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lunedì 30 aprile 2012

Timballo di anelletti con ragù rapido: ricetta facile senza soffritto

timballo di anelletti in 20 minuti

La ricetta di questo timballo di anelletti rapido l'abbiamo vista, io e Zenzero, in tv qualche sera fa: gambero rosso channel ha recentemente dedicato un minuscolo spazio (che spesso sparisce dal palinsesto per giorni) ad una trasmissione che si chiama Una cuoca a casa mia. Lei è bella, affascinante, brava, siciliana, e molto preparata. Forse, proprio a volerle fare una critica, è un pò alle prime armi con la scioltezza televisiva, ma proprio in questa puntata sugli anelletti al forno ha dato il meglio.

Non riusciamo a seguirla sempre, ma Zenzero ha preso carta e penna e ha annotato la ricetta.
Lei promette di riuscirci in venti minuti, con una preparazione del ragù davvero particolare, e noi, in particolare lui (io facevo da assistente), abbiamo provato a riprodurla.
Ma mentre Alessia li ha realizzati in simpatici pirottini monoporzione (quelli da muffin, per intenderci), noi abbiamo fatto "la teglia", che è più pratica quando sei in ritardo e "il cucciolo pigola di fame".

Cosa segnaliamo, rispetto a questi tempi: non è inclusa la cottura in forno. E' vero che con questo tipo di "organizzazione" (perché quel che mi ha colpito è la sequenza di azioni che ha seguito in mariera molto precisa) preparare gli anelletti siciliani è parecchio facile, ma bisogna anche considerare che noi a casa siamo un pò più lenti degli chef-tv, non abbiamo chi ci prepara gli ingredienti, dobbiamo ripulire gli utensili, e roba simile.

anelletti in 20 minuti

Cosa ci è piaciuto: la preparazione del ragù, in particolare per il fatto che non richiede l'uso di pomodoro fresco o passata.
Col concentrato di pomodoro (idea geniale, che io ho sempre aggiunto, e non sostituito) si ottiene un gusto intenso, profumato, e asciutto. Perfetto per un timballo, e fa risparmiare anche parecchio tempo, dal momento che non si devono attendere i tempi di restringimento della salsa.

Questo piatto è davvero comune dalle nostre parti: a Palermo, specie per le scampagnate, in barba alle temperature tutti portano in giro le loro teglie di "pasta col forno" (simpaticamente definita così), da dividere copiosamente tra i partecipanti alla gita.
Io resto affezionata alla ricetta classica, quella col ragù che cuoce a lungo e il pomodoro fresco che si restringe lentamente, ma questa mi è piaciuta davvero, soprattutto perché eravamo appena rincasati, e, come spesso capita, la piccola Brioscina di punto in bianco, e puntualmente all'ultimo minuto, ti chiede una robina da poco: "Mamma, oggi voglio il ragù". Gioia di mamma.


ingredienti
per 8-10 timballini:
  • 250 g di pasta formato anelletti siciliani
  • 200g di carne tritata a vostra scelta (manzo, maiale)
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro 
  • mezza cipolla, mezza carota, un pò di sedano 
  • salsa bechamel, 250g 
  • 100 g di pangrattato 
  • provola dolce, 200g
  • olio extravergine d’oliva 
  • origano fresco 
  • sale, pepe
preparazione

Mettete la pentola per la pasta sul fuoco.
Contemporaneamente mettete una grande padella dai bordi alti, antiaderente, a scaldare su fiamma viva.

Quando la padella è calda, versatevi la carne tritata senza altra aggiunta: il grasso colerà rapidamente e farà caramellare la carne.

Nel frattempo preparate un trito di cipolla, sedano e carota, finissimo.

Calate gli anelletti e salate l'acqua.

Una volta caramellata la carne, unite il trito insieme al concentrato di pomodoro ed un pò di acqua calda dalla pentola della pasta.
Salate.

Preparate la bechamel: sciogliete il burro e la farina a fuoco medio, quindi versate il latte a filo mescolando continuamente con una frusta elettrica o a mano.
Salate e aggiungete pepe e formaggio grattuggiato.

Scolate gli anelletti, conditeli con il ragù e qualche cucchiaio di bechamel, quindi versateli nello stampo imburrato e cosparso di pangrattato.
Se usate i pirittini, riempite a metà, unite un dadino di formaggio e completate con altri anelletti.
Se usate un unico stampo, fate due strati con pezzetti di formaggio al centro.

Cospargete la superficie di pangrattato e olio a filo, quindi infornate a 200° per 15 minuti circa.

venerdì 27 aprile 2012

Strùfuli siciliani: palline dolci ricoperte di miele

strufuli al miele

E' passato tanto tempo da quando ho provato la ricetta degli strùfuli siciliani di Cinzia, ma non avevo ancora trovato lo spazio di pubblicarla. E adesso che la quaresima e le vacanze di pasqua sono finite, e le prime scampagnate sono passate, ve la ripropongo con un pò di calma.

Gli strùfuli sono delle palline di pasta piccole e gonfie che vengono tuffate in olio bollente e poi ricoperte di miele e decorate con zuccherini colorati.
Mia nonna li faceva sempre, io non li facevo da tempo. Ho capito che molte delle ricette nelle quali trovate questa frase le ho dimenticate: pensavo che fosse un attimo, ed invece è passato davvero tanto tempo.

Non è passata la loro memoria, ma quando ho dei dubbi mi rivolgo sempre alla cara Cinzia, che nelle ricette "storiche" siciliane è imbattibile. Ogni volta che voglio fare un classico, mi rivolgo a lei.
Quindi, se visitate il suo sito e trovate delle splendide torte decorate, non pensate che sappia fare solo quelle: è brava anche in altro!
E oggi che è il suo compleanno non trovo modo migliore che dedicarle un post che sia un'ode alle sue abilità, anche se questa è solo una semplice ricettina.

Mi perdonerà lei, ed anche voi, se le mie non sono venute proprio delle "palline": vi assicuro, però, che golose lo erano ugualmente!
Sono una-tira-l'altra, sia che le mangiate con il cucchiaino o affondando goduriosamente le dita nella ciotola per poi leccare il miele che rimane appicciato.

strufuli al miele
ingredienti
  • 500g di farina
  • 4 uova
  • 50g di burro o strutto
  • 50g di zucchero
  • 2 cucchiai di marsala
  • scorza grattugiata di arancia e limone
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere
Per decorare
  • 300g di miele
  • frutta candita (facoltativa)
  • confettini colorati 
preparazione

Setacciate la farina sul tavolo e al centro mettete le uova, il burro, lo zucchero, la grappa, la scorza degli agrumi e il sale.

