di olio, e far rosolare il trito.
Nel frattempo tagliare a metà o quarti i pomodori pachino, e metterli in pentola.
Lasciarli scottare, quindi aggiungere la carne.
Irrorare col brandy, e lasciare evaporare l'alcool.
Aggiungere mezzo bicchiere scarso di acqua, qualche foglia di alloro intera (che poi toglierete a fine cottura), salate a vostro gusto.
Infinte aggiungere alcune manciate di piselli surgelati (non piselli fini o finissimi), e chiudete la pentola a pressione. Lasciate cuocere dal finschio per 20-30 minuti, a fuoco bassissimo, in modo che la carni diventi molto tenera.
Servire caldo.

mercoledì 5 gennaio 2011

Arista in salsa di mascarpone e senape

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E' candida, immacolata, avvolgente.
Questa salsa è una vera seduttrice.
Dietro questo candore nasconde un vero attentato per la linea e per il colesterolo, ma date retta a me: una volta l'anno, provatela! Dovrei dirvi di soddisfare il gusto pur limitandovi nelle quantità, ed invece vi dico ANNEGATECI DENTRO! E' buonissima.
Per questa ricetta mi sono ispirata al ricettario Galbani, ma ho modificato il tipo di carne, il taglio, il metodo di cottura.
La cottura della carne è molto semplice e non richiede una grande abilità: è in pentola a pressione, ed è davvero facile. Il risultato è una carne molto tenera e delicata, che è gradita anche ai bambini.
Consiglio di prepararla  un giorno prima, per affettarla con più facilità, e di scaldarla al microonde o in tegame al momento di servirla.



ingredienti

Per 4 persone:
  • 200g di Mascarpone
  • cipolla sedano carota
  • 600g di arista di maiale, o di manzo, legata nella rete per alimenti
  • 2-3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale
  • 2 cucchiai di senape delicata
  • 2 cucchiaini di pepe verde tritato grossolanamente


preparazione
 

Scaldate l´olio in pentola a pressione e rosolatevi a fuoco vivace carota, sedano e cipolla, passati al mixer per tritarli molto finemente.
 Salate leggermente l'arista, e ponetela in pentola insieme a mezzo bicchiere d'acqua. Fare cuocere per circa 30 minuti.
Lasciate raffreddare completamente. Io l'ho lasciata a riposare dalla sera prima al pranzo precente.
Ho poi aperto la pentola, prelevato il tocco di carne, ripulendolo dagli aromi che si sono eventualmente attaccati, l'ho uscito dalla sua rete e, posto su un tagliere, l'ho affettato molto sottilmente con un coltello apposito da chef. Le fette devono risultare molto sottili.
Ponetele su un piatto, ed eventualmente correggete di sale.
Versate
il Mascarpone nel fondo di cottura rimasto in pentola, aggiungetevi la senape (con parsimonia se volete un gusto più delicato), il pepe verde e un pò d'acqua se necessario (io non l'ho aggiunta). Mescolate bene il tutto e fate cuocere la salsina per 5 minuti a fuoco basso. Io ho nuovamente passato al mixer, anche perché ho aggiuto alla salsa i rimasugli del taglio della carne.
Regolate di sale, se serve. 
Servite l'arista a fette irrorate di salsa al mascarpone con una macinata di pepe fresco.

martedì 28 dicembre 2010

"Risotto" di grano, ai funghi

grano ai funghi

In questo link avete visto un modo di preparare un dolce tipico palermitano per la ricorrenza di Santa Lucia (13 dicembre). Un dolce "povero", dal carattere opulento.
Questo dolce si prepara con il grno in chicchi, bolliti, e poi conditi. La preparazione del grano richiede 3 gioni di ammollo in acqua, e una lunga bollitura, senza la quale risulterà durissimo (pentola a pressione indispensabile!).
Una volta preparato, questo grano può, in realtà, essere preparato in molti modi. E' ottimo nelle minestre, nelle zuppe, usato come i tanti cereali che si condiscono a piacere.
In clima di post-festa, ho cercato un modo di preparare un primo piatto semplice e gustoso, riciclando il grano avanzato: ho preparato una specie di "risotto" (come chiamarlo, "granotto"???) con i chicchi, che ho condito coi funghi freschi misti.
La preparazione è quella del classico risotto ai funghi, ma ho utilizzato al posto del riso crudo il grano pre-bollito.