Impastate bene e lasciate riposare la pasta per una mezz'ora.

Con il mattarello tirate una sfoglia alta 1 cm. Tagliatela a listarelle larghe un cm e poi a dadini.
Cinzia dice che in questo modo diventeranno palline, a me non sono venute. Se preferite, "appallottolate".

Friggere gli struffoli in olio profondo e caldo, pochi alla volta, finchè saranno dorati.

Fate sciogliere il miele con un cucchiaio di zucchero e un pò di scorza d'arancia grattugiata, o in un pentolino o al microonde.

Unite gli strùfuli e mescolate delicatamente, finchè quasi tutto il miele sia stato assorbito.

Servite in coppette, oppure versate sul piatto da portata e pressateli con le mani bagnate in acqua fredda, dando la forma di piramide.

Decorate con i confettini colorati. Sono più buoni il giorno dopo... ma non ci arrivano mai.

mercoledì 25 aprile 2012

Crostata con frangipane e cioccolato "all'improvviso": pasta frolla classica e ripieno alla mandorla

crostata con crema frangipane

Il titolo di questa ricetta è molto poetico: non è merito mio, ed ora vi dirò.
La crostata era una buona scusa per la mia esercitazione settimanale sulla pasta frolla: la classica, in teglia da 27cm.
Niente da dichiarare se non che mi sto "impratichendo" con la sua stesura e relativa cottura (lo sapete, vero, che a seconda della dimensione dello stampo una torta può cambiare completamente?!).
Sto imparando a conoscere il forno statico (inutilizzato per anni, ed ora di nuovo in auge) e a stabilire una profiqua relazione con lui: ho capito che già soltanto questo fattore è responsabile per metà del mio risultato.

crostata con crema frangipane

La crema frangipane è frutto di un desiderio nato di punto in bianco: nonostante da settimane gli occhi cadevano su pagine e pagine di blog sull'MTC di Aprile, non mi passava manco per l'anticamera della capa di partecipare. Diciamolo: non avevo idea di cosa fosse una frangipane, e le bellissime foto mi trasmettavano l'idea di qualcosa di troppo complicato per me.

E poi la mia passione per le mandorle ha avuto il sopravvento: e presa da un raptus impulsivo, ho fatto una breve ricerca etimologica sul nome e mi sono buttata nell'impresa.
Avevo un'idea in mente su questa "crema" (la immaginavo più cremosa), che non era proprio quella che si è realizzata, dato che non avevo mai mangiato una frangipane. Ma è stata una piacevole sorpresa, e sono stata contenta di averci provato.

Dopo aver letto tutte le ricette della blogosfera (comprese quelle in francese ed inglese!) ho scelto la ricetta della frangipane del blog di Pamirilla, che io adoro, ma ho omesso la frutta (che dà un contrasto di sapore e consistenza quasi necessario) semplicemente perché per la frutta non ero ispirata.

Lo so, non è la scelta canonica e classicamente intesa dell'abbinamento con la frangipane, che è una crema soda, simile alla crema pasticciera, ma più ricca e granulosa  (ad essere sinceri, non sono certa di volerla chiamare crema... mi limiterei a chiamarla "frangipane").
In tutte le frangipane (o quasi) viene aggiunto un frutto che abbia una consistenza più fresca e succosa del composto di mandorle che si viene a formare in cottura: è risaputo, infatti, che il suo uso ideale è in torte con frutta o marmellata, in cui assorbe alla perfezione i liquidi in cottura.

crostata con crema frangipane

Il cioccolato all'improvviso è una licenza poetica della mia carissima amica Raffaella: a lei, e agli altri colleghi del corso in cui sono impegnata, piacevolmente e faticosamente, in questo periodo, ho dedicato questo dolce.
Lei, dopo aver mangiato goduriosamente la sua fetta, l'ha descritta così:
"Una fetta di crostata, con uno strato soffice al sapore di mandorla, e pezzi di cioccolato... all'improvviso: mi viene da dire che ti arriva così, a sorpresa, quando meno te lo aspetti". 

Queste parole mi sono sembrate speciali, e ve le ho volute riportare perché secondo me rendono bene il rapporto quantità/qualità degli ingredienti.
Ed in effetti, in questo ripieno mandorlato che ricopre il guscio di pastafrolla, morbida ma non eccessivamente friabile, ogni tanto incontri il cioccolato croccante e ti sorprendi.
Questo è l'unico pezzetto sopravvissuto alla possibilità di fotografarlo per farvi vedere l'interno.

crostata con crema frangipane

Cari amici-di-corso, so che ci ha messo un pò ad arrivare, dopo insistenti richieste quotidiane, ma non è facile cucinare per chi non conosci almeno un pò.
Questa torta è per voi: col cuore. That's all.

ingredienti
Per la frolla classica:
  • farina,400g
  • burro, 200g
  • zucchero, 200g
  • uova, 2 grandi
  • Un pizzico di sale
  • Una grattugiata di scorza di limone  
Per la crema frangipane:
  • burro, 120g
  • zucchero, 120g
  • mandorle, 90g
  • uova, 2 medie
  • farina, 40g
  • 1 tappo di rum
  • aroma mandorla, 1/4 di fialetta
E in più:
  • cioccolato a pezzetti (avanzi dell'uovo di pasqua), q.b.
  • cacao amaro in polvere finissima
preparazione

Preparate la pasta frolla:
Tenete il burro fuori da frigo ad ammorbidirsi finché non è freddo ma maneggevole e morbido.
Fate la sabbiatura strofinandolo tra le mani insieme alla farina. Dovrà venir fuori un risultato come dei granelli di sabbia.

Unite la scorza di limone e lo zucchero e sabbiate ancora.

Usate la planetaria per non maneggiare troppo l'impasto, e aggiungete le uova leggermente sbattute con il sale.
Avvolgete in pellicola o in un contenitore in pirex e conservate in frigo per 24h.
Stendete la frolla nello stampo, riponete in frigo per 1 ora.

Preparate la crema frangipane:
Lavorate a crema nella planetaria il burro ammorbidito con lo zucchero.
Poi aggiungete, ad una ad una, le uova e, quando l’impasto è cremoso e omogeneo, la farina setacciata, le mandorle tritate finemente l'aroma mandorla e il rum.

Stendete la frolla bucherellate il fondo, e sbriciolatevi sopra qualche pezzetto di cioccolato, quindi versatevi sopra la crema frangipane.

Mettete in forno statico, a 200° per  30 minuti (non oltre: ho fatto due torte, e nella prima, che ha atteso un pò oltre, ho biscottato troppo il fondo) con grill solo dal basso.

Una volta sfornata, lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi ponete in frigo per qualche ora. Solo allora sformate, e decorate col cacao amaro, che contrasta benissimo il sapore molto dolce e burroso della crema frangipane.
E' migliore se mangiata 24-48 ore dopo la cottura, per far amalgamare i sapori.

lunedì 23 aprile 2012

Pastiera napoletana con frolla allo strutto

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

Dato che la pasqua era ancora nell'aria, e in questa stagione la ricotta è davvero fresca e saporita, ho voluto provare alcune varianti della pastiera (e della frolla, ovviamente!) che vi racconterò nei prossimi giorni.

Quella di oggi è una versione della pastafrolla preparata con lo strutto, che dà alla pasta una particolare friabilità.
A scapito, però, del sapore: ho usato uno strutto "generico", da supermercato, e devo dire che il suo sapore non equivale a quello del burro.
Ne ho visto uno in un negozio specializzato in articoli da pasticceria: potrebbe fare la differenza?
In attesa di rispondervi, vi garantisco che in risultato, quanto a friabilità, è davvero notevole: croccate, sabbiosa, diversa dal solito. Mi ha piacevolmente sorpreso.

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

Altre variazioni hanno riguardato la lavorazione del ripieno: ho setacciato la ricotta in un colino a maglia stretta. Procedimento certo più lungo, ma con una migliore resa sulla crema, più leggera e soffice. 
Non ho aggiunto né canditi né cioccolato, che la arricchiscono, ma stavolta volevo concentrarmi sulla ricotta e sui fiori d'arancio.
La crema va versata, in teglia, fino a un o due centimetri dal bordo. Se siete più bravi di me, fate delle belle strisce larghe, in modo da contenere il ripieno e non farlo seccare (le mie sono orribili) e non ripiegate la pasta verso l'interno: la pastiera non ha "ripiego", e le strisce si attaccano direttamente al bordo.

pastiera napoletana (frolla allo strutto)

ingredienti

Per la frolla allo strutto
  • 400g. di farina
  • 200g. di zucchero
  • 200g. di strutto (se non lo trovate sostituite col burro)
  • 2 uova
  • Un grattata di scorza di limone
  • Un pizzico di sale
Per il ripieno:
  • grano cotto (in pentola a pressione per più di un'ora), 300g
  • latte, 175g
  • zucchero, 225g
  • acqua di fiori d'arancio, 1/2 di fialetta 
  • 250g di ricotta
  • macedonia di frutta candita, 25g (io preferisco solo arancia)
  • gocce di cioccolato, 1 cucchiaio
  • uova, 3 medie
  • scorza d'arancia grattugiata
  • cannella, chiodi di garofano, vanillina
preparazione

Cominciate due o tre giorni prima mettendo la ricotta  a scolare in uno scolapasta a maglie strette (se non lo avete ponete sul fondo un telo sottile di lino o di cotone) e lasciate scolare completamente (vi sorprenderà quanto siero riesce a cacciare fuori dopo 24-48 ore).

Preparate la pastafrolla, con gli ingredienti indicati in questa pagina e il procedimento nel link qui indicato. Potete prepararla anche il giorno prima, e lasciatela riposare in frigo 2 o più ore.
Ricavatene quindi un disco più una parte per le strisce.

Preparate il ripieno.
Versate il grano cotto con metà del latte in un tegame, unite 1 cucchiaio di zucchero dal totale,1/4 di fialetta di fiori d'arancio, una parte degli aromi in polvere e una grattata di scorza d'arancia.

Amalgamate e lasciate bollire a fuoco lentissimo per 10-15 minuti.

Mescolate la ricotta (lasciata a scolare e poi setacciata) con 100g di latte.

Montate gli albumi a neve e tenete da parte.

Montate quindi i tuorli con lo zucchero e la restante acqua di fiori d'arancio.

Unite al composto di uova la ricotta, la frutta candita, il cioccolato in gocce, gli aromi in polvere, il composto di grano cotto. Mescolate.

Unite infine gli albumi a neve incorporandoli delicatamente.

Disponete la pastafrolla in una tortiera (io da 30cm) rivestite di cartaforno.
Tenete i bordi piuttosto alti.

Versate in ogni tortiera metà del composto (o tutto in una tortiera grande) e adagiate parte dei bordi verso l'interno, decorando a piacere. Infornate in forno statico, 180° per circa 20 minuti (non accendete la parte superiore) e abbassate, successivamente, la temperatura a 150° lasciando cuocere il dolce per un’altra ora e venti, circa.

Quindi spegnete il forno e lasciate a riposare (se il colore è già abbastanza bruno aprite leggermente il forno per abbassare la temperatura).
Conservate in frigo, o a temperatura ambiente se non fa caldo, e servite a partire dal giorno successivo alla cottura.

venerdì 20 aprile 2012

Tortine-colombine alle mandorle: ricetta con soli albumi

tortine-colombine

Ho preparato queste tortine per pasqua, ma la loro forma è assolutamente irrilevante, ed il loro sapore è così buono che sarebbe un peccato dover aspettare un anno prima di mangiarle di nuovo.

Potete dare loro qualsiasi altra forma, cuori, muffin, stelline, ma vi suggerisco di provare: le mandorle danno un aroma intenso e persistente, e gli albumi le rendono sofficissime, oltre al fatto che questa ricetta è perfetta per riciclare gli albumi scartati da altre preparazioni (come le creme o le frolle, ad esempio). 

La ricetta l'ho trovata sul forum di cookaround. Potete provare anche con un solo albume, ovviamente ottenendo un numero inferiore di tortine: sulla pagina è riportata una tabella con le proporzioni al diverso numero di albumi.

tortine-colombine

Io me ne sono innamorata subito: sanno di primavera, di festa, e mi piace tanto il colore chiaro della glassa, colorata con un pizzico di colorante in polvere per alimenti.
E non non pensate che ci voglia chissà quale negozio specializzato per articoli di pasticceria: basta un pò di finto zafferano, quello che trovate al supermercato tra le spezie, andrà benissimo.