Ingredienti:
350g di grano cotto
450g di funghi freschi, misti, già puliti
1 cipollotto
sale, pepe, olio
grana grattugiato

Procedimento:
Rosolare in un tegame la cipolla tritata finemente con un pò d'olio, quindi versarvi i chicchi di grano.
Rosolarli per un pò, aggiungendo di tanto in tanto acqua calda o del brodo, se lo avete (anche vegetale va benissimo).
A metà cottura (considerate i tempi del risotto) unite i funghi, e completate aggiungendo liquido se necessario.
Condite con pepe e grana.

sabato 6 marzo 2010

Spaghetti alla marinara in cartoccio

Il cibo al cartoccio, oltre ad essere facilmente presentabile in tavola perché servito direttamente nel suo involucro di carta, è molto leggero e non ha bisogno di particolari condimenti. il suo metodo di cottura è abbastanza semplice e non richiede una grande supervisione o attenzione costante (della serie "lo metti lì e fa tutto da solo"!).

spaghetti al cartoccioAlcune "dritte" per cucinare al cartoccio:
  • I fogli da utilizzare devono essere impermeabili (alluminio, cartaforno o pellicola trasparente adatta al microonde) e devono essere 2 volte più larghi e 3 volte più lunghi delle dimensioni del cibo prescelto, che verrà poi posizionato al centro.
  • Se usate la carta d'alluminio con cibi acquosi suggeriamo di rinforzare il fondo con mezzo foglio in più; se invece i cibi sono asciutti, è meglio oliarla un pò per evitare che si attacchino.
  • Quando chiudete il cartoccio lasciate uno spazio di qualche centimetro che consente la circolazione del vapore e rende perfetta la cottura.
  • Se realizzate il cartoccio con la cartaforno, è meglio inumidirla prima dell'uso, in modo da renderla più maneggevole, e dal momento che è più rigida dell'alluminio, può essere sigillata con acqua e farina o un pò di albume. Rispetto all'alluminio ha il vantaggio di poter essere usata al microonde, non occorre ungerla, ma è meno flessibile.
Sulle modalità di cottura al cartoccio:
  • Se si sceglie il forno, il cartoccio va cotto per 5/15 minuti se la temperatura è tra 200° e 250°. Se richiede cotture più lunghe (un'ora) la temperatura dev'essere abbassata a 160°/180°. se si usa un tegame apposito, si deve rivestirlo con cartaforno e alluminio per evitare bruciature del fondo di cottura o che si attacchi.
  • Nella pentola a pressione si può collocare sull'apposita griglia, il cartoccio deve avere doppio involucro e sul fondo della pentola va acqua fredda in proporzione di 1/4 di litro ogni 5 litri di capienza, con cottura di 12/15 minuti.
  • A vapore cuociono circa 15 minuti, in vaporiera, pentola con colapasta in acciaio o in bambù, con un coperchio bombato che fa sceldere nuovamente il vapore in pentola.
  • Sulla brace il cartoccio va posto o sulla grigli a o fra le ceneri ma bensigillato. ed i tempi sono 15 minuti per i pesci, 20 per la verdura e fino a 30 per la carne.
  • In microonde vanno i cartocci in cartaforno, o sul piatto girevole o su un piatto o tegame in pirex; la cottura è di circa 10 minuti con qualche minuto di riposo, e vanno girati a metà cottura spostando il lato esterno verso l'interno.