Ho usato gli stampini silikomart, che oggi mi sento di consigliarvi a titolo assolutamente gratuito (non sono stata pagata per farlo!), perché mi sono piaciuti molto e per darvi anche un'idea delle dimensioni e della quantità di impasto ottenuta.

Li ho fatte anche di diversa forma, inclusa una torta grande, ma il risultato non è stato lo stesso: le monoporzione sono più buone e si cuociono meglio.

tortine-colombine
ingredienti

Per 9 tortine-colombine
  • albumi, 4
  • zucchero, 80g
  • vaniglia, q.b.
  • liquore amaretto, 1 tappo
  • farina di mandorle, 80g
  • farina 00, 76g
  • burro, 76g
Per decorare
  • glassa
  • palline colorate
  • colorante alimentare in polvere 
    preparazione

    Mettete nella planetaria gli albumi freddi con un pizzico di sale, e cominciate a fare montare.
    Aggiungete quindi lo zucchero, la vaniglia e il tappo di liquore.
    Montate per alcuni minuti (4-5 minuti alla massima velocità), fin quando gli albumi non sono fermissimi (attenzione a questo particolare perché non è irrilevante).

    Fondete il burro al microonde o in un pentolino e fate raffreddare completamente.

    Versate nella planetaria, sempre in funzione, la farina di mandorle e fate amalgamare.
    Unite quindi la farina setacciata.

    Aggiungete infine il burro fuso freddo.

    Versate negli stampiti precedentemente imburrati e cuocete a 180° per 15-20 minuti (non devono dorare troppo in superficie.

    Decorate a vostro piacere, con una glassa al limone (a cui ho aggiunto un pizzico di colorante giallo in polvere, fino ad ottenere il colore desiderato) e palline colorate.

    mercoledì 18 aprile 2012

    Crostata di pasta frolla montata con crema pasticciera di Montersino: metodo senza sabbiatura

    crostata di frolla semplice con crema pasticcera

    Ci siamo!
    Lezioni di pasta frolla, impasto numero tre (sarebbe il numero quattro, se consideriamo anche la frolla all'olio): la frolla base è preparata con gli stessi ingredienti della prima lezione, ma stavolta ho cambiato il procedimento.
    Invece di sabbiare il burro con la farina, l'ho montato per primo con lo zucchero.

    Il risultato è stato divino: la frolla era friabile ma delicatissima, elastica ma molto fine. Finora, la mia preferita.
    Pamirilla suggerisce che questa frolla sia usata per biscottini e piccola pasticceria, ma io trovo che sia fantastica anche per i gusci vuoti.

    crostata di frolla semplice con crema pasticcera

    Ad impreziosire il tutto, la crema pasticciera del maestro Montersino: presa ed appresa dal blog della meravigliosa Stefania, ha davvero in sé qualcosa di magico. L'ho sperimentata titubante, soprattutto perché mi sembrava avesse troppi tuorli, ma li valeva tutti! Si addensa in un solo istante, senza mescolare, e la sua consistenza è delicata e soffice. Il sapore è arricchito da una grattuggiata di scorza d'arancia, che mi sono permessa di aggiungere per renderla più dolce.

    E approfitto del commento di Stefania per raccontarvelo:
    sapete com'è nato il tormentone delle mie lezioni di pasta frolla?
    Dalla passione per la cucina e dal desiderio di imparare.

    Mi ero stancata di "improvvisare", e volevo avere un mio know-how sulla pasta frolla, che non era mai quella che piace a me, friabile, elastica.
    Quando studi gli errori in maniera sistematica puoi imparare qualcosa di costruttivo, invece di lasciarli al caso. Al contrario, in cucina mi capita spesso di fare così: provare una ricetta e poi ritentarla quando è ormai passato troppo tempo per capire l'errore. Ecco perché volevo esercitarmi metodicamente (mi sono svegliata una mattina e ho detto "ora basta, voglio imparare") e capire i miei errori.
    E qui vi lascio la cronologia ( di prove, errori, fallimenti...) :
    Un ultimo commento sul ripieno: questa frolla è quella che mi soddisfa di più, ma in funzione anche della farcia che ho scelto. Un duro banco di prova, ad esempio, è la marmellata in cottura.
    La prima versione (con la sabbiatura) ha un risultato più rustico e godereccio, che vedo bene con un ripieno di ricotta o marmellata. Questa di oggi, invece, la vedo bene con la cottura a vuoto e una crema delicata o della frutta.

    crostata di frolla semplice con crema pasticcera all'arancia

    ingredienti


    Per la frolla (26cm):
    • farina 00, 300g
    • burro, 150g
    • zucchero semolato, 150g
    • 3 uova
    • un pizzico di sale
    • una grattugiata di scorza di limone
    Per la crema pasticciera metodo Montersino:
    • 200 gr latte intero
    • 50 gr panna
    • 75 gr tuorli
    • 75 gr zucchero
    • 16g di amido (la ricetta originale prevede 8g di amido di mais + 8g di amido di riso)
    • 1/2 bacca di vaniglia

    Per decorare:
    • fragole
    • granella di pistacchi
    • gelatina per lucidare (io non l'ho usata)
    preparazione

    Preparate la frolla.
    Tagliate il burro, freddo ma morbido, e aggiungete la scorza di limone e lo zucchero. Amalgamate in una planetaria con gancio a frusta fino ad ottenere una crema spumosa.

    Unite le uova, uno alla volta montando continuamente, versate quindi poco alla volta la farina e impastate (io in planetaria).

    Mettete in frigo per un tempo variabile da una a 24 ore. Io 24.

    Stendete in uno stampo e coprire con cartaforno e legumi secchi.

    Cuocete a 180-200° fino a doratura.


    Preparate la crema pasticciera.

    In un pentolino portate il latte e la panna a bollore.

    A parte, mescolate i tuorli con lo zucchero, i semi della vaniglia e gli amidi.

    Quando il latte sta per bollire, versate la crema di tuorli, senza mecolare. La crema non si attacca, ma, anzi, si addensa subito. Quando si è rappresa, si può spegnere il fuoco e mescolarla delicatamente.

    A questo punto, trasferitela in una ciotola e ricopritela con della pellicola a contato diretto, in modo che non si formi una sgradevole crosticina. Fate freddare completamente prima di utlizzarla.

    La verserete nella frolla cotta e fredda, decorandola con delle fragole a fette e granella di pistacchi al naturale.
    Ponete in frigo a rassodare, quindi servite a temperatura ambiente.
    E' migliore il giorno dopo.

    lunedì 16 aprile 2012

    Zucchine ripiene al pollo: ricetta di riciclo

    zucchine ripiene

    Era pomeriggio, e stavo noiosamente gironzolando alla ricerca di un'idea per la cena: stanca per le nuove e recenti fatiche lavorative, cucinare per ora è una fatica più che un piacere.
    Ero in rete alla ricerca di un modo per cucinare le zucchine tonde appena comprate, quando mi imbatto nel post della mia amica Viviana: incredibile, non solo una ricetta preparata da lei per me è sempre una certezza, ma aveva usato anche il pollo! Sì, gli avanzi di pollo, quelli che erano in frigo e cercavo di riutilizzare nonostate avrei dato volentieri a queste zucchinette una più gloriosa fine.

    E così la decisione è stata presa in fretta: zucchine ripiene con avanzi di pollo.
    La preparazione è rapida e facilissima.
    Ve la riporto così come indica Viviana, più o meno: ho omesso l'aglio e indicato le modifiche in modo esplicito!

    zucchine%20ripiene%20al%20pollo

    Queste zucchinette mi incuriosivano da tempo: sono piccole e carnose, la loro buccia è morbida, e sono perfette per essere infornate: con tanto di cappello!
    Sono più dolci delle zucchine lunghe a barca, e a seconda di quanto le scavate possono essere più o meno carnose.
    Del ripieno me n'è rimasto un pò, non sono riuscita ad utilizzarlo tutto, ma è difficile regolarsi quando si lavora con gli avanzi.

    ingredienti
    • 5 zucchine tonde
    • 300 g di Petto di Pollo (io avanzi di pollo già cotto)
    • 2 fette di pancarré 2 cucchiai di pangrattato
    • 50 g di parmigiano grattugiato
    • olio e.v.o., 2 cucchiai circa
    • Sale
    • Noce moscata
    preparazione

    Accendere il forno a 200°.
    Lavare le zucchine.

    Con un cucchiaino scavare la polpa e tenere da parte il cappuccetto.

    Passare al mixer gli avanzi di pollo e la polpa delle zucchinette.
    Aggiungere il pangrattato, il sale, la noce moscata e il parmigiano.

    Spargere una generosa presa di sale dentro le zucchine svuotate, e riempirle con l’impasto.
    Chiudere col cappuccetto e cuocere in forno fino a quando non sono dorate (circa 45 minuti).

    giovedì 12 aprile 2012

    Crostata "cioccolattosa": ricetta facile e veloce

    crostata "cioccolattosa"

    Lezioni di pasta frolla, seconda puntata: ho scelto di preparare una crostata molto facile ma di gran successo. E' ovvio che potete prepararla con una pasta frolla comprata ed in questo caso avrete un dolce in meno di cinque minuti (esclusa la cottura).
    Nel mio caso, invece, dovevo esercitarmi con la frolla, quindi ho impastato.

    Ho utilizzato 250g di farina per uno stampo da 24cm, il procedimento invece è rimasto identico di quello della pasta frolla semplice, ricetta base.
    Questa volta mi sono impegnata nella stesura della frolla, cercando di ottenere il rapporto giusto tra spessore e cottura. Diciamo che è andata meglio della volta precedente!

    Il  ripieno, che è sostanzialmente una ganache al cioccolato, può essere sostituito con crema alle nocciole, crema al cioccolato spalmabile, o da quel che volete. Questa soluzione è quella che mi piace di più, perché sa di cioccolato, ma ha qualcosa di diverso dalla solita Nutella™.

    crostata "cioccolattosa"

    ingredienti
    Per la frolla
    • farina 00, 250g
    • burro, 125g
    • zucchero, 125g
    • uova, 2 intere + 1 tuorlo
    • un pizzico di sale
    • una grattuggiata di scorza di limone o arancia
    Per la crema
    • cioccolato, 150g (usate quello che preferite, io fondente 55%)
    • panna per dolci zuccherata, 150g

    preparazione

    Tenete il burro fuori da frigo ad ammorbidirsi finché non è freddo ma maneggevole e morbido.
    Fate la sabbiatura strofinandolo tra le mani insieme alla farina. Dovrà venir fuori un risultato come dei granelli di sabbia.

    Unite la scorza di limone e lo zucchero e sabbiate ancora. Usate la planetaria per non maneggiare troppo l'impasto, e aggiungete le uova leggermente sbattute con il sale.

    Avvolgete in pellicola o in un contenitore in pirex infarinato e conservate in frigo per 24h.

    Stendete la frolla nello stampo, riponete in frigo per 1 ora.

    Cuocete a 180° per circa 30 minuti.

    Far raffreddare, farcire, servire il giorno dopo.

    Per la farcitura:
    Sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato nella panna, versare quindi nella crostata vuota e lasciare raffreddare.

    martedì 10 aprile 2012

    Crostata di ricotta e arancia con pastafrolla all'olio d'oliva

    frolla all'olio con ricotta e arancia

    Questa ricetta è un prestito: dal primo momento in cui ho visto la foto della frolla all'olio d'oliva  fatta dall'adorabile Giallina,  è stato amore. Come per lei, anche per me.
    Le ho scritto subito, bramavo per provarla anche io, e quel giro di stelline era semplicemente adorabile (peccato che mi sia poi scordata di volerlo realizzare anche io).

    Sono passati pochi giorni, e mi sono messa all'opera: nella mia continua ricerca della frolla perfetta, leggendo i suoi commenti mi sono fatta subito tentare.

    frolla all'olio d'oliva con crema di ricotta e arancia

    Qualcosa però non è andato per il verso giusto, e non avendo più riprovato, ancora non so dirvi cosa: ho seguito alla lettera le sue indicazioni, le ho anche mandato SOS in diretta mentre impastavo, ma dopo il riposo in frigo (in realtà da subito), riprendendo la frolla per lavorarla, trasudava olio da tutte le parti (come se ne avessi usato molto di più del necessario).