Ingredienti per gli spaghetti alla marinara, per 4 persone:

  • 320g di spaghetti
  • 700g di cozze
  • 150g di gamberetti
  • 150g di calamaretti
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • 1 zucchina
  • succo di 1 limone
  • sale e pepe
Preparazione:

In una padella fare aprire le cozze accuratamente lavate, estrarle filtrare 2 cucchiai di liquido.
Tagliare i calamaretti ad anelli e sgusciare i gamberi, irrorarli con olio, il liquido delle cozze filtrato, un trito di metà prezzemolo e aglio, limone, sale e pepe. Lasciare riposare almeno 40 minuti.
Passarli velocemente in padella per pochi istanti.
Cuocere la pasta al dente e condirli in un piatto di portata con olio e pepe macinato al momento, mescolandovi poi gamberi e calamaretti.
Trasferire la pasta su un figlio di alluminio, cospargere con prezzemolo e unire la zucchina tagliata a rondelle fini.
Passare il cartoccio in forno per 10 minuti a 200°.

sabato 13 dicembre 2008

La cuccìa, dolce di grano: ricetta tradizionale palermitana

La cuccìa è il dolce tradizionale palermitano preparato col grano cotto, che si mangia nel giorno di Santa Lucia (13 Dicembre). Ogni famiglia ha la sua ricetta tradizionale, io ve la propongo in due versioni.

cuccìa

Un altro piatto tradizionale per il giorno di Santa Lucia a Palermo. Mentre la facevo pensavo: è il dolce per chi non sa cucinare. A prepararla infatti ci vuole davvero poco, e non necessita di cottura, a parte la bollitura dei chicchi di grano.

Questi, a Palermo, in questo periodo dell'anno, si trovano confezionati a pacchi da 500g, nel reparto legumi del supermercato. Si tengono in ammollo per tre giorni, e poi si cuociono in pentola a pressione con abbondante acqua e sale, per almeno un'ora (altrimenti saranno durissimi e immangiabili).

Poi si condiscono in vari modi: con crema di ricotta e canditi, con miele e cannella, oppure sotto forma di budino, con un biancomangiare semplice o aromatizzato al cacao.

Io ho cotto 500g di grano, e l'ho diviso in due preparazioni: metà con la crema di ricotta e cannella, e metà con crema di latte e crema al cacao.

Questo il risultato:

La cuccìa con crema di ricotta e scaglie di cioccolato.

cuccìa con la ricotta

La cuccìa bianca e nera, con crema di latte e crema al cioccolato.

cuccìa up and down 
(Special Thanks per la mamma che prima di cena mi ha portato in regalo questa carinissima tovaglia natalizia!)

ingredienti

per la Cuccìa con crema di ricotta:
  • 250g di grano cotto
  • 500g di ricotta
  • 80g di cioccolato a scaglie
  • 4 cucchiai di zucchero
  • cannella
preparazione


Mescolare la ricotta con lo zucchero e la cannella, unire il grano e le scaglie di cioccolato.
Versare il composto in uno stampo rivestito di pellicola trasparente.
Sfomarmare per ottenere la forma voluta.


cuccìa

per la Cuccìa con crema di latte e cioccolato:
  • 250g di grano cotto
  • 1/2 lt di latte
  • 40g di fecola di patate
  • scorzetta di limone
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 30g di cacao in polvere zuccherato
preparazione

Mettere il latte a bollire su fuoco basso.
Prenderne una parte, e amalgamarla con una frusta alla fecola di patate.
Versarla poi nel pentolino con il restante latte, la scorzetta grattugiata, zuccherare, e mescolare per qualche minuto finché non si addensa.

Dividere la crema di latte in due parti uguali.
Mescolare metà del grano cotto ad una delle due parti della crema e tenere da parte.
Mescolare all'altra parte di crema di latte il cacao, e poi il grano.

Rivestire una forma da budino di pellicola trasparente.
Versare la parte bianca e mettere in frigo a rassodare per qualche ora.
Versare ora la parte al cioccolato.
Riporre ancora in frigo a rassodare.
Servire fredda.

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