    Non mi sono persa d'animo, e ho aggiunto gradualmente farina, finché non è diventata della consistenza giusta per essere lavorata, poi l'ho rimessa in frigo per altre 24 ore. Infine l'ho messa in teglia.

    Ora, ve lo dico, di Gialla mi fido, e non capisco cosa sia successo. Ad ogni modo non posso dire che la frolla che ho fatto io possa essere proprio la sua, dato che la proporzione tra gli ingredienti è diversa. Ma era davvero buona, un pò rustica, davvero invitante. Peccato non averla stesa un pò meglio in una teglia più grande (era un pò troppo spessa, ma sto ancora facendo pratica!).

    Non me la sento di modificare dosi e procedimento senza aver fatto altre prove, ma la pubblico ugualmente perché confido nella validità della ricetta, e mi sento di consigliarvela.
    E la crema... è fantastica!


    frolla all'olio d'oliva con crema di ricotta e arancia

    La crema è stata una piacevole (forse banale ma meritevole) scoperta che mi ha subito conquistato: come potete vedere dal colore, è una crema di ricotta "ambrata" dalla cannella e "addolcita" non tanto dallo zucchero (che è pochissimo) ma dal sapore della scorza d'arancia da me tanto amato.

    Oggi questa ricetta ve la racconto così, ma presto proverò a rifarla (con la ricetta di Gialla), e proverò a capirci qualcosa in più!

    ingredienti

    Per la frolla all’olio d’oliva
    • farina 00, 300g (+100g)
    • zucchero semolato, 100g
    • olio d’oliva (non "nuovo"), 100g
    • uova, 2 medie
    • lievito per dolci, 1 cucchiaino
    • sale
    • scorza di un limone o essenza di vaniglia
    Per la crema di ricotta all'arancia:
    • ricotta, 500g
    • zucchero, 150g
    • scorza d'arancia
    • cannella
      preparazione

      Setacciate la farina e il lievito, mescolateli quindi allo zucchero, e unite una grattata di scorza di limone.

      Impastate nell'impastatrice con accessorio a gancio unendo l’olio a filo, fino ad avere un composto sabbioso.

      Aggiungete le uova (uno alla volta) ed una presa di sale.

      Continuate ad impastare sino ad ottenere una massa liscia e compatta.

      Avvolgete con la pellicola e lasciate risposare in frigorifero per 20 minuti (io 24 ore + altre 24).

      Preparate la crema :
      setacciate la ricotta, quindi unitela allo zucchero insieme alla scorza di un'arancia non trattata (dimensione media) e un pizzico di cannella. Ponete in frigo a rassodare.

      Assemblate:
      Prendete la frolla dal frigo (a questo punto la mia trasudava olio, quindi ho aggiunto i 100g di farina in più) e stendetela in una teglia da 26-28 cm di diametro.

      Versatevi la crema di ricotta ed infornate in forno statico preriscaldato, a 180-200° fino a quando non sarà dorata, circa 30-40 minuti. Servite il giorno dopo.

      lunedì 9 aprile 2012

      Hot cross buns: panini dolci speziati

      hot cross buns

      Avevo già da tempo deciso di preparare gli hot cross buns nei giorni del triduo pasquale. Questi panini speziati, dolci, conosciuti nella mia prima infanzia attraverso una filastrocca in inglese, mi hanno sempre affascinato, ed in questi giorni (complice la raccolta di ricette di quaresima) ne avevo letto davvero tanto.

      hot cross buns

      Pare che abbiamo poteri "magici", e che comunque siano un segno di augurio, di buona salute e di buona fortuna. Che ci si creda o meno, sono comunque un bel regalo da ricevere in dono.
      E così, bruciata sul tempo (e ben lieta di esserlo) da Daniela di Menù turistico, mi sono lanciata con ancora più entusiasmo, ed ho usato proprio la sua ricetta.

      hot cross buns

      Ok, ok, non sono venuti fuori proprio bellissimi, ma io coi lievitati non è che ci vada proprio d'accordo. Però sono buoni! Li ho fatti un pò più piccoli degli orginali, e li ho distribuiti tra parenti e amici, che sembrano aver gradito.
      Sono perfetti per una colazione leggera, hanno un profumo molto intenso (anche perché ho usato un bel pò delle mie spezie preferite), li immagino ottimi anche farciti, ma non ho fatto in tempo a provare perché sono finiti subito!

      hot cross buns
      ingredienti

      Per i panini:
      • 50 g di zucchero semolato 
      • 150ml di acqua tiepida
      • 1 cucchiaio raso di lievito secco
      • 450 g di farina
      • 1 cucchiaino di sale
      • 1 cucchiaino abbondante di spezie miste (io ho usato zenzero, cannella, noce moscata e chiodi di garofano, in polvere)  
      • 50 g buccia tagliata sottile di arancio e limone
      • 40-55 ml di latte riscaldato
      • 1 uovo sbattuto
      • 50 g di burro fuso
      Per la glassa:
      • 2 cucchiai rasi di zucchero granulato
      • 2 cucchiai di acqua
      Per la croce:
      • 110 g di farina
      • 3 cucchiai di acqua
      preparazione

      Mescolate 1 cucchiaino di zucchero semolato in 150 ml di acqua appena tiepida, poi spruzzate nel lievito secco e lasciatelo riposare fino a che non schiuma. In alternativa seguite le istruzioni sulla vostra confezione.

      Nel frattempo setacciate la farina, il sale e le spezie (cannella, noce moscata, zenzero, chiodi di garofano) nella ciotola della planetaria e aggiungete i restanti 50 g di zucchero, l'uvetta e la bucce di agrumi tagliati sottili.

      Versatevi al centro il composto di lievito e 40 ml di latte tiepido (37°, ovvero la temperatura che "non vi fa sentire niente" quando vi immergete un polpastrello, dato che si tratta della temperatura corporea), l'uovo sbattuto e il burro fuso.

      Cominciate ad impastare a bassa velocità (se non usate l'impastatrice cominciate con un mestolo in legno e poi con le mani)  aggiungendo eventualmente un cucchiaio o due di latte se ce ne fosse bisogno.

      Lavorate l'impasto lentamente per circa 6 minuti.

      Rimettete la pasta  dentro una ciotola, copritela con una pellicola leggermente unta d'olio, e lasciate lievitare in un luogo tiepido ( ci vorrà circa un'ora per raddoppiare la sua dimensione originale).

      Tirate fuori la pasta ed impastatela di nuovo.

      Dividete il composto in 12 porzioni (io ho preferito farli più piccoli ed ottenerne di più) formando delle palline e disponetele sulla teglia imburrata o ricoperta di carta forno (lasciando un po’ di spazio tra uno e l’altro per la ulteriore lievitazione).

      Incidete una croce profonda su ciascuna di esse con un coltello affilato.
      Lasciateli lievitare ancora una volta, coprendoli con la pellicola trasparente ben unta, per circa 25 minuti.

      Nel frattempo pre-riscaldare il forno ad una temperatura di circa 200° (dipenderà dal vostro forno).

      Cuocete i panini per circa 15 minuti.

      Mentre stanno cucinando,  preparare la glassa.

      Fondete 2 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di acqua a fuoco dolce e spennellate i panini con questa glassa non appena escono dal forno, per renderli belli lucidi e un po’ appiccicosi.

      Fate una pasta con farina e circa 3 cucchiai di acqua .
      Stendetela in uno strato sottile e dividetela in piccole strisce che poi metterete incrociate sui vostri buns, inumidendoli da un lato per farle aderire, nella croce incisa precedentemente.

      domenica 8 aprile 2012

      Torta di pasqua: "colomba" con lievito di birra in diversa forma

      Torta di pasqua

      Con questa torta di pasqua, vi faccio tanti auguri di buona pasqua e buona primavera!
      Si tratta di un'insolita colomba:
      un impasto di colomba con lievito di birra (messo in uno stampo che evidentemente non è una colomba!), con bagna all'amaretto e farcita con crema al profumo di fiori d'arancio.

      Ho preparato con questa ricetta diverse forme, una colomba tradizionale da un chilo, in apposito stampo, sei colombine monoporzione in stampo silikomart, e questa torta che volevo realizzare in modo diverso, cotta in uno stampo in silicone rivestito di carta-forno, diametro 18 centimetri e altezza 10 centrimetri.

      colombine tradizionali

      Ho preparato l'impasto così come lo trovate su Open Kitchen a pag 22.
      Devo questa ricetta ad Alessandra (mammapera.it) : brava, generosa, paziente. Non solo in cucina, ma anche con me, per tutte le dritte che mi ha dato ed i messaggi che si è sorbita!

      E' stata la prima volta che ho preparato la colomba: devo dire la verita? Faticoso!
      Però sono contenta di averci provato.
      Gli impasti lievitati non vanno tanto d'accordo con me (ed io con loro) ma io sono fatta così, vado sempre verso le cose più difficili e cerco di prendere il toro per le corna, anche ottenendo risultati non proprio encomiabili (come questa volta), ma provando e riprovando con estrema cocciutaggine.
      Non sono del tutto sicura che l'anno prossimo ci riproverò, soprattutto perché non ho molta simpatia con il lievito di birra. Nel frattempo però potrei cominciare a meditare sul lievito naturale, e magari progettare qualche corso sui lievitati (perché, si sa, queste cose mica si possono improvvisare!)...

      torta di pasqua: colomba in diversa forma

      I difetti: la lunghezza della preparazione (ovvia), ed il fatto che il mio impasto non era soffice come volevo. Non avendo la competenza per descrivervelo in modo tecnico, vi dico che aveva un ottimo sapore ma sembrava fosse stata preparata alcuni giorni prima. Mancava la fragranza di un dolce appena sfornato.

      E' ovvio, spero lo sia, che non attribuisco questo alla ricetta, ma alla mia esecuzione:
      io vi riporto qui i passaggi pedissequamente (sarebbe difficile scegliere parole diverse rischiando di compromettere la precisione della descrizione), ma non sono mancati i "pasticci" in corso d'opera che mi hanno fatto deragliare almeno in parte dal procedimento descritto, con conseguenti ripercussioni (immagino) sul risultato.
      A cosa mi riferisco?

      1. Al peso della farina: ad un certo punto, per distrazione, invece di aggiungerla poco alla volta l'ho aggiunta in un colpo solo, stravolgendo la lavorazione dei singoli ingredienti.

      2. Alle ultime fasi di lievitazione: coincidevano con la cena della mia bimba, ed ho ritardato un pò troppo (un'ora e più) prima di cuocerla.

      3. Il tempo di cottura: è stato un pò troppo (come sapete dipende dal forno, ed è difficile dare delle indicazioni precise quando si tratta di cottura dei dolci), doveva cuocere di meno per renderla meno secca.

      4. Infine, credo che molto faccia anche la qualità della farina: la ricetta originale prevede una farina integrale, o di kamut, che ha una resa diversa rispetto a quella usata da me.

      Quindi, se volete provarci, non scoraggiatevi, ma seguite il consiglio: attenetevi alle istruzioni alla lettera!

      torta di pasqua: colomba in diversa forma

      Insomma, i difetti non mi mancano, ma avevo troppa voglia di fare questa esperienza!
      Proprio per questi motivi, vi riporto qui mezza dose (per una sola colomba da un chilo), per chi come me vuole solo provare, senza lavorare grandi dosi di ingredienti, e deve barcamenarsi con calcoli e proporzioni.
      A questo proposito, tra le tante ricette trovate in rete (di cui molte interessanti), vi suggerisco di provare questa che non presenta grandi difficoltà nella grammatura del lievito. L'ho scelta proprio per il fatto che, su piccole dosi, mi permetteva di pesare con facilità.

      Se volete provare la dose intera, leggete su Open Kitchen.
      E con questo, auguri a tutti!

      torta di pasqua: impasto colomba con crema ai fiori d'arancio

      preparazione


      Tempo di preparazione: 1 ora
      lievitazione: 10 ore
      Cottura: 40/45 minuti

      Ricetta per uno stampo da 1kg

      Prima fase h 8:00:
      • 75 g di farina manitoba
      • 12,5 g di lievito di birra
      • 62,5 g di latte tiepido (non oltre 37°)

      Iniziate preparando un poolish, impastando a mano tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria e lasciate lievitare, coperto con pellicola, fino al raddoppio per un oretta circa.


      Seconda fase h 9:00:
      • 100 gr di farina manitoba
      • 50 gr di zucchero
      • 70 gr di burro 
      • 65 gr di latte tiepido
      Riprendete la ciotola con il poolish, aggiungetevi metà della farina e lo zucchero e con il gancio impastatore iniziate a impastare.

      Aggiungete un po’ di latte, poi ancora farina e latte fino al completo assorbimento di tutta la farina.

      Infine aggiungete il burro tagliato a cubetti, in tre volte: mano a mano che si assorbe  il burro mettete ancora farina, impastate per bene.

      Coprite la ciotola con pellicola e fate lievitare per 3 ore.

      colombe di pasqua 2012

      Terza fase h 12:
      • 250 gr di farina manitoba
      • 40 gr di zucchero
      • 25 gr di miele (preferibilmente di acacia)
      • 55 gr di burro
      • 70 gr di uova intere
      • 35 gr di tuorli
      • Pistilli di una bacca di vaniglia bourbon
      • Scorza di arancia non trattata
      • 1 pizzico di sale (circa 3 grammi)
      • Scorza di limone non trattato
      • 210 gr di frutti di bosco canditi (io non li ho messi)
      Riprendete l’impasto, e sempre con la planetaria impastate in questo modo:

      1. aggiungete il miele e un po’ di farina, fino ad assorbimento
      2. aggiungete un uovo fate assorbire e aggiungete un po’ di farina, lo zucchero e impastate,
      3. ancora un uovo fate assorbire sempre, la farina, il sale e impastate
      4. procedete inserendo uova e tuorli alternandole con la farina sempre lentamente e finche ogni uovo o tuorlo non sia stato del tutto assorbito. Mettete da parte poca farina che inserirete dopo il burro.

      A questo punto, lavorate l’impasto fino a farlo incordare, ribaltandolo (necessariamente a mano!) più volte all’interno della planetaria in modo che venga impastato bene anche nella parte inferiore.

      Dedicate ai passaggi necessari all'incordatura diversi minuti nella planetaria, senza scoraggiarvi se vedete l'impasto troppo appiccicoso: sarà pronto quanto è elastico e non si attacca alle vostre mani.

      Quando l’impasto è bene incordato, aggiungete in due tre volte il burro morbido tagliato a cubetti e continuate a impastare: anche qui abbiate l’accortezza di inserirlo poco per volta e sempre dopo che sia stato del tutto assorbito.

      Completate con la farina avanzata e lavorate l’impasto ancora per un po’, aggiungendo le scorze d’arancia e di limone e i pistilli della vaniglia.

      Chiudete la ciotola con pellicola e mettete a lievitare in un posto caldo (vicino a un termosifone o stufa) per un paio d’ore o comunque finche non avrà raddoppiato il suo volume.

      Quarta fase ore 14,30:

      Sgonfiate l’impasto lavorandolo con il gancio: fate attenzione a non mettere il gancio all’interno dell’impasto, perché potrebbe compromettere la maglia glutinica, ma alzate un po’ la pasta e fate cascare il gancio lateralmente.

      Aggiungete i frutti di bosco canditi, in precedenza infarinati e impastate finche queste si saranno mescolati bene all’impasto.
      Coprite ancora con pellicola e fate lievitare per un’ora.

      Quinta fase ore 15.40:

      Sgonfiate l’impasto, lavoratelo ancora un po’ e tiratelo fuori dalla ciotola.

      Dividete l'impasto e disponetelo negli stampi.
      Se userete lo tampo tradizionale per colomba, dividete l'impasto in tre pezzi: due più piccoli e cicciottelli per le ali, ed uno centrale per il corpo dalla testa alla coda (deve pesare circa 1,1kg).
      Nel mio stampo ho inserito 550g di impasto, il resto l'ho usato per le colombine.

      Coprite e fate lievitare, finché l’impasto raggiungerà i bordi o comunque finché avrà raddoppiato il suo volume. Io ho atteso fino alle 20.40 (ho la quasi-certezza che sia stato un tempo eccessivo, mi riservo di modificare questo dato dopo essermi consultata con qualcuno più esperto di me).

      colombe di pasqua 2012

      Nel frattempo, preparate la glassa (indispensabile, buonissima! Siate generosi):
      • 80 gr di mandorle intere
      • 80 gr di mandorle in polvere
      • 80 gr di zucchero a velo
      • 2 albumi
      • Granella di zucchero

      In un robot o frullatore fate amalgamare lo zucchero a velo, le mandorle in polvere e gli albumi.
      Otterrete un composto cremoso e fluido, spennellatelo sulla colomba con delicatezza, cospargete con le mandorle e la granella di zucchero. 

      colombe di pasqua 2012


      Nel forno già caldo, inserite nel ripiano più basso una ciotola di acqua.

      Infornate a 180° in forno ventilato per 40 minuti circa, mettendo la colomba a metà forno.
      Se la colomba dovesse colorirsi troppo potrete coprire con carta alluminio, vale la prova stecchino.

      Decorate con primule candite: io ho usato dei fiori freschi lavati e "panati" nello zucchero semolato.

      Per la farcitura:
      il giorno dopo, una volta fredda, ho  tagliato questa "torta" in tre dischi.

      Ho preparato una crema di latte profumata ai fiori d'arancio:
      • latte, 250g
      • amido per dolci, 40g
      • essenza di acqua di fiori d'arancio, 2 gocce
      • zucchero, 25g
      Mettere sul fuoco una ciotola col latte, tenendone un pò da parte per sciogliere l'amido
      Unire lo zucchero e le gocce di essenza.
      Mettere il latte tenuto da parte in una ciotola di ceramica o pirex (dovrà contenere il latte caldo del pentolino) e sciogliervi l’amido.

      Al primo bollore del latte unire il liquido caldo nella ciotola dell'amido (non viceversa).

      Mescolando, fare addensare la crema, se fosse necessario rimettere sul fuoco dopo aver amalgamato bene.

      Mentre la crema di raffredda,
      ho preparato la bagna all'amaretto:
      • acqua calda, 200ml circa
      • zucchero, 1 cucchiaio
      • liquore amaretto, 2-3 cucchiai
      Ho irrorato i dischi con questa bagna, ho farcito con crema dal basso verso l'alto, bagnando la "cupola" dal basso, senza farcirla (nella parte superiore, vi ricordo, c'è la granella, quindi è la parte che va irrorata di meno).

      Si conserva anche fuori dal frigo.

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